Abbiamo rimorchiato una trans come i camionisti
Questa volta voglio raccontarvi un’esperienza davvero particolare che ho vissuto con una coppia di coniugi milanesi intorno ai trentacinque anni. Se vi state chiedendo se sia una cosa strana o rara, vi rispondo subito: ultimamente questi incontri si stanno moltiplicando e sempre più ragazze trans accettano appuntamenti di questo tipo.
Da un certo punto di vista è una cosa positiva, perché ci allontana dalla strada e ci protegge da tanti rischi. Ma non voglio soffermarmi su questo aspetto.
Era circa l’una di notte di un sabato qualunque. Le auto passavano lente, furtive: alcune rallentavano, altre acceleravano di colpo. Gli sguardi erano sempre gli stessi: curiosi, eccitati, timidi, falsamente indifferenti, scioccati o disgustati. C’erano macchine con un solo uomo a caccia, gruppi di ragazzi vocianti in cerca di trasgressione, e altre con due uomini esperti delle regole dello scambio.
Quella sera, però, notai un’auto diversa. Una coppia composta da un uomo e una donna che, invece di passare una sola volta con l’aria incuriosita, continuava a girare e a fermarsi davanti alle mie colleghe. Al terzo passaggio si fermarono anche davanti a me.
L’approccio in strada
L’uomo abbassò il finestrino della sua BMW e mi scrutò rapidamente insieme alla sua compagna. Davanti a loro c’ero io: una trans alta un metro e settantotto per sessantacinque chili ben distribuiti. Gambe lunghe e tornite, un culo alto e sodo che spuntava da una minigonna quasi inesistente, e un bel seno siliconato di cui vado fiera, stretto in un reggiseno bianco che riusciva a malapena a contenerlo, lasciando intravedere i capezzoli.
Mi guardò in faccia e capii che gli piaceva quel mix di femminilità e tratti leggermente androgini che mi caratterizza. Ci salutammo e mi chiese subito quanto volevo per un incontro a tre a casa mia. Lei mi osservava in silenzio, lanciando ogni tanto occhiate verso il mio pube.
Poi fu lei a fare la seconda domanda, con mia grande sorpresa: «Ce l’hai grosso?». Le risposi sorridendo che avevo un cazzo di circa ventidue centimetri, bello spesso e perfettamente funzionante. Mi guardò un po’ titubante, come se non ci credesse del tutto. In effetti, dopo una breve pausa, confessò che in passato promesse simili avevano portato solo delusioni.
La cosa iniziò a intrigarmi. Non erano semplici curiosi: avevano già esperienza e sembrava volessero davvero concludere. Mi avvicinai al finestrino abbassato dal lato guidatore e spostai il perizoma di pelle nera che indossavo sul lavoro. Mostrai loro il mio uccello a riposo, che comunque lasciava intuire dimensioni notevoli.
Entrambi lo fissarono senza dire una parola, con uno sguardo decisamente soddisfatto. L’uomo mi disse di salire e di indicargli la strada. Si preannunciava una serata interessante.
Arrivo a casa e primi sguardi
Arrivammo al mio appartamento in zona Certosa. Come sempre mi godetti le espressioni dei passanti mentre percorrevamo il breve tragitto dalla macchina al portone. Questa volta, però, gli sguardi libidinosi si concentravano soprattutto sulla donna che mi accompagnava. Lei, al contrario di quanto mi aspettassi, sembrava perfettamente a suo agio e per nulla intimorita.
Salimmo le scale e sapevo che da dietro stavano ammirando il mio culo che faceva capolino dalla minigonna ridotta al minimo. Mi piace essere guardata: mi eccita da morire.
Li feci accomodare in camera e li invitai a usare il bagno. Feci lo stesso anch’io. Quando rientrai ero completamente nuda, tranne per un perizoma che tratteneva a stento il mio uccello già mezzo duro. Mi feci ammirare per qualche secondo, aumentando la loro eccitazione.
Il gioco comincia
Mi avvicinai alla donna e le dissi di spogliarsi mentre iniziavo a toccarla con gesti sensuali. Anche l’uomo si tolse i vestiti, godendosi lo spettacolo della moglie accarezzata dalle mie mani. Era già eccitatissimo: il suo cazzo premeva duro contro gli slip. Erano davvero una bella coppia, curati e puliti come piace a me.
Quando anche lei fu completamente nuda, li attirai entrambi verso di me e iniziai a baciarli sulla bocca. Passavo la lingua da una all’altra, e vedevo che questo li faceva impazzire. Lei era già bagnatissima. Le infilai due dita nella fica senza sforzo, continuando a baciarla con passione. Lui intanto mi palpava il culo, ma dopo poco la sua mano scese sul mio uccello, ancora nascosto dal perizoma.
Non riuscivo più a tenerlo piegato. Per fortuna me lo prese in mano e lo liberò. Era bello gonfio e turgido, e nelle sue mani che si muovevano con ritmo svettava con i suoi ventidue centimetri di carne pulsante.
Devo ammetterlo: non è sempre solo lavoro. A volte mi piace davvero scopare, e mi piace da morire. Come in quel caso.
Le bocche affamate
Presi la testa della donna e la spinsi sul mio cazzo. Volevo una pompa come si deve, di quelle che solo una donna esperta sa fare. La troia succhiava benissimo, ingoiando il glande fino in gola senza farmi sentire i denti. Mi piaceva da impazzire.
Lui intanto mi succhiava i capezzoli e ogni tanto mi infilava la lingua in bocca. Erano proprio due porci in calore. Poi fu il suo turno: prese il mio uccello in bocca e insieme, a turno, giocavano con la mia cappella con la lingua.
«Sì, così… andate avanti così, porci che non siete altro. Con i vostri bei vestiti e la BMW, sotto sotto siete più maiali di me.»
Ero davvero eccitatissima. Decisi di spingermi oltre. Dissi all’uomo di mettere la moglie a pecorina e di scoparla. Io mi posizionai dietro di lui e, mentre la penetrava, appoggiai la mia cappella contro il suo buchetto. Sentii che gli piaceva. Gli toccai l’uccello e lo trovai ancora più duro. Lei se ne accorse e cominciò a mugolare di piacere.
Il doppio piacere
Iniziai a spingere. Lui non si spostò di un millimetro, fermandosi solo un attimo per aiutarmi a far entrare la cappella. Che culo aveva! Bello elastico e chiaramente allenato. La mia cappella è grossa, e solo un culo già abituato può prenderla senza fatica.
Piano piano entrai fino in fondo, con le palle schiacciate contro le sue natiche. Poi cercai di muovermi in contro-tempo rispetto ai suoi affondi dentro la moglie.
Mi stavo eccitando da morire. Lui godeva e rallentava i movimenti per assaporare meglio le mie stoccate nel suo culo ormai completamente aperto. Lei sentiva il cazzo del marito che stava per esplodere e gemeva, chiedendo di andare più forte.
Lui non resistette oltre: dopo un paio di colpi potenti sborrò dentro la fica della moglie con un grugnito liberatorio. Stringendo il buchetto per due volte mi regalò un piacere immenso. Si fermò solo un secondo mentre io continuavo a scoparlo, poi sfilò il suo cazzo ancora gocciolante di sperma e umori.
Lei si girò e glielo leccò per bene, pulendolo con la lingua mentre mi guardava negli occhi. Capii che non era ancora venuta e che aveva una voglia di godere quasi disperata.
Il turno della moglie
Tolsi il mio cazzo dal culo del marito e mi avvicinai a lei. Non aspettava altro. Mi baciò con passione sulla bocca e mi masturbò l’uccello per mantenerlo duro. La misi a pecora sul letto e cominciai a scoparla.
Era tanto tempo che non penetravo una donna e devo dire che mi piaceva moltissimo. Godiva tantissimo. Dopo cinque minuti di scopate intense iniziò a dire che stava per venire. Aumentai il ritmo e lei si mise a urlare di piacere: «Godo… godo… godo!».
Il marito era estasiato nel vedere la moglie trasformata in una troia che godeva con il cazzo di una trans raccattata per strada.
Io però non ero ancora soddisfatta. Le feci piegare la schiena e misi in mostra il suo bel culetto. Anche lei aveva un buchetto ben allenato. Lo leccai per bene e ci sputai direttamente dentro. Appoggiai la cappella gonfia e rossa e iniziai a spingere. Nessuna resistenza: quel culo era completamente aperto!
La cosa mi eccitò ancora di più. Cominciai a scoparle il buchetto con forza, come una vera vacca. Lei godeva e urlava di continuare. Non ce la facevo più, stavo per venire.
Il finale esplosivo
Feci appena in tempo a tirare fuori il cazzo dal suo culo e a dirle di mettersi davanti a me. Iniziai a sborrare potenti fiotti di sperma. Il marito si precipitò accanto alla moglie, in ginocchio di fronte a me. Dirigere i getti sulle loro facce e sulle bocche aperte e vogliose fu fantastico: erano proprio due porci insaziabili.
Mi feci pulire la cappella dalle ultime gocce di sperma da entrambi. Era uno spettacolo vederli mentre si baciavano, passando la mia sborra da una bocca all’altra, con le labbra semichiuse e lucide.
Non posso negarlo: questa volta mi è piaciuto da impazzire.
Purtroppo non va sempre così bene, ma ci si spera sempre.
Categoria: Incontri casuali
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