Caricare
Accedere Iscrizione

Zitto buono e guai a te se parli: il compagno di mia madre mi ha insegnato a scopare sul divano

14
11 ore fa

Mia madre si è messa con un tipo più giovane di lei, un mezzo delinquente di 35 anni, muscoloso, pieno di tatuaggi. Credo che faccia uso di cocaina. Con me è gentile, mi dà soldi. In casa sta sempre in mutande e canottiera, sdraiato sul divano con la birra. Io ho 18 anni. Un pomeriggio eravamo soli: mia madre era uscita. Avevo finito di mettere a posto la cucina quando mi chiama. Mi dice di portargli due birre e di sedermi affianco a lui.

Io non bevo alcolici. Mi dice che ero grande ormai. Abbiamo brindato. Mi ha chiesto come andavo a scuola e se avevo la ragazza. Gli ho detto che preferivo pensare allo studio. Ha fatto una risata e mi ha fatto segno che mi facevo le seghe. Ha preso il telecomando, ha messo un film porno e mi ha tirato a fianco a lui per guardare.

La lezione sul divano

Mi dava lezioni su come approcciare una ragazza. Le scene di sesso scorrevano e lui si era eccitato: si accarezzava il cazzo sopra le mutande. Mi ha chiesto: «Non ti fanno effetto?». Ero diventato rosso e balbettavo. Ha cacciato fuori il cazzone: doppio, lungo e grosso, arrivava all’ombelico. Lo muoveva avanti e indietro. La cappella rossa. «Sai quando una donna vede un cazzone così impazzisce? Toccalo, senti, è di marmo».

Mi ha preso la mano. Io l’ho stretto: caldo, venoso, duro. «Lo senti? Ti faccio vedere cosa devi fare quando ti piace una ragazza. La porti qui a casa, ti siedi sul divano come siamo noi e le metti il braccio intorno alle spalle. La guardi negli occhi e le dici: sei bellissima, hai un viso meraviglioso, i tuoi occhi mi hanno fatto innamorare». Mi tira a sé. «La accarezzi sulla nuca e ti avvicini al collo con la lingua». Sento la sua lingua passare lungo il mio collo. «Ecco, senti i brividi? Lei prova la stessa cosa. Poi nelle orecchie. Bravo, ha momenti di piacere».

Dal bacio al pompino

«Poi le prendi la mano e la porti a carezzare il tuo cazzo che sta scoppiando dalla voglia. La fai stendere e sali sopra». Mi spinge sdraiato e viene sopra. Strofinava il cazzo duro sulla mia pancia. «Così lei inizia a gemere, a muoversi. Poggi le tue labbra sulle sue e infili la lingua». La sua lingua grossa e rosa entra nella mia bocca. Mi succhiava la mia. «Abbracciami stretto perché hai voglia. Ecco così».

«Poi scendi a leccarle i seni». Mi alza la maglia e lecca i capezzoli, mordendoli e facendomi piacere. «Poi le metti le mani sotto, le sfili la maglia e ti spogli anche tu. Sfili i pantaloni e lo slip». Ero eccitato. «Vedi che lei prova piacere. Mentre la baci le infili le dita nella spacco della fica. Metti saliva e delicatamente, per lei è la prima volta, deve essere piacevole. Giochi con il pollice. Quando è bella bagnata infili le dita dentro e le muovi».

«Poi le spingi la testa in basso verso il tuo cazzo e le dici: amore dammi piacere, apri la bocca e succhialo tutto, ti prego, ho tanta voglia di te». E lo fa. Inesperto, mi fa sentire i denti. «Glielo devi dire». Mi dà schiaffetti sulle guance. «Ahi, mi fai male così, togli i denti, solo le labbra. Ecco così, bravo. Scivola, mandalo tutto in gola piano piano. Siiiiiiii cosiiiiiii cazzo hai imparato subito».

La penetrazione

«Quando senti che la fica è bagnata la giri a pecorina, abbassi la schiena, allarghi le gambe e ti metti dietro in ginocchio. Gli strofini il cazzo sulla fica». Mi gira a pecorina. «Poi le infili il cazzo piano». Appoggia la cappella al mio buco. Spinge piano. Sento che il culo mi brucia, mi fa male. Lui spinge sempre di più piano. Godevo come una troia. Sento che è tutto dentro. Si ferma un po’, poi comincia a scoparmi piano. Sento che entra e esce. Era bello. Il dolore stava passando. Il culo era allargato. Non mi accorgo che ho sborrato. Lui mi prende con le mani sui fianchi e mi scopa. Mi bacia. Ripensavo a mia madre che godeva così. Godevo io di piacere. Non so quanto tempo mi scopava. Mi piaceva. Mmmmmm. Mi ha sborrato dentro. Mmmmmm bellissimo. Gli ho detto di pulire il suo cazzo sulle calze… Adesso quando possiamo mi faccio scopare.