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Prima Volta Gay: Sognavo di Succhiarlo… e Mi Ha Riempito la Bocca di Sborra!

Immagine Prima Volta Gay: Sognavo di Succhiarlo… e Mi Ha Riempito la Bocca di Sborra!

Qualche anno fa mi sono cominciate a frullare in testa fantasie erotiche non proprio etero. Le ho sempre accantonate, dicendomi che era solo una fase della mezza età, che sarebbe passata presto… Ma quando mai. Il desiderio si intensificava giorno dopo giorno, mi toglieva il sonno e cominciava a far risentire anche il mio esercizio commerciale.

Qual era questa “bestia” di fantasia? Semplice: inginocchiarmi davanti a uno sconosciuto, slacciargli i pantaloni, togliergli le mutande e succhiarglielo furiosamente fino a farmi riempire la bocca di sborra calda. Poi saluti e fine. Niente reciprocità, niente esplorazione gay più ampia. Solo uno sfizio da togliermi per tornare alla mia vita da divorziato etero cinquantenne.

Alla fine ho deciso. Sono una persona pratica: volevo gestire la cosa in modo organizzato, discreto e soprattutto anonimo. Ho postato questo annuncio su un noto sito di incontri occasionali italiani:

"Io cinquantenne, grasso, passivo, interessato solo a orale, prima esperienza. Cerco chiunque per incontro veloce all'interno del mio furgone. No mercenari."

Per farla breve, ho fissato un appuntamento con un tizio che si dichiarava 35enne, non superdotato ma “tutto funzionante”. Ci siamo visti nel mio furgone. Appena mi ha visto ha storciato il naso perché avevo il viso coperto da un passamontagna nero. Colpa mia, avevo omesso di specificare quanto tenessi all’anonimato assoluto. Comunque, quando ha capito che il passamontagna non era trattabile, abbiamo proceduto.

L’incontro è durato 15-20 minuti in tutto (compresi i malumori iniziali), cosa che a me andava benissimo: non volevo dilungarmi. Lui era più grosso di me, ben piazzato, pelle molto scura, accento sudamericano. Sul sito diceva 35 anni, ma io gliene davo almeno 45.

Passato il disguido del passamontagna, gli ho chiesto se avesse preferenze su come iniziare. Lui ha “ordinato”: “Mettiti in ginocchio”.

Mi sono inginocchiato mentre lui si appoggiava di schiena alla paratia interna. Caro lettore: fino a quel momento gli unici cazzi che avevo visto (a parte il mio) erano quelli nelle docce in palestra, e lì non si fissa mica. Nelle mie fantasie avevo sempre il controllo totale, mi sentivo un pompiere esperto. Invece lì, in ginocchio con le mani sulle sue cosce, aspettando che si abbassasse i pantaloni, tutta la sicurezza era sparita.

Si è slacciato i pantaloni e ha tenuto i pollici infilati nella cintura per un’eternità, facendomi pregustare. Poi, in un unico gesto rapido, ha abbassato calzoni e mutande… e si è avvicinato col bacino a 5 cm dalla mia faccia. Il cazzo, già mezzo duro, con prepuzio abbondante e gocciolante di liquido lubrificante naturale, ha fatto molla e mi ha colpito sul naso dal basso verso l’alto.

Eccolo lì: un biscione nero come il carbone, a bocca aperta per la sorpresa, naso inondato di quel liquido filamentoso dentro e fuori le narici. Tutta la mia sicurezza era andata a farsi fottere.

Mi guarda, vede che esito, e mi riavvicina il cazzo gocciolante: pennellata dall’occhio destro, naso, labbra. Ero congelato. Quel giochino della “mazzata in faccia” con l’effetto molla… era esattamente quello che facevo io con le donne, e a loro piaceva. Ora lo subivo io. È esploso un casino dentro: offesa, sorpresa, “come si permette?”, ma soprattutto un arrapamento pazzesco.

Non ho avuto tempo di pensare: mi ha afferrato il passamontagna con la sinistra, con la destra ha puntato il cazzo in bocca e ha cominciato a scoparmi la faccia brutalmente, tenendo il ritmo con entrambe le mani dietro la testa. In pochi secondi la bocca era piena di pre-sborra. Non sapevo che un cazzo potesse produrne così tanta: si era preparato mentalmente per mezz’ora, minimo.

Non circonciso, sotto una panciona che glielo nascondeva. Entrava tutto: naso nel pelo pubico, lingua sulle palle, cappella grossa che arrivava quasi all’ugola senza farmi vomitare. Sui 11-12 cm lunghi, 3-4 di larghezza. Nonostante il sapore di sapone/deodorante esagerato (sembrava Felce Azzurra liquida), dopo le prime pompate è rimasto solo piacere intenso.

Se non mi avesse infornato il cazzo così di prepotenza, sarei ancora lì a decidere. Dopo 5 minuti si è steso sul materassino gonfiabile che avevo preparato e mi ha ordinato: “Adesso impalati la testa fra le mie cosce”.

Ho obbedito. Ero a un livello di lussuria tale che se mi avesse pisciato in faccia gli avrei chiesto di berlo tutto. Mi ha scopato la faccia freneticamente, polpacci che mi bloccavano la nuca: impossibile sfilarmi.

Poi ha strappato la bocca dal cazzo tirando il passamontagna (ormai intriso di saliva e altro). L’apertura si era storta. Mentre lo risistemavo, ha impilato cuscini e mi ha fatto sdraiare con la testa sui cuscini. Si è accovacciato in squat, scarpe da ginnastica ai lati della mia testa… e ho sentito l’odore nauseabondo dei piedi. Ma in quel momento mi ha fatto sentire ancora più porca.

Mi ha infilato il cazzo sotto il passamontagna: dal foro bocca, fuori dall’occhio destro, poi guancia, occhio sinistro… Ringhiava: “Hai voluto sto cazzo di cappuccio di merda? E io te lo stupro! Tiè, tiè, tiè…” Quel cazzo che mi sfregava faccia e passamontagna dava una goduria assurda.

Nota negativa: sempre quel sentore di sapone. Poi rush finale: a pecorina sulla mia faccia, cazzo piantato in bocca, palle che sbattono sul mento. Mi chiede: “Dove ti devo sborrare?” Non rispondo (bocca piena). Chiede incazzato. Dico “Uummmpf… dove vuoi”.

Il cazzo si allargava sempre di più. Poi l’ha infilato sotto il lembo tra bocca e naso: cappella nelle narici, palle in bocca. Non respiravo, ma chi se ne fregava. Due-tre colpi sulle narici e… esplosione. Sborra che colava lungo la canna, infiltrandosi sotto il passamontagna: occhi, bocca, naso inondati. Sapore di sapone, ma alla fine un sentore vero di sperma quando è entrato nel naso.

Ultime gocce: mi ha strofinato il cazzo sgonfio su tutta la faccia, spalmando la crema ovunque tra passamontagna e pelle.

Finito lì? No. Si è innervosito perché non volevo tirarmelo fuori per contraccambiare. Avevo messo chiaro nell’annuncio: solo orale passivo. Ha provato a ordinarmelo, ma ho rifiutato categorico. Se n’è andato borbottando “Vabbè, ciao”.

Io, che nel lavoro manageriale non sono abituato a ricevere ordini, al pensiero di essere stato quasi schiavizzato da un cazzo altrui… mi manda ancora in estasi.

Ho tirato lungo coi dettagli, lo so, non sono uno scrittore. Ma mettere nero su bianco questa porcata mi ha fatto rivivere tutto… e mi è venuto duro di nuovo. Spero di aver soddisfatto il voyeur che c’è in te.


Fine. Se ti è piaciuta, commenta o condividi la tua prima volta anonima…