È successo, ma non all’improvviso: la mia prima volta con un 60enne attivo e dominante
Erano passati tre mesi dall’ultimo rapporto. Da qualche settimana chattavo qua e là, cercando qualcosa di serio, ma senza successo. Un pomeriggio su Vivastreet leggo un annuncio che mi colpisce: «60enne ospitale versatile… ma prevalentemente attivo… No effeminati… No depilati… Sì passionali… Sì sposati ecc. ecc.». Lo leggo due o tre volte, poi decido di rispondere: «Molto interessante… disponibile… la tua esigenza è uguale alla mia».
Passa un’ora senza risposta. Me ne vado. A mezzanotte, prima di dormire, do un’occhiata al computer: c’è il suo messaggio. Vuole sapere altezza, peso, età e qualche foto. Mi incazzo: chi si crede di essere, John Holmes? Non rispondo. La mattina, dopo colazione, ci ripenso e invio le informazioni richieste, con due foto un po’ più giovani. In fondo al messaggio chiedo anche io le sue foto.
Due minuti dopo arriva una sua immagine: impressionante. Si vedono solo i genitali, dimensioni stratosferiche. Non c’è più da discutere: si o no. Se vuoi fare sesso con un uomo, basta decidere le dimensioni giuste. Lì c’era tutto quello che cercavo. Accetto. Dopo una ventina di minuti in auto arrivo a casa sua. Suono il campanello e salgo le scale, pensando a cosa potrà succedere. Ero pulitissimo, mi ero fatto un paio di perette. In tasca avevo una bottiglietta di olio particolare. Non si sa mai.
L’incontro
La porta si apre. Mi trovo davanti un uomo con capelli lunghi, basso e secco come un chiodo. Quella foto sarà vera? Se non avessi visto il suo cazzo, probabilmente non sarei entrato. Ormai ero lì. Gli stringo la mano ed entro. La casa è normale, molto pulita. Lui ha voglia evidente: mi porta subito in camera e inizia a spogliarmi. Non mi piaceva, era troppo esigente. Mi indica di sdraiarmi sul letto.
Non sono mai stato una puttana, ma sdraiarmi su quel letto bianco con davanti quel cazzo… ero disposto a tutto quello che avrebbe voluto lo stallone. Infatti lui era proprio un maiale: inizia a schiaffeggiarmi fortemente il culo (mi aveva già messo a pecorina), mi chiama di tutti i nomi. La meno cattiva era “troia… anzi sarai la mia troia!!!”.
La penetrazione
Quando prova a infilare nel mio culo la sua impressionante proboscide iniziano i dolori. «Fermati… ora ti allargo… stai tranquillo vacca… vuoi il tuo toro… eccolo… lo senti?». Faceva male. «Fai piano… sento il dolore…». Lo sentivo, dio bono se lo sentivo. Mi stava schiappettando il culo. Invece di fermarsi spingeva più forte e più veloce. Poi, in un colpo secco, la proboscide mi arriva alla prostata. Un attimo dopo inizia a cavalcarmi. Il mio piacere è immenso.
Mi vedo allo specchio: un uomo abbronzato, molto piccolo, che trapanava un uomo grosso e bianco con una verga che entrava e usciva a velocità folle. Godevo… sì, godevo… e gli chiedevo di spingere più forte… e di sbrodarmi tutto dentro!!! Erano i tempi di Mabaduk e Mbao: godevo tanto in quel modo. Questo era il toro che serviva proprio alla vacca!!! Ne fa due senza mai uscire. Quasi un’ora con un cazzo dentro… impressionante!!
La fine della maratona
Tutto dura fino alle 23: cioè 10 ore di sesso particolare. Questa sega di uomo, per 10 ore, era il mio capo. Mi dispiace dirlo, ma alle sue esigenze rispondevo positivamente. A cena mi fa stare in terra come un cane. Quando mi dice di andare nel letto, ci vado a quattro zampe!!! Eppure mentre mi avvicinavo al letto mi eccitavo di nuovo, aspettando il mio toro!!!
Quando ci salutiamo mi dice che sono stato bravissimo e che sono una straordinaria troia. «Ricordati, ti aspetto la prossima settimana…». Certo… mi sono divertito… quindi tornerò. Ma mentre scendevo le scale mi ponevo il problema se davvero sarei tornato.