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Mi hanno fatto la prima festa!

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3 ore fa
Immagine Mi hanno fatto la prima festa!

Non era successo esattamente in quel modo, ma mi è sempre piaciuto immaginare la mia “inaugurazione” proprio così.

La festa era nel pieno del suo svolgimento e avevamo già bevuto parecchio quando l’amico con cui stavo parlando mi fece notare che era arrivato il momento di trovare compagnia per il gran finale.

«Che vuoi dire?» gli chiesi incuriosito.

«Che qui si sono già formate diverse coppie e... qualcos’altro.»

«Cioè?» insistetti.

«Non hai notato che molte persone sono sparite? E non credere che siano tornate a casa» rispose con un tono enigmatico.

«Vuoi dire che si sono appartati da qualche parte a scopare proprio qui nella villa?»

«Vuoi venire a fare un giro con me?»

«Ma non puoi mica andare a disturbare la gente...»

«Ah no? Vieni con me e vedrai» disse avviandosi verso le scale che portavano al piano superiore.

Ero anch’io piuttosto brillo e lo seguii senza fare altre domande.

«Senti, ascolta questi rumori...»

In effetti, dopo pochi passi lungo il corridoio, da più stanze provenivano gemiti e suoni inequivocabili. Mentre lo fissavo con espressione confusa, aprì improvvisamente la porta di una camera e mi spinse dentro con decisione. Rimasi di sasso e stavo per girarmi e uscire, quando il mio amico chiuse la porta a chiave e dichiarò senza possibilità di appello:

«Eh no, adesso restiamo anche noi!» e lanciò la chiave a uno dei due uomini nudi che, impegnati in un reciproco pompino, avevano sollevato la testa verso di noi.

«Dai, non fare l’idiota. Che ci faccio io qui?» domandai ancora più spaesato.

«Quello che stanno facendo loro. Noi siamo una coppia e possiamo unirci al gruppo. Sarebbe ora che provassi anche questo, non trovi?»

«Smettila di scherzare, non è affatto quello che avevo in mente...»

«Eh no! Non metterti a fare il puritano proprio adesso! Se non hai mai avuto un’esperienza gay è arrivato il momento di cominciare... e non rovinare la serata a loro.»

Nel frattempo i due uomini nudi si erano avvicinati e avevano iniziato a toccarci e a spogliarci con assoluta sicurezza.

«Ma io non voglio rovinare niente a nessuno. Voglio solo andarmene e lasciarvi fare quello che volete.»

«E noi vogliamo fare tutto con te!» rispose uno di loro, che intanto aveva infilato la mano nei miei pantaloni estraendomi subito il cazzo, prima ancora che potessi rendermene conto.

L’altro cercava di baciarmi appassionatamente tenendomi fermo, mentre il primo mi abbassava pantaloni e mutande. Inciampai nel tentativo di opporre un’ultima resistenza e mi ritrovai con uno dei due completamente sopra che mi prendeva in bocca, succhiandomi con avidità e masturbandomi con maestria. Intanto il compagno mi baciava a fondo, come per sigillarmi le labbra, e mi strizzava i capezzoli con mani esperte dopo avermi strappato via la camicia.

Ero ormai nudo anch’io, assalito dai due, con il mio amico nudo che dava loro manforte.

Avevano ottenuto esattamente ciò che volevano: avevo un’erezione potente e cominciavo a ricambiare le loro attenzioni. Mani sempre più audaci iniziarono a esplorarmi il solco anale bagnandolo abbondantemente di saliva.

Era saliva, perché poco dopo sentii un pene protetto spingere contro di me, mentre ero già stato costretto a leccarne un altro. Mi ero ritrovato a quattro zampe con un cazzo in bocca, rapidamente convinto a fare e a farmi fare di tutto.

Era incredibile perché non mi dispiaceva affatto. Anzi, reagivo con un’eccitazione vergognosa a quel tipo di piacere che avevo sempre nascosto negli angoli più oscuri della mia mente, considerandolo persino contro natura. L’azione si interruppe per un momento e un depilatore elettrico cominciò a radermi con cura il solco anale e la base dei testicoli mentre ero a culo per aria, ormai pronto a sacrificarmi sull’altare di una trasgressione non solo accettata, ma sinceramente desiderata.

Poi mani decise mi allargarono le natiche e il pene mi penetrò fino in fondo con un’unica spinta decisa, scatenandomi dentro un’esplosione di piacere intensissimo. Mi stavano scopando mentre continuavo a succhiare un altro cazzo, provando un gusto mai sperimentato prima e gemendo di piacere senza voler abbandonare nessuna delle due posizioni.

«Ha un culo che sembra un guanto, sembra che prenda cazzo da sempre!» sentii commentare qualcuno.

«Vieni dentro, sborrami tutto!» mi ritrovai a rispondere mentre sollevavo per un istante la bocca dal membro che stavo leccando.

Avevo il culo completamente bagnato quando il tizio sfilò il preservativo e mi inondò di seme caldo, strusciandosi freneticamente tra le mie natiche e schizzandomi ovunque.

«Ragazzi, questo ha il culo pulito. Possiamo prendercelo anche a cazzo nudo e riempirlo di sborra quanto vogliamo!»

Era umiliante e meraviglioso allo stesso tempo sentirmi trattare come “questo”, come una troia, un culo da sbattere, da fottere e da sporcare di sperma, un buco dentro cui far godere tutti e godere di tutti.

Come era successo? Era bastato il tocco di mani bagnate di sperma di altri maschi, che non mi avevano lasciato via di scampo? O ero stato io stesso a provocare il branco con una finta ritrosia?

«So quello che stai pensando» disse la voce del mio amico che mi aveva portato a quello sballo. «È un falso problema. Basta assaggiare la mela e l’unico peccato è non averla provata prima. Farti un culo è come farti una fica, ma fartelo fare significa essere una fica anche tu. E questo, se solo accetti di provarlo, è una cosa di cui devi ringraziare te stesso... e me!»

«Non lo so, non avevo idea...» balbettai.

«Non importa a nessuno. Adesso la festa deve continuare!»

Per la prima volta ero circondato da cazzi e completamente disposto a soddisfarli tutti, ricambiando in qualsiasi modo mi fosse stato chiesto. Era la mia inaugurazione e ero felice di esserne l’oggetto principale.

Così iniziarono i giochi veri. Tutti i cazzi e tutte le mani erano per me, perché la festa mi fosse fatta fino in fondo.

Qualcuno si sdraiò sul letto e mi chiese di montargli sul pene con il culo ben aperto, invitandomi a cavalcarlo da solo mentre gli altri mi masturbavano e si masturbavano guardando la scena.

Il mio buco era già abbondantemente lubrificato e non fu difficile guidare dentro di me quel grosso cazzo turgido. Con le mani appoggiate all’indietro iniziai un movimento ritmico di su e giù che mi permetteva di prenderlo fino in fondo. Prima lentamente, contraendo e rilasciando i muscoli dello sfintere per godermi ogni sfregamento del glande contro la prostata. Poi sempre più veloce e frenetico, per spingermi verso l’orgasmo e abbandonarmi completamente al piacere, mentre mani scivolose quanto le mie voglie acceleravano la mia eiaculazione e bocche pronte e lingue amiche si preparavano a raccogliere il mio seme caldo, denso e carico di peccato e godimento.