Caricare
Accedere Iscrizione

Dal ditino nel culetto al primo cazzo in bocca: il mio percorso da frocio nei cessi del cinema porno

Immagine Dal ditino nel culetto al primo cazzo in bocca: il mio percorso da frocio nei cessi del cinema porno

Un nostro amico ormai svezzato all’omosessualità ha deciso di raccontare in maniera spiccia e concisa il suo percorso… dai primi turbamenti al rapporto completo nei cessi di un cinema. Ovviamente me lo ha affidato per condividerlo con voi, amici lettori porcelli. Giovanna.

Sinceramente, fin da bambino mi piaceva toccarmi il culetto. Quando avevo circa 6 anni mi ricordo che, quando mi coricavo per andare a dormire nel mio lettino, mi abbassavo i calzoncini del pigiama e mi infilavo un ditino nel dietro. Poi lo tiravo fuori e lo annusavo: non so perché, ma quella puzzetta che rimaneva sulla punta mi piaceva moltissimo.

Nelle elementari avevo un compagno di banco che, per sfidare il maestro, si sbottonava i pantaloni e metteva parzialmente in mostra il suo uccellino, ma solo a me. Io lo guardavo, la cosa mi intrigava tantissimo, e in seguito fui io stesso a incoraggiarlo. Ricordo che alla mia ennesima richiesta lui mi disse: «Sei proprio una puttanella». A quel tempo non sapevo bene cosa volesse dire, ma intuivo che era un termine proibito.

A casa nostra ogni tanto veniva la figlia della nostra vicina, che aveva 9 anni, e giocavamo a nascondino. Una volta si nascose sotto il letto; quando la trovai mi invitò a nascondermi con lei. Si alzò la gonna del vestitino e… vidi la pelle nuda rosa e una fessurina invitante. La porcellina si divertiva a mostrarmi la sua fichetta. La cosa finì lì, ma mi turbò parecchio.

Alle scuole medie mi trovai come vicini di banco due ragazzi ripetenti (quindi già di 15 anni) che ogni giorno parlavano di seghe, di ragazzine a cui avevano messo la mano nella fica, ecc. Io li ascoltavo eccitato ma non ero ancora sviluppato, quindi non capivo bene. Comunque sui 12 anni, ogni volta che andavo in bagno (chiudendo a chiave la porta per non farmi notare dai miei genitori), passavo un po’ di tempo a guardarmi e toccarmi il cazzetto e anche il sedere. Poi un bel giorno dal cazzetto mi uscì un liquido bianco… capii che era quella cosa che i miei compagni più maturi chiamavano “sborra”!

Cominciai così a segarmi regolarmente. In terza media andai con la classe a Roma per la gita scolastica: ci alloggiarono in quattro in una camera di un istituto religioso. I miei compagni mi prendevano in giro perché ero esile e timido, non dicevo mai parolacce e sembravo poco maschio. Una notte mi svegliai con un po’ d’acqua sul viso e senza coperte; due di loro mi tenevano braccia e gambe ferme mentre il terzo si divertiva a sfottermi dicendo: «Vediamo un po’ se anche lui c’ha il cazzo o se è una femminuccia!» Io cercavo di divincolarmi ma non potevo nulla contro di loro, molto più robusti. Tra i miei singhiozzi mi abbassarono i calzoni del pigiama e le mutande e videro il mio uccellino mollo. «Hai visto? Non è una femmina, è un frocetto!» disse Maurizio, il bulletto. Poi mi girarono a pancia in giù per guardarmi il culetto e la cosa li stuzzicò molto. Maurizio frugò nella borsa, tirò fuori un grosso pennarello e disse: «Tenetelo fermo che glielo infilo nel culo!» I suoi amici cercarono di dissuaderlo ma lui niente: me lo spinse dentro l’ano mentre io piangevo… lui rideva, ma poco dopo capì che stava esagerando e me lo sfilò. La cosa finì lì e io non ne parlai più con nessuno.

A 14 anni mi segavo anche 3 volte al giorno. Un giorno ero solo in casa e mi stavo masturbando in piedi con una rivista porno sulla scrivania. Facendo un passo indietro il mio culetto toccò il pomo della sedia che avevo lasciato dietro; sedendomi sopra provai una grandissima eccitazione che mi fece fare una schizzata di sperma tremenda. Da quel momento capii che godevo di più se mi penetravo il culo. Così nelle volte successive cercavo sempre di infilarmi qualche oggetto: pennarelli, tubetti, flaconi, lampadine a pera per godere di più.

A 18 anni entrai per la prima volta in un cinema porno di una grande città. Prima non ne avevo il coraggio, anche perché essendo basso e molto esile dimostravo meno anni e temevo di essere cacciato. Il primo film che vidi lo ricordo ancora: un tizio superdotato si scopava diverse superfighe con quel cazzone dritto come un bastone, le chiavava senza fatica e poi le faceva anche nel culo! Alla fine gli sborrava sulle chiappe e loro si toccavano con la mano per portarsi la sborra alla bocca. Vedendo quella scena scioccante (per me) mi sborrai nelle mutande.

Presi veramente gusto ai film porno, ma avevo paura che gli altri si accorgessero della mia eccitazione. Una volta però mi si sedette vicino un uomo anziano che cominciò a toccarmi. Provai la sensazione di essere sedotto e mi lasciai fare. Il vecchio mi tirò fuori l’uccello e mi masturbò… dopo poco sborrai sul pavimento e lui se ne andò. Le volte dopo andavo con la speranza di fare altre esperienze.

Notai che durante il film c’era un viavai dalla sala ai gabinetti. Andai a curiosare e vidi uomini che, facendo finta di pisciare, si segavano… da una porta del cesso s’intravedeva anche un ragazzo che spompinava un maturo. Rimasi sconvolto, ma la sera dopo decisi di provarci. Andai dentro un cesso e lasciai la porta socchiusa. Mi tirai giù jeans e mutande e rimasi lì alcuni minuti ad aspettare.

All’improvviso un tizio robusto, sui 55 anni, mi vide ed entrò chiudendo la porta. Mi afferrò le chiappette e cominciò a baciarmi sul collo… io lo lasciai fare anche se la sua barba incolta mi pungeva la pelle. Poi si staccò, si sbottonò la patta e mi mostrò il cazzo già gonfio. «Fammi vedere come lo succhi», disse, mentre con la mano sulla spalla mi invitava ad abbassarmi. Io mi lasciai andare e ubbidii. Mi piegai e avvicinai la lingua al cazzo semiduro. Come lo imboccai sentii con la lingua che era caldissimo e si stava indurendo nella mia bocca.

«Dai, pompa!!!» mi disse il porcone e io non mi tirai indietro. Cominciai a spompinarlo come avevo visto nei film porno. Era un cazzo medio, ma essendo il primo a me pareva enorme. Mentre succhiavo lui mi guardava negli occhi come per incoraggiarmi. La cosa mi piaceva davvero e me lo gustavo bene. Dopo poco lui cominciò a mugolare come un suino e mi scaricò in bocca una sborrata mostruosa… Lui si staccò e io assaporai per la prima volta il gusto dello sperma. Avevo fatto il mio primo pompino a un uomo… Ero gay? Cominciai a pensare di sì, ma in realtà mi sentivo donna, anzi, a forza di vedere quei film mi sentivo una troia! E in effetti, nelle successive frequentazioni dei cinema porno, facevo di tutto per diventarlo. Ogni sera che ci andavo spompinavo 3 o 4 uomini cercando di diventare una brava pompinara. E poi cominciai anche a prenderlo nel culo…