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L'Amico di Mio Figlio e l'Incontro Inatteso a Casa

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6 giorni fa
Immagine L'Amico di Mio Figlio e l'Incontro Inatteso a Casa

Mi chiamo Mauro, ho quarantacinque anni e sono bisessuale versatile. Mio figlio Luca ne ha venti e ha un gruppetto di amici simpatici. Tra questi spicca Ciccio, un ragazzo che viene spesso a casa nostra per studiare. Io vivo separato e, quando sono solo, adoro stare nudo: mi rilassa, mi fa sentire libero.

Un pomeriggio ero in casa proprio così, completamente nudo, quando suonò il campanello. Aprii la porta e mi trovai davanti Ciccio.

«Ciao Mauro, Luca non c’è? Avevamo appuntamento qui per studiare».

Io, con il membro flaccido che dondolava: «Oh scusami, aspettavo un’amica… dai, entra. Se mi vede qualcuno nudo con te, sai che casini».

Entrò senza battere ciglio, per nulla turbato. Si accomodò sul divano mentre io facevo per infilarmi le mutande.

«No, ti prego, resta nudo Mauro. Sono gay, non mi crea problemi. Anzi… hai un cazzo che mi piace da morire. Ho fantasticato su di te un sacco di volte, sai quante seghe mi sono fatto pensando a te? Luca lo sa che mi piacciono gli uomini, sa anche di te».

Lo guardai negli occhi, sorpreso e già eccitato: «Caro, spogliati allora. Fammi vedere il tuo».

Si tolse tutto in un attimo. Il suo membro era notevole, almeno diciassette centimetri, già semi-eretto. Mi venne l’acquolina in bocca. Mi chinai, leccai piano la cappella turgida, assaporando le prime gocce trasparenti. Che sapore buono. Aprii la bocca e lo presi tutto, fino in fondo, arrivando con le labbra alle palle. Succhiavo con avidità, pompando ritmicamente mentre mi masturbavo.

Lui gemette: «Cazzo Mauro, che bocca incredibile… mi stai facendo impazzire. Dai, succhiamelo forte, fammi venire in gola… ohhh sì, ecco, godo… senti la sborra, bevi tesoro».

Ingoiai ogni goccia calda che mi riversò in gola. «È buonissima Ciccio… dopo ne voglio ancora».

Mi sedetti sul divano con l’uccello duro come marmo. Lui si alzò in piedi: «Mauro, stai fermo così. Ci penso io a mettermi il tuo cazzo nel culo».

Si posizionò sopra di me, aprì le natiche e guidò la cappella contro il suo buco. Sentii la resistenza iniziale, poi con un colpo deciso entrai completamente. Si mosse su e giù da solo, cavalcandomi con foga.

«Ecco finalmente… mi stai inculando Mauro, così mi piace… sentire un cazzo vero nel culo, troppo bello».

Sentivo l’orgasmo montare: «Ohhh Ciccio, hai un buco che chiama solo il cazzo… elastico, si apre alla perfezione… ecco, ti sborro dentro… ohhh tesoro, godo… tutta per te».

Si sollevò, il mio seme ancora sulla cappella. Si chinò e la leccò tutta con gusto.

Abbiamo goduto così intensamente che Ciccio, ansimando, mi disse: «Mando via il mio amico. Voglio stare sempre con te e il tuo cazzo, giorno e notte».