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La Sorpresa Inattesa di Pamela: Incontro Casuale che Cambia Tutto

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2 ore fa
Immagine La Sorpresa Inattesa di Pamela: Incontro Casuale che Cambia Tutto

Sono Gabriele, 32 anni, moro con occhi azzurri penetranti e un fisico scolpito in palestra. Molti mi considerano attraente, simpatico e sicuro di sé. E non è un segreto che tra le gambe porto un'arma notevole: quasi venti centimetri di lunghezza, spessore generoso, cappella rossa pronunciata e testicoli pesanti, sempre pronti a regalare dosi abbondanti di piacere. Le donne che ho avuto lo apprezzano molto, e proprio per questo non ho mai sentito il bisogno di legarmi seriamente a qualcuna. Ma una delle mie ultime avventure mi ha segnato in modo profondo, cambiando alcune certezze che credevo solide.

Il primo sguardo nel locale

Era un venerdì sera qualunque. Mi trovavo in un locale specializzato in balli latino-americani, ma la serata procedeva fiacca. Avevo provato approcci con un paio di ragazze, senza esito. Al bancone del bar, sorseggiando un drink, noto una donna che mi fissa insistentemente. All'inizio penso a un caso, ma il suo sguardo non molla. Faccio un giro nel locale e la ritrovo poco dopo. Ora non mi guarda, così posso studiarla con calma.

È davvero bella: altezza media, fisico snello, seno generoso – almeno terza misura – valorizzato da un top nero molto scollato. Le gambe sono lunghe, affusolate, dalla pelle liscia come seta. Indossa pantaloncini attillati che esaltano un fondoschiena tondo, sodo, da sogno. Il viso ha zigomi definiti ma eleganti, trucco discreto e raffinato, capelli biondi mossi che le arrivano alle spalle. Quando si gira di scatto e mi coglie a osservarla, i nostri sguardi si incrociano per un lungo istante. Mi regala un sorriso malizioso e io mi avvicino.

«Ciao, sono Gabriele.»

«Piacere, Pamela.»

Superato un iniziale imbarazzo, iniziamo a chiacchierare. Argomenti banali all'inizio, ma presto mi colpisce la sua semplicità e naturalezza. Da vicino è ancora più affascinante. La serata scorre piacevole, fino a quando mi dice che deve rientrare: il giorno dopo si alza presto. Mi offro di accompagnarla e lei accetta volentieri.

Sotto casa sua, ci salutiamo con un bacio appassionato e profondo. Lei risponde con trasporto, ma quando provo ad andare oltre, mi ferma gentilmente. Mi lascia il suo numero e ci lasciamo. Per un attimo resto deluso, ma poi rifletto: non ha l'aria di una che si concede subito. Mi sembra una ragazza con i suoi tempi, e questo mi intriga ancora di più.

La cena e il primo assaggio

Il giorno successivo la chiamo e la invito a cena. Accetta con entusiasmo. Si presenta con una minigonna elasticizzata che modella alla perfezione il suo culo favoloso, una camicetta tesa sul seno prorompente e stivaletti con tacchi alti. Le gambe sono avvolte da calze a rete autoreggenti, un dettaglio che mi fa impazzire. Quando sale in macchina, le cosce si scoprono generosamente e sento il membro indurirsi all'istante nei pantaloni.

La cena in un ristorante elegante è perfetta. Pamela è allegra, spiritosa, autoironica. Parliamo di tutto: scopriamo passioni comuni, dal mare alla montagna, hobby simili. Mi sento a mio agio, e vedo che anche lei apprezza la mia compagnia. Al ritorno, davanti a casa sua, il bacio si fa di nuovo fuoco. Le chiedo se posso salire e lei acconsente.

L'appartamento è ordinato, accogliente. Continuiamo a baciarci con passione. Le sfioro il seno, le tolgo la camicetta: i seni sono perfetti, sodi, con capezzoli eretti. Li succhio con avidità e lei geme di piacere. Nota però che sono rifatti, ma questo li rende ancora più eccitanti. Provo a spingermi oltre, ma mi ferma: è in quei giorni del mese. Peccato, penso, ma non insisto.

Continuiamo a stuzzicarci. Il mio sesso è duro come marmo e lei lo nota. Inizia a massaggiarlo sopra i pantaloni, poi lo libera e lo prende in bocca. È un pompino magistrale: lingua che scivola lungo l'asta, dalle palle alla punta, succhia ogni testicolo con delicatezza, poi lo ingoia tutto in gola profonda. Nessuno prima aveva fatto una cosa simile.

«Accidenti, sei incredibile! Nessuna mi ha mai preso tutto così!»

Lei sorride con lo sguardo, accelera i movimenti, attorciglia la lingua mentre lo succhia. Non resisto: «Sto venendo… cazzo, vengo!»

Le esplodo in bocca con una quantità impressionante. Lei assapora, gonfia le guance, poi ingoia tutto senza perderne una goccia. Mi pulisce con cura, lasciandolo lucido. Poi mi bacia, facendomi gustare il mio stesso sapore. Mi fa impazzire: sembra così composta, eppure è una maestra del sesso orale. La saluto a malincuore, ma quella notte non riesco a dormire: il ricordo della sua bocca mi eccita al punto da dovermi masturbare.

Il desiderio cresce

Due giorni dopo la invito da me. Ci accarezziamo a vicenda, ma lei mi avverte: è ancora con il ciclo. Mi rassegno a un altro pompino divino – le piace succhiarmelo, si eccita visibilmente – ma quando provo a toccarle il fondoschiena, mi ferma per disagio. Capisco e non insisto.

Poi mi sorprende con una richiesta che mi manda in tilt: «Inculami, ti prego! Ho voglia di sentirti dentro… ho l'assorbente interno, così posso godere anch'io!»

La porto in camera. Mi spoglio, mi sdraio supino con il membro eretto. Lei si posiziona di spalle, sposta il perizoma, bagna il buchetto con saliva e inizia a scendere piano. Dopo qualche prova, si lascia andare di colpo: lo prende tutto in una volta. Rimango sbalordito dalla facilità e dal calore accogliente.

Si muove su e giù, ondeggiando, contraendo i muscoli anali in un massaggio perfetto. È una delle sodomie più intense che abbia mai provato. Lei gode toccandosi davanti, geme senza ritegno: «Sì… che bello… il tuo cazzone mi sfonda… riempimi!»

Non resisto: esplodo dentro di lei con un orgasmo potente. Appena si solleva, torna a succhiarmelo, raccogliendo ogni residuo. Poi sparisce in bagno e torna per baciarmi con passione. Mi sta entrando sotto la pelle.

La sera dopo la rivedo. Vorrei penetrarla vaginalmente, ma è ancora l'ultimo giorno di ciclo. La sodomizzo di nuovo: lei è scatenata, mi incita a romperle il culo, a sfondarla con forza. «Spaccamelo… più forte… poi sborrami in bocca, voglio bere tutto!»

Le riverso una dose enorme in gola e lei la manda giù avidamente. Il membro resta duro; continua a succhiarlo fino a prosciugarmi una seconda volta. Sono ossessionato da lei.

La rivelazione che cambia tutto

Nei giorni successivi ci sentiamo spesso. Le confesso quanto desideri scoparla davvero, sfondarle la figa. Lei ride: «Pensavo ti piacesse di più il mio culo… a me piace da morire prenderlo dietro.»

Le dico che il suo fondoschiena è spettacolare, ma non vedo l'ora di averla tutta. Accetta di uscire il sabato sera. Si presenta da urlo in un tubino nero elasticizzato che modella ogni curva. Durante la cena parliamo apertamente di desiderio; nel parcheggio mi fa un pompino rapidissimo, ingoiando tutto.

A casa sua mi blocca quando provo a saltarle addosso. «Sdraiati nudo sul letto. Voglio mostrarti quanto so essere sexy e porca.»

Va in bagno. Mi dice di chiudere gli occhi. Quando li apro, la vedo in completo intimo nero, reggicalze, calze velate, tacchi altissimi. Si sdraia, apre le cosce, sposta il perizoma: davanti a me un membro enorme, depilato, circonciso, moscio ma già imponente.

Resto senza parole. Lei interpreta il mio silenzio come disgusto: «Ok, ti faccio schifo… se vuoi andartene, capisco.»

La guardo, sorrido e la abbraccio. «No, assolutamente. Sono solo sorpreso, non me l'aspettavo. Da ragazzo ho avuto esperienze bisex… non è il primo cazzo che vedo. Mi hai spiazzato, ma non mi fai ribrezzo.»

Ci baciamo con passione. Passiamo a un 69 intenso: leelo con impegno, anche se non sono esperto come lei, e finisco con la bocca piena del suo piacere. Da quel momento diventiamo inseparabili.

Ora viviamo una relazione piena: a volte mi vesto da donna e lei mi sodomizza con il suo splendido membro; altre volte invitiamo coppie per giochi a quattro con un maschio dotato e una trans. È stata la scoperta più eccitante della mia vita. L'unica cosa che le rimprovero scherzando è di non avermelo detto prima: avremmo potuto divertirci ancora di più.