Francesco mi cede anche la mamma
Monna Laura, come la chiamavano tutti in paese – un vezzeggiativo antico per le nobildonne toscane –, era una donna minuta e affascinante, un’autentica icona di bellezza matura. Fin dal mio primo respiro avevo vissuto con lei, e quelli che erano iniziati come innocenti giochi infantili si erano trasformati, con naturalezza, in esplorazioni sensuali e profonde. Fare l’amore con Nonna Laura era per me la cosa più spontanea del mondo: lei mi aveva insegnato tutto ciò che sapevo sul sesso, e io avevo contribuito al suo piacere con la freschezza della giovinezza. Non c’erano confini tra noi. Lei aveva intuito presto la mia attrazione anche per i ragazzi, notando come il mio sguardo si posasse su un bel sedere o una bocca invitante, indipendentemente dal genere. Anzi, mi spronava a esplorare quelle curiosità, e spesso scommettevamo tra complici su chi avrebbe ceduto per primo al richiamo della carne. Eravamo due anime libere e senza freni.
Ricordi d’autunno
Il ricordo più vivido del nostro intimo risale a una tiepida giornata autunnale. Nonna Laura era affacciata alla finestra della camera da letto, le ampie gonne che ondeggiavano leggere. Io, nascosto sotto di esse, giocavo con la sua intimità scoperta: la lingua scivolava lenta tra le sue pieghe umide, le dita profanavano delicatamente entrambi gli orifizi con devozione assoluta.
Quel giorno specifico, dopo essermi divertito con il piccolo Francesco – un vero diavoletto voglioso –, Nonna Laura si spogliò completamente. Si chinò sul letto, offrendomi il fondoschiena con un invito esplicito: «Prendimi qui». Il mio membro era ancora lucido dei fluidi precedenti, ma raccolsi un po’ di sperma dal fondoschiena di Francesco, lo spalmai sul glande e su di lei, e scivolai dentro con facilità. Il suo ano era esperto, accogliente, abituato a quel tipo di carezza. Iniziai un ritmo lento e profondo, dentro e fuori, concentrandomi sulla sensibilità estrema dello sfintere.
Francesco, eccitato, si masturbava il piccolo sesso, poi si infilò sotto di noi. Alternava la lingua tra la vulva di Nonna e il mio membro, includendo le palle. Era ancora inesperto: dovetti guidarlo, spiegandogli di concentrarsi sul clitoride. Imparò subito. Le contrazioni ritmiche del suo ano, stimolate dalle leccate e dal mio movimento, mi portarono rapidamente al culmine. Venni copiosamente dentro di lei, riversando ogni goccia nel suo calore accogliente, poi mi accasciai esausto sul suo corpo dopo due amplessi mattutini. Quando uscii, Francesco approfittò per raccogliere con la bocca gli ultimi residui dal mio sesso e dal suo orifizio.
Fu un inizio di giornata indimenticabile.
L’arrivo della signora Emma
Poco dopo rientrò Giovannino, accompagnato dalla signora Emma, la madre di Francesco. Noi avevamo già riassettato tutto, anche se l’aria esausta e appagata era evidente. Emma era stupenda: forme generose, sguardo magnetico. Il desiderio di possederla mi divorava. Chiesi a Francesco se la madre avesse qualche relazione; lui rispose di no, ma nei weekend, quando era a casa, la sentiva gemere di notte nel letto – ora capiva il significato di quei suoni.
Gli proposi di aiutarmi in un gioco: avremmo fatto nascondino, io mi sarei nascosto sotto il tavolo e lui avrebbe fatto finta di non trovarmi subito. Francesco accettò entusiasta, vedendovi un modo per rafforzare il nostro legame. Nonna Laura capì al volo le mie intenzioni e mi assecondò con un sorriso complice.
Mi nascosi sotto il tavolo, poi, come per caso, mi ritrovai tra le gambe della signora Emma. Lei trasalì, ma si ricompose in fretta. Quando le sfiorai le cosce, le dischiuse leggermente. Iniziai ad accarezzarla con lentezza; Nonna Laura mi raccontò dopo che il viso di Emma si era acceso di rossore e calore. Tentò di fermarmi portando una mano sotto il tavolo, ma io le leccai le dita e il palmo con insistenza. Lei spalancò le gambe: scostai le mutandine di seta fresca e iniziai a stuzzicare il clitoride con tocchi misurati.
Francesco si tuffò sotto il tavolo senza che Emma se ne accorgesse – occhi chiusi, persa nel piacere. Le sbottonò i pantaloni e iniziò a succhiarmi con avidità. Io affondai la lingua nella sua vulva matura, dalle grandi labbra carnose – così diversa da quella quasi infantile di Nonna. Nonna Laura si alzò, la baciò profondamente sulla bocca e le pizzicò i capezzoli turgidi. Emma gemeva forte, inondandomi il viso di umori copiosi che leccavo con golosità.
Sul letto a baldacchino
Senza parole, come mossi da un’intesa silenziosa, ci spostammo sul grande letto a baldacchino di Nonna. Ci spogliammo a vicenda in fretta, nudi e accaldati. Aprii le cosce di Emma e la penetrai con un unico affondo deciso. Il suo gridolino di piacere fu quasi un urlo; Nonna le coprì la bocca con un bacio profondo, lingue intrecciate in un duello appassionato.
Francesco, inizialmente escluso, si dedicò alla vulva e all’ano di Nonna con la lingua. Io uscii dal nido caldo di Emma: un rivolo abbondante di umori le colava lungo l’ano, lubrificandolo naturalmente. Le alzai le gambe; lei, intuendo, si allargò oscenamente il forellino con le mani. Dopo qualche tentativo entrai nel suo fondoschiena elastico e accogliente. Il movimento ipnotico delle sue natiche mi portò all’estasi in fretta: venni per la terza volta quella mattina, inondandole l’intestino mentre lei raggiungeva un orgasmo violento, tra i più intensi che avessi mai visto.
Rimanemmo distesi sul letto per un tempo indefinito, appagati. Francesco, che aveva goduto meno, iniziò a ripulirmi il membro con la lingua, assaporando gli umori di sua madre e il mio seme. Emma lo guardò come se lo vedesse per la prima volta, senza shock né rimprovero: allungò una mano per accarezzargli i capelli con tenerezza. A quella scena Nonna le stampò un bacio sonoro sulle labbra. Il suono ci riscosse tutti e scoppiammo in una risata liberatoria.
Restammo nudi ancora a lungo, commentando con piacere i fatti appena accaduti, scambiandoci carezze e promesse di repliche. Nonna colse l’occasione: invitò Emma a trascorrere una vacanza da noi. Poi, rivolta a me con un occhiolino: «Stanotte io dormo con lei. Tu vai di là con Francesco».
E la storia continua…
Categoria: Relazioni proibite
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