Colti sul fatto... inculate a ripetiuzione
Sono Antonio, quarantotto anni, alto un metro e ottanta per ottanta chili, con un bel cazzo di diciannove centimetri per quattro e mezzo di diametro. Corporatura normale, leggermente brizzolato, divorziato. In quel periodo mio figlio Alex, appena diciottenne, stava da me invece che dalla madre per via di un suo impegno.
Un pomeriggio mi aveva avvisato che sarebbe venuto un suo compagno di classe per fare i compiti. Io ero uscito per alcune commissioni. Verso le sedici e trenta rientro e non trovo nessuno. Vado verso la camera di Alex e noto la porta chiusa, cosa insolita per lui.
La sorpresa dietro la porta
Avvicino l’orecchio e sento sospiri e gemiti soffocati. Spalanco la porta e resto senza fiato: mio figlio è nudo a quattro zampe sul letto, mentre il suo amico Gianni, anche lui nudo, lo sta penetrando con decisione.
«Guarda che due giovani porcelli abbiamo qui!» esclamo divertito.
«Papà!!!» urla Alex, sorpreso. I due ragazzi si tirano su di scatto, cercando di coprirsi e balbettando scuse.
«Tranquilli, è tutto ok. Alla vostra età è normale sperimentare. Lo facevo anch’io. Anzi, se non vi dispiace… mi unisco a voi».
Dopo il primo momento di imbarazzo, Gianni risponde: «Wow, sarebbe fantastico». Alex, ancora titubante, chiede: «Sei sicuro, papà?».
Per tutta risposta mi calo pantaloni e mutande, mostrando il mio cazzo già duro e gonfio. Mi spoglio completamente e mi avvicino al letto.
Il gioco di lingue sul tappeto
«Che ne dite di iniziare con un bel lavoro di lingua reciproco?» propongo.
Il letto è troppo piccolo per tre, così ci spostiamo sul tappeto. Gianni prende in mano il mio cazzo e inizia a segarlo. Ci sdraiamo tutti e tre su un fianco: io lavoro il cazzo di mio figlio, Alex quello di Gianni, Gianni il mio. Per una ventina di minuti ci lecchiamo cazzo, palle e buchi del culo con avidità.
Poi cambiamo: io succhio Gianni, Gianni succhia Alex, Alex succhia me. Continuiamo così finché i due ragazzi non resistono più e sborrano, uno sulla mia faccia e l’altro nella bocca del suo amico.
Si mettono subito in 69 per pulirsi a vicenda e recuperare l’erezione, tipici dei diciottenni arrapati. Mentre si succhiano, io lubrifico e stuzzico i loro culi: prima un dito, poi due, poi tre. Entrambi hanno buchi belli elastici e accoglienti.
La doppia penetrazione
Alex si mette a pecorina e chiama Gianni per farsi inculare. Gianni si posiziona dietro e glielo spinge dentro lentamente ma fino in fondo. Alex mugola di piacere mentre l’amico lo scopa prima piano, poi più veloce, alternando ritmi.
«Sfonda mi… dai, ancora… di più!» urla Alex.
Mi porto dietro Gianni, gli lubrifico ulteriormente il buco e appoggio la cappella. Lo penetro centimetro dopo centimetro mentre lui è ancora dentro mio figlio. Gianni si lamenta ma non si oppone. Una volta dentro, gli ordino: «Ricomincia a scopare Alex!».
Ogni volta che Gianni esce dal culo di Alex, si infila sul mio cazzo, e viceversa. Quando rallenta, gli do io un colpo forte e profondo che si ripercuote su tutti e tre. Alex si accascia stanco a pancia in giù, trascinando Gianni con sé, ancora infilato nel suo culo. Io mi alzo e glielo spingo di nuovo dentro con forza, scopandolo con colpi potenti.
Gianni gode con urletti e mugolii, incitandomi a prenderlo più forte. Ogni mia spinta fa muovere il cazzo di Gianni dentro Alex. Pochi colpi ancora e Gianni urla, sborrando profondamente nel culo di mio figlio.
Il turno di Alex
Gianni si tira fuori. Alex vuole provare il mio cazzo. Lo faccio alzare, piegato a novanta gradi, e gli appoggio la cappella al buco lubrificato dalla sborra dell’amico. Con un colpo secco glielo pianto tutto dentro. Alex lancia un urlo: il mio è più grosso e lo sente bene.
Lo scopo prima lentamente, poi accelero. Mi fermo quasi fuori e gli do colpi fortissimi fino in fondo, alzandolo da terra. Dopo una decina di queste stoccate profonde, Alex inizia a sborrare. Gianni si infila sotto e gli prende tutto in bocca.
Tiro fuori il cazzo dal culo di mio figlio e li chiamo a finire con la bocca. Gianni mi succhia mentre Alex mi lecca le palle, poi si scambiano. Poco dopo li avviso che sto per venire. Il primo schizzo finisce in bocca a mio figlio, poi lo passa all’amico. Mi ripuliscono completamente con la lingua.
«Ora vi lascio soli per continuare, se volete» dico mentre mi rivesto. «Se avete ancora voglia di giocare con me, basta organizzare».
«Certo che lo rifaremo» risponde Gianni, e Alex annuisce entusiasta.
Esco dalla stanza con un sorriso soddisfatto.