Il paradosso del desiderio spento: perché i video porno ci stanno rubando il vero sesso
Non hai più voglia… eppure continui
Non hai più voglia di fare sesso con il tuo partner, eppure passi ore davanti a video porno, a masturbarti in solitaria. Ti sei mai chiesto se il problema non siano proprio quei video?
È una pillola amara da mandar giù, lo so. Internet ha cancellato gran parte di quella trepidazione, di quell’attesa carica di mistero che un tempo accompagnava il sesso. Oggi siamo sommersi da immagini e filmati erotici ben oltre i siti specializzati: basta una passeggiata in città per imbattersi in manifesti pubblicitari più espliciti di certe tavole del Kama Sutra.
Media caldi vs media freddi (grazie, McLuhan)
Non c’è da stupirsi se a letto diventiamo sempre più pigri, se la fantasia si rifiuta di accendersi senza un’immagine pronta all’uso. Il filosofo canadese Marshall McLuhan ci offre uno strumento per capire questo strano fenomeno. Nei suoi studi sui media distingue tra “caldi” e “freddi” – attenzione, i termini non hanno nulla a che vedere con l’erotismo, McLuhan non si occupava di pornografia. Eppure la sua classificazione si applica perfettamente anche qui.
Un medium caldo è ad alta definizione: fornisce una quantità enorme di informazioni già pronte, satura i sensi e lascia pochissimo spazio alla nostra partecipazione attiva. Il cinema, la fotografia, i video in HD sono esempi classici di media caldi. Quando guardi un film porno, tutto è già servito: corpi, angolazioni, suoni, ritmi. Non devi immaginare nulla, la tua mente resta quasi passiva. È come in piena estate, quando il caldo ti stende sul divano e l’ultima cosa che vuoi è muoverti o creare qualcosa.
Un medium freddo, al contrario, è a bassa definizione: offre poche informazioni e ti costringe a colmare i vuoti con la tua immaginazione. Fumetti, romanzi, conversazioni telefoniche sono media freddi. Ti “riscaldano” proprio perché ti obbligano a partecipare, a completare l’esperienza con la tua creatività. È come quando fuori fa freddo e per scaldarti devi muoverti, sfregare le mani, inventare qualcosa.
Viviamo nell’epoca dell’alta definizione
Viviamo immersi in un’epoca dominata dall’immagine ad alta definizione. Non stupisce che l’eccitazione dipenda sempre più dai video porno: sono il medium più caldo che esista in ambito sessuale. Ci hanno convinti che il futuro sia tutto visuale, che i video siano il presente e il domani. Ed è vero… ma a caro prezzo. La nostra immaginazione è come un muscolo: se la lasciamo inutilizzata, si atrofizza.
I social network e le chat sembrano offrire alta partecipazione, ma spesso finiscono per sommergerci di informazioni già pronte. Sta a noi scegliere se lasciarci “raffreddare” o cercare di “scaldarci”. Ecco perché il sexting – il “sessaggiare”, lo scambio di messaggi erotici – può essere un piccolo antidoto: lascia spazio alle parole, alla costruzione condivisa del desiderio.
La via d’uscita: torna alla parola scritta
Ma se senti di essere caduto in una dipendenza da porno e vuoi ritrovare quell’eccitazione primitiva, autentica, quella che non ha bisogno di schermi per accendersi, prova a fare un esperimento semplice: passa ai racconti e ai romanzi erotici.
Sono pornografici quanto vuoi, ma restano media freddi. Ti obbligano a immaginare volti, corpi, voci, ritmi, atmosfere. Sei tu a decidere come sono fatti i personaggi, come si muovono, cosa provano. Dopo poche letture noterai già la differenza: la fantasia riparte, il desiderio torna a essere più flessibile, più vivo. Il tuo partner te ne sarà grato, ma soprattutto lo sarai tu, quando scoprirai di poter provare di nuovo piacere autentico, senza bisogno di un play button.