Vacanza premio in Grecia con mio nipote Alessio: la doppia suite e la prima notte di passione proibita
Ho sempre provato un debole speciale per mio nipote Alessio. A diciannove anni era un ragazzo simpatico, brillante, atletico e mi considerava il suo zio preferito. Per questo, quando ha finito il liceo, gli ho promesso un viaggio premio dopo il diploma: lui sceglieva la destinazione, io pagavo tutto. Una settimana insieme, solo noi due. Ha optato per la Grecia, attratto dalla cultura classica e dal mare cristallino che amava come nuotatore. Ho prenotato un villaggio su un’isola dell’Egeo, con siti archeologici vicini, spiagge bellissime e vita notturna vivace.
Gli avevo proposto due camere singole, ma lui ha insistito per una doppia spaziosa: «Risparmiamo un po’ e passiamo più tempo insieme, zio. Non riusciamo mai a chiacchierare abbastanza quando ci vediamo». L’idea non mi dispiaceva affatto, così ho prenotato una suite ampia con due letti separati. Il volo è stato tranquillo e siamo arrivati al resort senza troppa stanchezza. All’accoglienza, però, è saltato fuori l’errore: invece dei letti separati ci avevano assegnato una camera con un unico letto matrimoniale.
L’errore della reception
Mi sono irritato e ho chiesto di parlare con il direttore. Alessio ripeteva che non importava, ci saremmo adattati, ma io non volevo cedere. Il direttore ha ammesso lo sbaglio, ma il villaggio era al completo: nessuna doppia con letti separati si sarebbe liberata prima della fine del nostro soggiorno. Mi ha offerto uno sconto sostanzioso, facendomi pagare la matrimoniale come una singola. Vista l’insistenza di Alessio e non volendo rovinare la vacanza, ho accettato la soluzione di ripiego.
La suite era davvero confortevole, con una vista mozzafiato sul mare. Alessio era entusiasta e non smetteva di ringraziarmi per quel regalo incredibile. Gli ho proposto di prepararci per una passeggiata in paese. Si è spogliato in fretta e è andato sotto la doccia. L’ho visto camminare nudo verso il bagno: fisico asciutto, muscoli definiti ma ancora un po’ acerbi, un corpo che mi ha provocato un’erezione immediata. Era davvero un bel ragazzo, e la sua intelligenza e affetto verso di me lo rendevano ancora più irresistibile.
La sera della scoperta
È uscito dalla doccia, si è asciugato rapidamente, poi sono andato io. Quando sono rientrato in camera lo aspettavo in pigiama o almeno in mutande, ma l’ho trovato sdraiato nudo sul letto, rilassato, con gli auricolari e la musica negli orecchi. Non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso: quel corpo perfetto, la lieve peluria bionda sulle gambe e sul sedere, glutei sodi e freschi, schiena tesa eppure graziosa. Si è accorto del mio sguardo e ha sorriso: «Scusa zio, dovrei coprirmi, lo so… è che con questo caldo si sta così bene nudi, il corpo respira».
«Certo Alessio, stai pure comodo», gli ho risposto. «Non mi dà nessun fastidio. Sei diventato proprio un bellissimo ragazzo». Gli ho accarezzato la schiena e ho visto la pelle d’oca diffondersi sulle spalle e sulle braccia. Ha sorriso malizioso: «Anche tu zio puoi metterti comodo, nudi dopo la doccia si sta benissimo». Ho accettato, mi sono tolto l’accappatoio e mi sono sdraiato accanto a lui. Il suo profumo fresco, il respiro calmo mi hanno eccitato in modo incontrollabile. Il cazzo mi è diventato duro come marmo e mi sono girato a pancia in giù per nasconderlo. Troppo tardi: Alessio aveva notato tutto.
La passione esplode
«Zietto, che succede?» ha chiesto con tono provocante. «Niente Alessio, mi è venuta in mente una cosa… ora mi passa», ho balbettato imbarazzato. «Lo so che ti piaccio… e anche tu piaci a me. Mi sei sempre piaciuto. Sei simpatico, gentile, e poi sei sexy… li porti benissimo gli anni». Mi ha accarezzato la schiena come avevo fatto io. «Ti prego Alessio, così fai peggio, non mi passa». «Ma io non voglio che ti passi!», ha risposto. «Cosa vuoi dire?». «Come ti ho detto, mi sei sempre piaciuto tanto. Ormai ho diciannove anni, so cosa voglio. E ti voglio».
Mi ha baciato sulla bocca. La sua lingua morbida, vellutata, fresca si è intrecciata alla mia. Ho sentito il sapore delle sue labbra, della sua saliva, il profumo intenso della sua eccitazione giovane. Ho deciso di lasciarmi andare: era adulto, poteva scegliere. L’ho baciato con passione, lasciando scorrere la mano sulla sua schiena liscia che si imperlava di sudore. Sono sceso sulle natiche, ho insinuato un dito tra esse e l’ho premuto sul suo ano liscio, leggermente circondato da peluria bionda. Ha gemuto piano nella mia bocca. Ho spinto un po’ di più e il dito è entrato. Era caldo, avvolgente, pulsava.
«Ti piace, tesoro?». «Sì zio, tanto». «Allora girati e apri bene le gambe». Ha obbedito. Era uno spettacolo: nudo, gambe spalancate, buco roseo esposto, cazzo eretto circondato da peluria bionda fitta, addominali tesi, capezzoli rossi e gonfi. Mi sono tuffato tra le sue cosce e ho iniziato a leccargli il buco: sapeva di fresco, pulito, ma anche di sudore maschio, di ormoni in subbuglio. Spingevo la lingua dentro, lo aprivo con un dito, poi con due. Lui gemeva, implorava di non smettere. Ero troppo eccitato: volevo entrargli dentro.
La penetrazione e l’orgasmo
Mi sono alzato, ho spalmato il precum sulla cappella, ci ho sputato sopra e l’ho appoggiata al suo buchetto. Alessio mi guardava con occhi ardenti, viso arrossato, gambe spalancate in attesa. Ho spinto: la cappella è entrata, l’ano ha iniziato a dilatarsi. Sentivo il mio cazzo avvolto da quel calore stretto, morbido, voglioso. «Oh zio, è enorme». «Lo so tesoro, dimmi se ti fa male». Ma continuavo a spingere, sempre più deciso, nella sua fichetta che cedeva e si allargava. «Non sapevo fossi un frocetto così in calore, nipotino. O meglio, lo sospettavo: non ti ho mai visto con ragazze, e dal modo in cui ti muovevi… Ma non ti sapevo così affamato di cazzo».
Ha sorriso: «Anch’io sospettavo di te, ma non ero sicuro. Per questo non vedevo l’ora di stare da soli con te in vacanza». Apriva le gambe con avidità, accogliendo il mio cazzo venoso e peloso. A ogni affondo il suo sesso ballava e sbavava precum sugli addominali tesi. Lo adoravo così: muscoli lucidi di sudore, cosce oscenamente aperte, buco roseo che restava spalancato quando uscivo, guance arrossate, occhi languidi, gemiti sensuali dalla boccuccia socchiusa. Gli accarezzavo il viso, le guance appena ispide, gli infilavo un dito in bocca che succhiava malizioso come fosse il mio cazzo.
Lo scopavo sempre più forte, colpi violenti, ma lui godeva senza ritegno. La fichetta era ormai spanata, dilatata, gorgogliava di sborra e sputo. Non si toccava il cazzo: godeva solo di culo, eppure era durissimo e grondante. Ho recuperato il suo precum e me lo sono spalmato sul sesso per lubrificarlo ancora. Alessio era sull’orlo: si dimenava, gambe spalancate come una ragazzetta, gemeva, girava gli occhi. Improvvisamente ha gridato, singhiozzato: senza toccarsi ha iniziato a schizzare getti densi e profumati. Ogni contrazione del suo orgasmo stringeva il mio cazzo. Mi sono chinato, ho leccato tutto il suo sperma dal petto e dall’addome: sapore acre, amaro, giovanile. Mi ha eccitato da morire. Ho pompato nel suo intestino fino a venire anch’io, riempiendolo con una sborrata abbondante.
Dopo l’orgasmo
Non potevo crederci: ero venuto nel buco del mio nipote prediletto, ora pieno del mio seme. Gli ho preso il mento ispido e l’ho baciato appassionatamente. «Oh Alessio, sei stato fantastico». Ha annuito, ancora scosso dall’intensità. Quando ha ripreso fiato: «Grazie zio. Non credevo potesse essere così bello». L’ho baciato ancora, poi mi sono sfilato. Si è portato una mano al buco: «Sono apertissimo e bagnatissimo zio, guarda, entrano tre dita senza sforzo». Le ha infilate tutte dentro. Gli ho tolto la mano, mi sono messo tra le sue cosce e ho leccato la sua fregna allentata: la lingua entrava facile.
«Ti va di fare la doccia insieme, tesoro?». «Sì certo zio». Sotto l’acqua l’ho insaponato tutto, giocando col suo buchetto spanato che mi faceva impazzire. Si è dimenato di piacere, il cazzo gli è tornato duro. Gli ho allargato le gambe, l’ho puntato da dietro e l’ho montato come un toro. Ha gemuto, goduto. Abbiamo sborrato quasi insieme: io ancora dentro il suo culo, lui contro il muro della doccia. Asciugati, ci siamo buttati a letto nudi, felici e svuotati. Alessio mi si è accoccolato contro, testa sul mio petto, accarezzandomi l’addome e il pube. Ho chiuso gli occhi, godendomi quel paradiso. Ci siamo addormentati così, ma non è stata l’unica volta che abbiamo scopato in quella vacanza premio.