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Esperienze Estreme con Sconosciuti nel Bosco e nei Luoghi di Cruising

21
6 giorni fa
Immagine Esperienze Estreme con Sconosciuti nel Bosco e nei Luoghi di Cruising

Ho diciannove anni e sono diventato un vero maiale da quando ho capito quanto mi eccita provocare estranei e sottomettermi al loro desiderio. Godo da impazzire quando mi usano, riesco persino a schizzare senza sfiorarmi. Sei mesi fa giravo in motorino e ho notato un vasto campo con un boschetto: attraverso una rete rotta entravano uomini di ogni età che sparivano tra gli alberi. Un pomeriggio afoso, con shorts estivi e canottiera, ho nascosto motorino, portafoglio e cellulare, sono passato sotto la rete e ho seguito il sentiero. Il cuore mi martellava nel petto per l’adrenalina e l’eccitazione.

Nel fitto del bosco ho intravisto del movimento dietro un cespuglio. Mi sono avvicinato con cautela: un ragazzo in ginocchio succhiava tre cazzi di uomini di età diverse, tutti ben dotati. Ho proseguito e in un altro angolo più nascosto si stavano masturbando a vicenda. Uno mi ha notato, mi ha fatto cenno di avvicinarmi. Ho visto due ragazzi arabi magri: uno era a novanta gradi, succhiava un membro enorme mentre l’altro lo penetrava con violenza, tenendolo fermo. Il cazzone spariva completamente tra le natiche. Mi sono eccitato all’istante. Uno dei due mi ha visto, ha estratto il membro e me l’ha mostrato, poi l’ha affondato di nuovo con forza. Il ragazzo sotto si masturbava freneticamente e schizzava. Mi sono spostato dietro una pianta per guardare meglio.

Il Primo Contatto

Improvvisamente una mano mi ha accarezzato il culo da dietro. Mi sono voltato: un uomo robusto sui quarantacinque anni, cazzone fuori, duro, spesso e largo il doppio del normale. Mi ha fatto segno di tacere e di continuare a guardare. Si è premuto contro di me, strusciando il membro sulle mie chiappe attraverso il tessuto. Ha infilato le mani sotto la canottiera, mi ha strizzato i capezzoli. Io mi agitavo già. Mi ha fatto sdraiare sull’erba, è salito sopra, mi ha bloccato le braccia e ha iniziato a leccarmi e baciarmi con forza, infilando la lingua in bocca. Mi ha tolto shorts e canotta, ha posizionato il cazzone tra le mie gambe. «Zitto, non farti sentire. Ti eccita, vero? Hai voglia di cazzo?». «Sì, porco, dai». Mi è venuto sopra, mi ha dato il membro da succhiare. Mi tirava i capelli, lo strusciava sulla faccia, mi schiaffeggiava leggermente. L’ho preso in bocca: era enorme, mi soffocava. «Dai troia, lo so che ti piace… mandalo in gola altrimenti chiamo gli altri e ti faccio spaccare il culo. Uno liscio e senza peli come te li fa impazzire, ti tengono dentro per ore».

Ho mandato giù più che potevo. «Bravo». Mi ha girato, mi ha spalancato le chiappe, ha leccato il buco, infilato le dita. «Pianooo… ahhh aspetta». Ha tirato fuori un tubetto, mi ha lubrificato abbondantemente, girava le dita dentro. «Dai, sali sopra». Mi sono messo a cavalcioni, saltavo su e giù mentre lui spingeva dal basso, affondando fino in pancia. «Ti piace troietta? Sei duro… piegati a novanta». Mi ha afferrato i fianchi e ha iniziato a sbattermi con violenza, tappandomi la bocca. Poi mi ha sussurrato all’orecchio: «C’è uno eccitato, l’ho invitato. Ha un cazzo grosso, ora lo succhi». L’ho preso in bocca: era lungo e spesso. Mi scopava la gola, poi mi ha girato e penetrato con forza brutale.

Il Gruppo nel Bosco

Mi hanno messo sotto e sopra: due cazzi nel culo contemporaneamente. Impazzivo, saltavo sui due membri, ho schizzato violentemente mentre loro venivano dentro insieme. Si sono alzati, si sono puliti e sono spariti. Mi stavo riprendendo quando altri due uomini con i cazzi duri mi hanno spinto i membri in bocca. Li ho succhiati, poi mi hanno scopato alternandosi, violenti, sculacciandomi, venendo in bocca e nel culo. Mi sono allontanato, scaricandomi lo sperma dal buco. È arrivato un ragazzo di colore: «Ciao, tutto bene?». «Sì, mi hanno usato». «Vieni qui, altrimenti ci vedono e arrivano altri». Mi ha portato in un cespuglio fitto, invisibile dall’esterno. Mi ha dato fazzoletti per pulirmi. Davanti a lui un cazzone enorme, spesso come un polso, cappella rosa. L’ho toccato, stretto. Mi ha alzato, appoggiato al tronco, baciato con dolcezza sensuale. Io partecipavo, tremavo di brividi. Mi ha girato, leccato il culo, allargato con le dita. Ha spinto piano: era grosso, entrava a fatica. Spingevo indietro, lo volevo tutto. Alla fine è affondato completamente. Mi scopava con maestria. Ha steso un telo a terra, mi ha messo sopra, l’ho cavalcato lentamente fino in fondo, ho schizzato sulla sua pancia e l’ho leccata tutta. Poi mi ha messo sotto, gambe aperte come una donna, mi ha sfondato fino al secondo orgasmo mentre veniva dentro di me.

Mi ha dato il suo numero: «Sabato pomeriggio chiamami, vieni a casa mia. Divido con tre amici. Porta da bere e da mangiare». Mi ha indicato l’indirizzo – un seminterrato – e altri posti per incontri, compresi i pericoli da evitare. Sono tornato a casa col culo in fiamme, ho messo il ghiaccio.

Il Venerdì all'Autogrill

Venerdì sono uscito prima dal lavoro, mi ero lavato bene e ero già voglioso. Sono andato in una piazzola di sosta sulla tangenziale vicino casa. Ho fatto benzina al motorino, preso un caffè corretto. Sono sceso al bagno: due uomini al pisciatoio si masturbavano guardandosi i cazzi. Mi sono affiancato, li ho osservati: cazzi lunghi e grossi. Sono entrato nell’ultimo cubicolo, ho lasciato la porta semiaperta, abbassato la tuta mostrando il culo liscio e sodo. Uno è entrato: «Può venire anche l’altro?». «Sì». Hanno chiuso, mi sono inginocchiato e li ho succhiati a turno. Il sapore di sudore e sperma vecchio mi mandava in estasi. Mi spingevano la testa, ingoiavo profondo. Poi piegato: uno dietro, mi sbattevano forte, tirandomi i capelli. Mi giravano, venivano in culo e in bocca. Ho ingoiato la sborra calda.

Uno mi ha chiesto: «Ti va di conoscere i nostri amici camionisti?». «Sì». Siamo usciti, al bar mi hanno offerto una birra, poi nel parcheggio hanno bussato a un camion. Si è affacciato un ragazzo sui trent’anni: «Ciao, abbiamo una farfallina nuova che vuole divertirsi». Sono salito, ha chiuso lo sportello, acceso la luce. «Ciao, io Manuel». «Salvatore». Si è spogliato, cazzone muscoloso. «Spogliati, sdraiati sulla brandina». Mi ha baciato, allargato il culo, sculacciato. Ho ingoiato il suo membro fino in gola. Mi ha girato a culo in aria, leccato, scopato forte afferrandomi il collo. Poi io sopra. Si è aperta la portiera: è salito un uomo robusto, si è spogliato, mi ha dato il cazzo da succhiare sputandomi in gola. Due cazzi dentro contemporaneamente, brutali, colpi al massimo. Ho schizzato. In 69, uno mi allargava le chiappe mentre l’altro entrava. Poi gambe aperte, uno alla volta, mi riempivano e leccavano lo sperma che colava. Mi sono pulito, rivestito. Mi hanno portato da un altro camionista. Sono saliti in tre. E così per due ore…