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Il mio culo lo implorava: la sborrata bollente che ancora mi cola dentro

Immagine Il mio culo lo implorava: la sborrata bollente che ancora mi cola dentro

Sono ancora nudo, seduto davanti al PC per scrivere questa storia prima che svanisca dalla memoria: è appena successo e voglio farvi partecipi di tutto.

È arrivato a casa mia. Uno squillo per avvisarmi e già è davanti alla porta. Sono pronto: bidet fatto per bene perché mi piace profumare, e soprattutto ho evacuato gli intestini così da essere completamente disponibile per lui.

Entra. Noto subito la patta gonfia: è già eccitatissimo per quello che ci aspetta. Anche la mia eccitazione è evidente sotto l’accappatoio che mi copre appena. «Ciao», dico. «Ciao», risponde con un sorriso malizioso. Allungo la mano verso la sua patta e lo invito in camera.

Mi distendo subito sul letto e apro l’accappatoio per lasciargli godere della vista. Poi mi alzo, seduto gli slaccio la cintura, sbottono la patta, gli calo i boxer… ed eccolo lì, davanti ai miei occhi. Sento l’odore forte, maschio. Lo assaggio subito con la lingua: scappello la cappella, annuso il profumo intenso mentre lecco le prime gocce di eccitazione che già perla.

Lui nel frattempo si spoglia completamente. Mi distende e si dedica al mio corpo: lecca tra le mie gambe, sale verso il cazzo teso, lo succhia piano mentre con le mani mi allarga le chiappe. Poi risale, mi succhia i capezzoli già duri… mmmmmm… mi fa impazzire. E poi di nuovo giù.

Alzo il bacino per offrirgli il buco. La sua lingua saetta e mi irrorare l’ano. Dopo ci mettiamo in 69: cazzi nelle reciproche bocche che succhiano, leccano, mani che titillano i culetti preparandoli per ciò che verrà dopo.

È lui il primo a offrirsi: mi distende sulla schiena e si siede a smorzacandela sul mio cazzo. Ha il buco stretto… sento che gli fa male, ma aiutandosi con la mano se lo infila fino a metà. Di più non riesce, il dolore è troppo. Il suo cazzo, ormai enorme, poggia sulla mia pancia. Mi protendo per leccarlo mentre lui va su e giù col mio dentro di sé.

Non voglio venire così e glielo dico. Dopo un po’ si alza. Allora mi giro io, a pecorina, culo per aria. In un attimo la sua lingua viola il buchino ormai dilatato. Sento lo sfintere rilassarsi. Mi forza con due dita che entrano senza fatica… sono pronto.

La sua grossa mazza è appoggiata al mio culo. Una spinta (la prima fa sempre un po’ male)… una seconda e lentamente entra, entra tutto fino a sentire i suoi coglioni che sbattono sulle mie chiappe. «Fermati così», gli dico. Mi piace sentirmi così pieno. Dimeno il sedere, oscillandolo un po’ intorno al suo membro per sentirlo esplorarmi dentro.

«Montami», gli dico, «sei il mio toro, trattami come la tua vacca».

Queste parole lo mandano in bestia. Comincia a scoparmi in modo quasi animalesco… mi piace da morire. Sento le sue palle che sbattono ritmicamente sul mio sedere. Geme, mi avvolge con le braccia, mi lecca il collo e l’orecchio… A quel punto vengo: un getto di sperma schizza dal mio cazzo senza quasi toccarlo. Godo con quel grosso membro piantato nel culo.

«Vieni», gli dico, «sborrami dentro che poi voglio leccarti il cazzo».

Sento l’esplosione del suo piacere dentro le mie viscere: sperma caldo, abbondante, che fuoriesce lungo le cosce misto ai miei umori anali. Lo tengo dentro finché non scarica tutto. Poi lo invito a tirarlo fuori, lo avvicino alla bocca e glielo spompino per bene, assaporando il mix del suo seme e dei miei umori…

Ora che è andato via ho di nuovo il cazzo duro mentre vi racconto tutto questo… e dal mio ano cola ancora qualche rivolo del suo sperma.