Prima Volta con il Padre del Mio Migliore Amico
Ero un ragazzo di diciassette anni quando accadde. Un caldo pomeriggio d’estate andai a casa del mio amico Simone per chiamarlo e fare il solito giro in paese. Suonai il campanello e rispose suo padre, un uomo sui quarantacinque, cinquant’anni. «C’è Simone?» chiesi. «Sali», mi rispose con voce tranquilla.
Una volta entrato in casa lo vidi in mutande e canotta, rilassato come se fosse solo. Mi disse che Simone era uscito con la mamma e la sorella per fare la spesa a Bergamo, a una ventina di chilometri, ma sarebbe tornato presto. Solo dopo avrei scoperto che erano appena partiti. Mi fece accomodare sul divano della sala e notai subito che stava guardando una videocassetta porno. Con un ghigno malizioso mi disse: «Non ti scandalizzi, vero? Tanto so che tu e Simone le guardate queste cose».
Arrossii violentemente ma risposi di sì, che era capitato. Ci mettemmo a guardare il film insieme. Dopo pochi minuti notai che il suo uccello cominciava a gonfiarsi sotto le mutande. Anche il mio non era da meno. Lui si accorse del mio sguardo e, con naturalezza, mi disse: «Mettiti comodo, tanto siamo tra uomini».
Esitai un istante, ma la voglia di toccarmi era già forte. Mi slacciai i pantaloni e li abbassai. Lui mi guardò e ordinò subito: «Via anche le mutande». Se le tolse a sua volta. Il suo cazzo era grosso, decisamente più del mio. Lo imitai, rimanendo nudo dalla vita in giù. Cominciammo a masturbarci, io il mio e lui il suo, in silenzio. Non immaginavo minimamente quale fosse il secondo fine che aveva in testa.
L’incontro improvviso
A un tratto la sua mano grande e calda afferrò il mio pisello. Senza dire una parola mi fece capire che dovevo fare lo stesso con il suo. La voglia era troppa: non esitai nemmeno un secondo. Iniziammo a segarci a vicenda. Dopo meno di un minuto mi afferrò la testa con decisione e la spinse verso il suo cazzo eretto. Non opposi quasi resistenza. In un attimo ce l’avevo in bocca e, con mia grande sorpresa, mi piaceva da morire.
Succhiavo con trasporto, guidato dal suo piacere. Poco dopo sentii la sua asta pulsare e la bocca mi si riempì di un liquido caldo e denso. Lui gemeva forte, godendo intensamente. Non avevo mai provato niente di simile. Continuai a leccare e a deglutire il suo sperma fino all’ultima goccia, mentre lui faceva piccoli saltelli di piacere sotto la mia lingua.
Fu un’esperienza bellissima. Dieci giorni dopo persi completamente la verginità proprio con lui.
Il secondo appuntamento
Quel giorno ero tornato a casa sua per cercare Simone come al solito. Lui mi incrociò di nascosto e mi diede un appuntamento per la domenica successiva – era venerdì – dicendomi di venire perché sarebbe stato solo: il resto della famiglia sarebbe andato a Milano a trovare i parenti.
Ero spaventato, ma la curiosità e soprattutto l’eccitazione erano molto più forti. Per tutta la strada fino a casa sua non feci altro che fantasticare su di lui e sul suo cazzo grosso, immaginando di prenderlo di nuovo in bocca e di farlo venire. Arrivai già eccitatissimo, anche se una parte di me aveva paura.
Suonai il campanello. Dal citofono mi disse semplicemente «Sali» senza uscire ad aprire. Entrai e lo trovai completamente nudo in mezzo al corridoio. Arrossii di colpo. Lui mi sorrise e mi disse di stare calmo, che non sarebbe successo niente di brutto.
Ci sedemmo in sala. Mise su un’altra videocassetta, stavolta un film gay. «Per noi due va benissimo», commentò con voce bassa. Mi invitò a spogliarmi del tutto, assicurandomi che nessuno sarebbe tornato prima di sera. Non me lo feci ripetere: mi tolsi ogni indumento rimanendo nudo davanti a lui.
Cominciai a toccarmi il pisello che diventò duro all’istante. Lui mi prese la mano e me lo mise sul suo: era durissimo, gonfio, sembrava sul punto di scoppiare. Senza aspettare oltre abbassai la testa e ricominciai a succhiarlo con avidità.
La mia prima penetrazione
Dopo qualche minuto mi spostò delicatamente e mi disse di aspettare un attimo. Andò in cucina e tornò con un pezzo di burro in mano. Non capii subito. Mi fece voltare di schiena e cominciò a spalmarmelo sul buchetto con movimenti lenti e circolari. Ero in estasi. Per cinque minuti buoni mi massaggiò con quel burro caldo, preparandomi con cura.
Poi mi venne sopra. Sentii la sua cappella grossa appoggiarsi contro il mio culetto. Ero così eccitato che avrebbe potuto fare qualsiasi cosa. Con un colpo deciso me lo spinse dentro. Urlai per il male improvviso, un dolore che non avevo mai provato. Lui si fermò subito, ma ormai il suo cazzo era tutto dentro di me.
«Stai calmo», mi sussurrò all’orecchio, «il dolore passerà». Dopo qualche secondo cominciò a muoversi piano, molto piano. E lì, poco alla volta, il dolore lasciò spazio a un piacere crescente, sempre più intenso. Iniziai a spingere io stesso contro di lui, ansimando: «Dai… dai… dai…».
Godevo come una cagna in calore. Anche lui mi ansimava nell’orecchio, mi baciava il collo e mi diceva che ero la sua puttanella e che lo sarei sempre stata. Le sue parole mi eccitavano ancora di più.
A un certo punto uscì dal mio culetto e mi voltò di scatto. Mi infilò il cazzo ancora duro in bocca. In pochi secondi mi riempì di nuovo di sperma caldo, denso e dal sapore buono. Voleva assaggiarlo anche lui: mi baciò profondamente, infilandomi la lingua in bocca mentre con la mano mi faceva una sega veloce.
Venni quasi subito nella sua mano, tremando di piacere.
Quella fu la mia prima volta completa con un uomo. Non sarebbe stata né l’ultima con lui, né l’ultima in assoluto. Un’esperienza che ancora oggi, a distanza di vent’anni, ricordo con un brivido di eccitazione.
Categoria: Prime volte
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