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Sfondato in macchina

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2 ore fa
Immagine Sfondato in macchina

Ciao, mi chiamo Adriano e voglio raccontarvi le mie esperienze più vere e intense. Ultimamente ho letto diversi racconti erotici che sembrano diari segreti, ma spesso mi annoiavo perché il sesso restava troppo sullo sfondo. Io invece voglio condividere ciò che mi è accaduto davvero, senza cambiare i nomi dei protagonisti, ma per rispetto della privacy non indicherò mai il luogo esatto dei fatti.

Era una sera di più di dieci anni fa. Vivevo ancora con i miei genitori e avevo appena compiuto diciotto anni. Il telefono di casa squillò all’improvviso. Era Carlo, un amico con cui lavoravo e al quale, ogni tanto, facevo qualche sega o una pompa. Non ci vedevamo da un po’ e lui mi propose di uscire. “Vorrà che gli faccia un pompino,” pensai subito. Ma Carlo, ridendo, mi anticipò con una frase che mi lasciò di stucco: «Mi raccomando, fatti un bel bidet!».

La cosa strana era che Carlo non aveva mai ricambiato il piacere che gli davo. Capii al volo che quella sera non voleva limitarsi a ricevere: desiderava qualcosa che non aveva mai avuto da me. E, a essere sincero, era qualcosa che avevo concesso solo a pochissimi.

All’ora stabilita mi passò a prendere sotto casa. Ero pronto, fresco di doccia e profumato. Salimmo sulla sua auto e iniziammo a girare, allontanandoci dalla città lungo stradine secondarie sempre più buie. Parlavamo del più e del meno, del lavoro, delle solite cose. Poi Carlo parcheggiò in una zona deserta, proprio vicino al fiume. Era una serata magnifica: faceva caldo, la luna illuminava il paesaggio e le lucciole danzavano nell’aria.

Una sorpresa romantica

Carlo, che non era mai stato un tipo romantico, mi stupì tirando fuori dal cruscotto una bottiglia di ottimo spumante e due flûte eleganti. Brindammo due volte, chiacchierando e ridendo. Mi stava quasi facendo la corte, e io mi sentivo sempre più eccitato e curioso.

Arrivammo al dunque dopo quei brindisi. Iniziai a spogliarlo lentamente, inspirando il profumo del suo deodorante mescolato all’odore virile della sua pelle. Gli tolsi la camicia, i jeans, gli slip. Il suo cazzo era già duro, in tiro. Lo conoscevo bene: non circonciso, lungo e spesso quel tanto che basta, pulito come piaceva a me, ma con quel sapore autentico di maschio che mi faceva impazzire.

Cominciai baciandogli il collo, una zona che lo arrapava da morire. Poi scesi sul torace, leccandogli i capezzoli con la lingua calda. Di solito a quel punto lui mi spingeva la testa verso il basso, ma quella sera fu diverso: iniziò anche lui a spogliarmi. Quando fui nudo abbastanza, scesi sul suo cazzo e gli regalai una delle mie pompe migliori.

Lo prendevo in bocca con avidità, avvolgendolo con la lingua, scivolando voglioso ma senza stringere troppo, lasciando che la saliva colasse ovunque e rendesse tutto più bagnato e scivoloso. Era una pompa calda, brodosa, di quelle che facevano impazzire Carlo. Di solito proseguivamo così per un po’: quando mi stancavo passavo alla sega, poi riprendevo con la bocca fino a fargli esplodere il suo sperma caldo in gola, stringendo le labbra per non perderne nemmeno una goccia.

Il momento che aspettavo

Ma quella sera mi fermò. Mi chiese di voltarmi. Si versò sul palmo della mano della saliva calda e cominciò a lubrificarmi il buco del culo con passione, senza fretta né violenza. Mi sciolsi sotto le sue dita esperte e iniziai a dilatarmi, rilassandomi al suo tocco. Era strano che mi capisse così bene: non l’avevamo mai fatto prima.

Reclinammo completamente i sedili. Mi fece stendere a pancia in giù e lui si sdraiò sopra di me. Fu bellissimo sentire tutto il suo peso, il suo calore, il suo profumo che mi avvolgeva. Ero eccitatissimo. Appoggiò la cappella del suo meraviglioso cazzo sul mio buco e cominciò a spingere piano, entrando poco alla volta, senza farmi male. Sincronizzammo i respiri e iniziammo a muoverci insieme. La scopata funzionava alla grande.

Dopo un po’ mi sussurrò all’orecchio, ansimando: «Finalmente scopiamo!». Ormai era tutto dentro di me. Non sentivo dolore né fastidio, solo un piacere profondo. Mi segavo con una mano, attento a non venire troppo presto per aspettare lui e per non sporcare la macchina. Ne produco davvero tanta.

Lo sentivo prendermi con forza, contento, ansimante di godimento. Il suo uccello da vero uomo scivolava dentro e fuori, mentre lui si sorreggeva con una mano e con l’altra mi stringeva il torace.

Cambio di posizione

Dopo una quindicina di minuti di quella scopata deliziosa mi propose di cambiare. Lui si sdraiò a pancia in su e io mi misi sopra, faccia a faccia. Lo rinfilò per bene e da quel momento il gioco passò a me: ero io a muovermi su e giù, a controllare il ritmo per far godere entrambi. Era fantastico. Ero io a condurre.

La situazione era bollente. Carlo era tutto sudato e io non resistetti: mi spalmai sul suo corpo per baciargli il collo, senza mai smettere di muovere il culo per continuare a farmelo infilare. Lui mi abbracciava forte e io sentivo il suo profumo e il suo piacere crescermi addosso. Il mio cazzo duro strofinava sulla sua pancia e i suoi peli mi solleticavano la cappella in un modo incredibile.

Eravamo una doccia di sudore, ma era bellissimo. Stavamo scopando alla perfezione. Decisi di farlo venire e di farmelo venire dentro. Mi avvinghiai a lui con decisione. Senza bisogno di parole, lui aveva già capito. Aumentammo il ritmo. Mi aprì le chiappe per farlo entrare fino in fondo. Io mi strusciavo forte sulla sua pancia che si contraeva al ritmo del respiro sempre più affannoso. Leccavo tutto il suo sudore dal collo e dal viso.

Mancava pochissimo. Mi abbracciò con forza, come se volesse prendermi tutto. Lo sentii gemere, stringermi forte, e poi esplodere dentro di me: tutta la sua sborra calda, fino in fondo, senza tirare fuori il cazzo. Mi venne dentro con potenza mentre mi teneva stretto. Io, eccitatissimo, venni sulla sua pancia calda, tra il suo sudore e i suoi peli, accarezzandogli le palle grosse e turgide con una mano.

Restammo così, abbracciati, per non so quanti minuti. Avevamo finalmente scopato e ne eravamo entrambi felici. Mi ero dato completamente a Carlo, e ne ero contento: era un vero uomo e ne era valsa la pena.


Categoria: Amicizia e sesso

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