Caricare
Accedere Iscrizione

I Tre Moschettieri Neri: Sesso di Gruppo con Operai nel Condominio

64
1 mese fa
Immagine I Tre Moschettieri Neri: Sesso di Gruppo con Operai nel Condominio

L'Arrivo a Casa di Amilcare

Come concordato, vado a trovare il mio amico Amilcare. Suono il campanello, salgo le scale e lui mi apre la porta. Entro in casa e mi trovo davanti una scena che non mi aspettavo: tre uomini neri, alti e muscolosi, completamente nudi. Sono già eccitati, con membri grossi e imponenti che pendono pesanti tra le gambe.

Amilcare me li presenta con un sorriso malizioso. Alla nostra maniera ci salutiamo: io stringo con decisione i loro sessi duri, loro mi palpano il culo con mani grandi e decise.

“Piacere, Jhonni.”

“Tom.”

“Max.”

Guardo Amilcare perplesso. “Cosa ci fanno qui, Ami?”

“Stanno lavorando nel condominio. Hanno insistito per conoscerti meglio. Spogliati, dai.”

Il Brindisi e l'Inizio

Facciamo un brindisi con bicchieri colmi. L'alcol scalda l'atmosfera, le risate si fanno più forti, i corpi si avvicinano. Senza preavviso, il primo – Jhonni – mi spinge sul tavolo della cucina. Mi abbassa i pantaloni e mi penetra senza troppe cerimonie, con un affondo deciso che mi strappa un gemito. È grosso, entra fino in fondo e mi riempie con colpi rapidi.

Appena finisce e si ritira, lasciando il mio orifizio bagnato e aperto, arriva Tom. Ancora più dotato, mi prende con forza, spingendo profondo e scaricando dentro di me il suo seme caldo. La strada è ormai spalancata.

Il Terzo e il Turno di Amilcare

Max è il terzo. Meno frettoloso, più insistente. Mi esplora con calma, entra piano e poi accelera, godendosi ogni centimetro. Mi fa sentire ogni spinta, ogni pulsazione. Quando esce, Amilcare si fa avanti, eccitato da morire.

“Cavolo, come ve l'avete aperto bene,” dice ridendo, prima di infilarmelo dentro con un unico movimento fluido. È il suo turno e non si trattiene: mi scopa con passione, commentando quanto sia dilatato e pronto dopo i tre precedenti.

Dopo la Tempesta

Finita la "strage", mi rialzo dal tavolo con le gambe che tremano. I tre operai non ci sono più.

“Se ne sono andati?” chiedo.

“Volevi un secondo giro?” risponde Amilcare con un ghigno.

“No. Ma spiegami che ti è saltato in testa.”

“Hanno insistito tanto.”

“Mi hai fatto fare la figura della cagna.”

“Perché, non lo sei?”

“Cosa ti hanno detto di me?”

“Che ti vogliono ancora.”

“Quanto restano qui?”

“Tutto il mese. Sempre pronti per altre sveltine.”

“No, dai…”

“Come li hai trovati?”

“Dei veri tori.”

“E allora di cosa ti lamenti?”

“Che mi brucia il sedere.”