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Gang Bang di Compleanno: Orgasmo Collettivo Organizzato dal Mio Amico Porco

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1 mese fa
Immagine Gang Bang di Compleanno: Orgasmo Collettivo Organizzato dal Mio Amico Porco

Il Messaggio e i Preparativi

“Domani alle quattro a casa mia. Arriva pulito e pronto a scopare tanto.” Me lo dice Aldo, il mio amico più dissoluto, quello che sostiene di volermi un bene dell’anima. È sempre arrapato e pronto a sperimentare. “Che hai in mente? Hai una faccia strana,” gli rispondo incuriosito. “Fai come ti dico e non te ne pentirai,” replica con quel sorriso furbo e gli occhi che brillano. So che sta architettando qualcosa, ma non insisto. Tanto domani lo scoprirò. È da un po’ che non faccio sesso e ho una gran voglia di sentirmi montato da lui. Il suo cazzo è grosso, venoso, e quando mi incula lo fa con una forza da toro.

Torno a casa e, prima della doccia, mi guardo allo specchio. Fisico asciutto e tonico grazie allo sport, quasi completamente depilato. Sul pube e tra le natiche è spuntata una leggera peluria, qualche pelo anche sulle gambe. Prendo schiuma e rasoio, spalmo bene e passo la lametta con cura. Mi piace la sensazione del metallo freddo che scivola sulla pelle, lasciando tutto liscio e vulnerabile. Dedico attenzione particolare al buco: Aldo adora trovarlo glabro, gli piace vedere ogni piega quando mi scopa. Posiziono lo specchio a terra, mi accovaccio: è perfetto, pulito, leggermente arrossato. Lo spalmo di crema idratante e ne approfitto per infilare un dito, massaggiandolo piano. Adoro sentirmi riempito. Spero che domani Aldo mi prenda a lungo.

L’Arrivo e la Sorpresa

La mattina vola tra faccende domestiche. Dopo pranzo mi preparo per l’appuntamento. C’è qualcosa che dovrei ricordare, ma mi sfugge: sono troppo eccitato dalla sorpresa per concentrarmi. Nel dubbio scelgo un look neutro ma provocante: pantaloni attillati senza slip – so che lo fa impazzire – e una maglietta aderente, quasi trasparente, che lascia intravedere i capezzoli sporgenti. Aldo dice spesso che ho delle tettine da cagnetta; spero che questa mise gli piaccia.

Alle quattro in punto sono sotto casa sua. Suono. “Chi è?” “Sono io, per l’appuntamento misterioso,” scherzo. “Perfetto, ti stavamo aspettando. Sali!” e apre il portone. “Stavamo”? Chi c’è con lui? Ieri non aveva accennato a nessuno. Salgo le scale fino al terzo piano e suono alla porta. Mi apre nudo. Appena entro, un’ondata di odore maschio mi investe: sudore, ormoni, seme. Nel salotto intravedo altri uomini, tutti nudi. “Eccoti finalmente. Vieni, ti presento gli amici,” dice calmo ma autorevole. Non aspetto obiezioni e lo seguo. “Sei stupendo come sempre. Vedrai che ti diverti.” Mi accarezza il culo, mi prende per mano e mi porta in salotto.

L’Inizio dell’Orgasmo

Ci sono una decina di uomini, tutti più grandi di me di almeno dieci anni, tra i trentacinque e i cinquanta. Sono nudi, si masturbano guardando un video: sono io e Aldo che scopiamo, girato qualche mese fa. Lui aveva insistito e io avevo accettato solo dopo avergli fatto giurare di non mostrarlo a nessuno. Appena entro, un tipo peloso sulla quarantina, con un cazzo enorme già duro, si alza, mi abbassa i pantaloni e me lo infila dentro senza preavviso. Guardo Aldo sorpreso. “Lasciali fare, tesoro. Sono tutti qui per te,” mi dice sorridendo. Mi toglie la maglietta e mi succhia i capezzoli mentre l’altro mi pompa ritmicamente da dietro. “Avevi ragione, è una troia vera, meglio dal vivo che nel video,” ansima quello che mi sta sfondando.

Un altro si avvicina, mi abbassa la testa e mi mette in bocca il suo sesso. Sa di piscio e sborra vecchia; evidentemente non si è lavato. Decido di non fare storie e succhio mentre vengo preso da dietro. Ho capito: Aldo mi ha organizzato una gang bang. Ne parlavamo da tempo, ma non mi decidevo. Lui ha pensato di forzare la mano con una sorpresa.

La Camera da Letto e i Nuovi Arrivi

Quello dietro si sfila, ma subito un altro entra: più grosso ma più corto. “È proprio una troia, entra come in una fica vera,” dice eccitato, e mi sbatte con violenza. Cambio anche in bocca: ora succhio un cazzo più pulito che cola tanto precum. “Portiamola in camera,” ordina Aldo. Mi accompagna in camera da letto, mi fa sdraiare a pancia in su e mi spalanca le gambe. “Forza, entrate,” dice spalancandomi il buco con le dita. Sono frastornato, lascio fare. Ho le gambe aperte, il mio sesso molle e glabro che sembra ridicolo davanti a quei cazzi grossi e pelosi.

Il più anziano, con pancia pelosa e cazzo tozzo ma spesso, mi penetra. “Sei già bella aperta, troia,” sussurra e inizia a scoparmi. Un altro mi riempie la bocca. Dopo poco quello in gola viene senza preavviso, scaricandomi in gola sperma denso e acre. Deglutisco. Anche quello nel culo si irrigidisce e mi riempie. L’odore di sudore e seme invade la stanza. Suona il campanello. Aldo va e torna con due ragazzi neri e un marocchino, tutti sulla venticinque anni. Si spogliano: il marocchino è peloso con un cazzo lunghissimo, i neri hanno membri mostruosi. Il gruppo li incita. Uno dei neri mi entra in pancia con violenza, il marocchino mi infila tutto in gola. L’altro nero si sdraia, mi fa cavalcarlo. Mentre mi impalo, il primo da dietro mi entra nel buco già occupato. Urlo, scatenando risate eccitate. Due cazzi enormi mi dilatano mentre il marocchino mi scopa la gola.

Il Culmine e il Regalo Finale

Uno dei neri sborra dentro, esce, subito sostituito. Il marocchino mi lascia la bocca per un altro che mi riempie e viene quasi subito. Ormai ho il buco slabbrato e la gola assuefatta al sapore di sperma. Mi vengono in bocca altri quattro o cinque, nel culo a rotazione. Il marocchino mi incula con rabbia, urlando insulti mentre sborra. L’altro nero mi riempie tanto che lo sperma cola fuori. Dopo due ore sono esausto, quasi svenuto.

Aldo si avvicina, mi spalanca le gambe, entra nel mio buco sfondato e mi scopa piano. “Sei stata bravissima, puttanella,” mi sussurra. Il suo cazzo grosso e venoso scivola dentro e fuori senza dolore, solo pienezza. Il mio sesso, fino ad allora inerte, si rizza. Aldo accelera, io spingo sul buco per accoglierlo meglio. Il nero mi rimette in bocca il suo cazzo ancora sporco di seme. Quel sapore mi manda in testa: vengo violentemente, schizzando sul petto. Aldo si irrigidisce e mi riempie, mischiando il suo seme con quello degli altri. Tutti applaudono.

Mi portano in bagno, mi stendono nella vasca e mi pisciano addosso. Alcuni me lo fanno bere, altri mirano al viso o al petto. Sono fradicio di urina e sperma che cola dal buco. Uno a uno si rivestono e se ne vanno, ringraziando Aldo. Rimasto solo con lui, apre l’acqua calda e mi lava con cura, insaponandomi ovunque, pulendo dentro e fuori. “Buon compleanno, tesoro,” mi dice. È vero: oggi compio ventiquattro anni. Me n’ero dimenticato. “Questo era il regalo per la mia puttanella vogliosa.” Lo bacio profondamente. È stata una sorpresa estrema, faticosa ma indimenticabile. In fondo, a modo suo, Aldo mi ama davvero.