Missione Segreta come Agente con Uomini Maturi Proibiti
Durante quelle mie prime esperienze, ero ancora un adolescente, precisamente un diciottenne. Un uomo maturo mi propose di entrare in un'organizzazione segreta composta da uomini adulti. La prospettiva mi affascinava enormemente: mi sentivo come un vero agente sotto copertura. Il mio compito era recarmi di sera nelle abitazioni indicate, portando messaggi cruciali nascosti nelle mutande durante il percorso.
Una volta arrivato, dovevo abbassare i pantaloni e lasciare che facessero il resto.
La Prima Missione
La prima sera in azione, entrai in casa di un adulto e pronunciai la parola d'ordine.
«Porto buone cose».
«Dove le porti?».
«Sotto».
Chiuse le tende, mi fece spogliare e recuperò il plico dal mio intimo, posandolo su un tavolo. Mi bendò e mi guidò in camera, dove provai un dolore intenso. Capii presto che quel trattamento era solo una facciata.
Tornati in soggiorno, mi rivestii nascondendo la sua risposta sempre nelle mutande. Memorizzai l'indirizzo successivo: dovevo proseguire immediatamente la staffetta.
Le Missioni Successive
Dopo aver fatto la spola tra due o tre di questi nascondigli sparsi per la città, l'ultimo adulto mi elogiò.
«Sei stato bravissimo. Grazie a te ce l'abbiamo fatta. Ti contatteremo per altre operazioni che solo tu puoi completare».
Mi bruciava un po' il fondoschiena, ma ero orgoglioso di aver contribuito al successo.
Il Congedo e la Riflessione
Continuai a collaborare con quel gruppo fino ai vent'anni, quando fui congedato "per raggiunti limiti di età".
Solo tempo dopo, con nuove esperienze alle spalle, realizzai che forse ero stato ingannato. Dico forse, perché resto persuaso che in quel vagare e concedermi ci fosse un fondo di verità. Ma non posso rivelare di più, vincolato dal patto di riservatezza che ho giurato di onorare.