La Mia Prima Esperienza con un Dildo Nero Gigante e la Scoperta della Moglie
La Prima Sessione
Un giorno ordinai su Amazon un enorme dildo nero finto, modellato sull'impressionante membro di Cutler X, e lo feci spedire in una busta anonima a un locker. Appena rientrato a casa, completamente solo, mi diressi in bagno per un lavaggio accurato, preparandomi a essere il più ospitale possibile. Poi, usai un po' di olio da cucina per lubrificarlo e decisi di infilarlo con forza, ignorando qualsiasi resistenza dolorosa. Mi spogliai completamente, fissai il dildo realistico al pavimento con la ventosa e mi ci sedetti sopra come se stessi cavalcando un uomo nero in carne e ossa. Mi calai di peso, facendolo entrare di colpo per quasi venticinque centimetri. Il dolore fu lancinante, tanto da farmi gridare. Il mio ano era dilatato al limite. Uscii, mi lavai con il bidet e, sentendo già l'apertura allargata, mi rieccitai. Aggiunsi olio all'interno, pulii il dildo e lo infilai di nuovo... stavolta quasi senza sofferenza, mentre il mio sesso si induriva immediatamente, rilasciando un liquido simile a sperma in quantità abbondante. Lo cavalcai immaginando di essere posseduto da un africano possente, masturbandomi, e raggiunsi tre orgasmi intensi finché, con i testicoli svuotati, non lo estrassi. Pur tentato di restare lì a terra per riprendermi, mi alzai, pulii il dildo alla meglio, lo nascosi e feci una doccia. Poi mi addormentai soddisfatto prima del ritorno di mia moglie.
La Scoperta
Passarono quasi due mesi da quella prima avventura con il dildo nero, più o meno il tempo che intercorreva tra un desiderio irrefrenabile e l'altro. Mia moglie stava per rientrare dal lavoro, mentre io quel giorno ero libero. Decisi di concedermi una sveltina in quella mezz'ora, così lavai bene il dildo, lo lubrificai e lo fissai al muro, intenzionato a farmi penetrare a novanta gradi davanti allo specchio. Iniziai a spingere, il mio membro più eretto che mai mentre venivo dilatato come una prostituta, andando avanti e indietro piegato come una cagna. Mi abbandonai al primo orgasmo, continuando a penetrarmi e eiaculando sul pavimento, perdendo ogni nozione di tempo e luogo.
Mia moglie mi trovò in quella posizione: a novanta gradi mentre mi auto-penetravo con un dildo nero di venticinque centimetri di lunghezza e diciassette di circonferenza, ansimando con il sesso duro che colava seme. Scioccata, fuggì via. Interruppi tutto, feci una doccia e, realizzando l'accaduto, scoppiai a piangere prima di addormentarmi nudo sul letto.
La Vendetta
Passarono alcune ore e, ancora nudo sul letto, mia moglie mi trovò di nuovo. Nel frattempo aveva portato tre uomini in casa e si stava facendo possedere da loro. Appena mi svegliai, gli uomini mi si avvicinarono. Lei mi disse che ora mi avrebbero penetrato, e così accadde.
Uno dei tre mi infilò il suo membro enorme nell'ano, quasi a secco, solo con un po' di saliva di mia moglie. Gli altri due, di dimensioni medie, si masturbavano, forse in attesa del turno. Poi uno mi ficcò il sesso in bocca – e non era poi così medio – mentre l'altro si posizionò sotto di me, intenzionato a inserire un secondo membro nel mio orifizio. Con sforzo e parecchio dolore da parte mia, riuscirono nella doppia penetrazione e mi abbandonai dopo pochi minuti a un'eiaculazione copiosa. Anche i tre vennero uno dopo l'altro su di me, coprendomi di sperma. Finita la sessione omosessuale, tutta sotto gli occhi di mia moglie, corsi in doccia per lavarmi da quel sudiciume. Una volta rivestito, notai che lei aveva preparato le mie valigie. «Ora, caro il mio frocio, te ne vai di casa» disse.
Una volta fuori, il mio telefono era già inondato di messaggi da amici e conoscenti dei tre che mi avevano posseduto. Sorrisi amaramente. Ero diventato una prostituta.