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Monica... prima volta tutta femmina

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7 ore fa
Immagine Monica... prima volta tutta femmina

Monica - La Prima Uscita

La prima volta che Monica esce di casa non è più un’immagine riflessa nello schermo, ma una donna in carne e ossa che cammina sui tacchi verso un locale affollato di drag queen. Tra paura, eccitazione e un incontro inaspettato, Paolo scopre quanto sia potente abbandonarsi completamente alla sua vera identità.

Mi guardo allo specchio sotto la luce fredda del bagno. Il riflesso che mi restituisce non è più quello di Paolo, uomo di quarantatré anni. Al suo posto c’è Monica: labbra rosse e piene, occhi resi intensi da un tratto deciso di eyeliner nero, ciglia finte che allungano lo sguardo e un trucco curato nei minimi dettagli. Il vestito scivola morbido sulla pelle, la parrucca bionda sfiora le spalle, mentre orecchini, collana e bracciali completano l’insieme. Stringo tra le dita una piccola borsetta, le unghie finte di un nero lucido che tamburellano nervosamente sulla stoffa.

Oggi è il giorno diverso. Oggi Monica non resta più nascosta dietro uno schermo. Ho deciso di uscire per la prima volta, scegliendo un locale che ospita serate a tema con spettacoli di drag queen. Un ambiente dove spero di sentirmi protetta, accettata, forse persino capita.

La preparazione e il tragitto

Ho dedicato ore a prepararmi: ogni dettaglio studiato con cura, ogni imperfezione nascosta. Mi sento vulnerabile, esposta, eppure incredibilmente viva. Quando il tassista arriva, mi sistemo sul sedile posteriore e abbasso il tono della voce, rendendola più dolce e femminile.

«Dove la porto, signora?» chiede lui, guardandomi attraverso lo specchietto.

Gli do l’indirizzo. Durante il tragitto mi osserva con un sorriso, e io abbasso spesso gli occhi, imbarazzata. Poi, con una punta di curiosità, mi domanda se mi esibisco anch’io quella sera. Ha capito che sono en femme. Timidamente rispondo di no, aggiungendo che non mi considero certo bella come loro.

Lui, con una galanteria un po’ rozza ma sincera, ribatte che invece lo sono eccome. Se non fosse di turno, verrebbe volentieri a farmi da cavaliere e ad applaudirmi. Si presenta: si chiama Augusto. Io, con un filo di voce, rispondo: «Monica».

Arrivati a destinazione, tiro fuori i soldi dalla borsetta. Non avendo il resto esatto, lui mi abbuona cinque euro sulla corsa. «Un omaggio alla tua bellezza, Monica», dice sorridendo. Sento le guance avvampare mentre lo ringrazio. Poi scendo e mi dirigo verso l’ingresso del locale.

Dentro il locale

Appena varco la soglia, vengo investita da un’esplosione di colori, luci e musica. «Oplà, ormai ci sei, Monica. Avanti», mi dico mentalmente, camminando sui tacchi con una sicurezza che sto ancora cercando di conquistare. Le drag queen sul palco scintillano di lustrini, le loro movenze sicure e magnetiche riempiono la sala. Il cuore mi martella nel petto, così forte da sembrare sul punto di sfondare il tessuto del vestito.

Mi siedo in un angolo, cercando di confondermi con l’ombra. Osservo le persone intorno: risate, flirt, una libertà che sembra aleggiare nell’aria come profumo. Vorrei essere come loro, spensierata, senza quel macigno di paura che mi opprime il respiro.

Lo spettacolo inizia. Le drag queen si muovono con grazia e potenza, le voci potenti che riempiono la sala, le battute taglienti che scatenano risate fragorose. Mi sento piccola, insignificante in mezzo a tutto quel mondo di eccessi e libertà.

Un bicchiere di vino rosso mi aiuta a sciogliermi. Il calore dell’alcol si diffonde piano, allentando la tensione. Osservo meglio i volti intorno a me. Alcuni mi guardano incuriositi, altri mi ignorano. Nessuno sembra giudicarmi.

L’incontro con Vanessa

Una drag queen con un abito scintillante e un trucco impeccabile si avvicina al mio tavolo. Mi sorride, ampio e accogliente.

«Ti diverti, tesoro?» chiede con voce profonda e melodiosa.

«Sì… è tutto molto bello. Siete fantastiche sul palco», rispondo, la voce ancora un po’ tremante.

«È un posto magico», dice lei, posando una mano sulla mia spalla. «Qui puoi essere chi vuoi, senza paura. Magari una sera potresti salire anche tu su quel palco. Sei già molto brava, da quello che vedo.»

Sorrido impacciata. «Non saprei mai muovermi come fate voi… e poi siete così spiritose. Io sarei paralizzata dalla paura.»

Si siede un attimo al mio tavolo e si presenta: «Vanessa». Io rispondo: «Piacere, Monica».

«Non credere che io fossi così a mio agio le prime volte», mi confida. «Anzi, ero meno brava di te a truccarmi e a vestirmi. Col tempo ci si aiuta, siamo un bel gruppo, tutte amiche. Ci consigliamo e ci sosteniamo.»

Poi, con curiosità: «Ma tu sei nuova qui, non ti avevo mai vista prima».

«Sì, è la prima volta che esco vestita e truccata», ammetto.

Lei sorride e mi accarezza la mano con una risata calda. «Dai, rilassati e divertiti. Sei fantastica. Qui sei tra persone come te. Pensa solo a essere te stessa, Monica. Spero che presto sarai delle nostre… raramente mi sbaglio nel giudicare le persone.»

Le sue parole mi arrivano dritte al cuore. Un brivido mi corre lungo la schiena. Per la prima volta sento che, forse, qui posso davvero essere Monica. Immagino per un attimo di essere sul palco, una di loro, una specie di diva.

La serata prende vita

Lo spettacolo continua e io mi lascio trasportare dalla musica e dalle risate. Mi alzo, mi muovo tra la folla sulla pista da ballo. All’inizio sono goffa, poi, lentamente, mi lascio andare. Sento gli occhi puntati su di me, ma per la prima volta non mi importa. Monica è qui, viva, reale. Chissenefrega degli sguardi e delle chiacchiere.

La serata scorre veloce. Parlo con sconosciuti, rido, scambio battute. Mi siedo al bancone e ordino un altro drink. Il barista, Enzo, mi guarda con un sorriso enigmatico.

«Sei nuova da queste parti?»

Annuisco, la voce ancora un po’ strozzata.

«Ti divertirai. Qui dentro c’è sempre festa.»

Poco dopo un uomo si avvicina. Ha un sorriso affascinante e occhi che brillano di curiosità.

«Ciao, sono Gianni. Posso offrirti qualcosa?»

Accetto. «Piacere, Monica.»

Parliamo, ridiamo. Il vino continua a scorrere. Mi sento a mio agio come non mi succedeva da tempo. Gianni è un bell’uomo, sicuro di sé, con un’eleganza naturale. Mi guarda intensamente, gli occhi che scivolano sul mio corpo.

«Sei bella, Monica», dice a un certo punto.

Il complimento mi fa arrossire. Un brivido caldo mi attraversa la schiena.

La notte si fa intima

Lo spettacolo finisce e l’atmosfera diventa più calda, più intima. Gianni mi offre un passaggio a casa. Accetto: ho bevuto un po’ troppo, i tacchi mi fanno male e l’adrenalina mi scorre ancora nelle vene.

Quando usciamo, l’aria fresca della notte mi accarezza il viso e le gambe nude. Sento il freddo insinuarsi tra le cosce, una sensazione nuova e intensa sotto la gonna. Con un tono volutamente femminile mormoro: «Ma che freddo…»

Lui mi posa la giacca sulle spalle, mi abbraccia e mi offre il braccio. Ridendo per l’effetto dell’alcol, mi accompagna alla sua auto: una BMW blu, lucida e curata. Mi apre la portiera da vero cavaliere e mi aiuta a salire.

In macchina, la sua mano si posa sulla mia gamba, accarezzandola lentamente. Il contatto è elettrico. Il mio corpo, complice il vino, risponde immediatamente al suo tocco. Mi lascio andare, abbandonandomi a quella sensazione di piacere crescente.

Senza darmi il tempo di pensare, lui si avvicina e mi bacia. Non so cosa mi stia succedendo, ma in quel momento sono completamente Monica. Rispondo al bacio con passione, le nostre bocche che si esplorano, le lingue che si intrecciano in un lungo, profondo scambio. Sento il suo sapore, il calore che mi invade.

Le sue mani grandi e forti mi accarezzano il collo, scendono lungo il corpo fino alle cosce. È una sensazione strana, imbarazzante e allo stesso tempo meravigliosa. Mi sento protetta, desiderata, corteggiata da quell’uomo affascinante.

Si stacca un attimo e, con voce roca, sussurra: «Sei fantastica, Monica. Abito qui vicino… ti va di venire da me?»

Lo guardo languidamente, annuisco con gli occhi. L’auto parte. Non so più chi abbia preso il controllo, ma Monica ha decisamente il sopravvento. Sono in macchina con un uomo bellissimo che mi sta portando a casa sua, e per la prima volta nella vita non ho nessuna intenzione di fermarmi.