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Quando mi trasformo e vengo sessualmente dominata

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20 ore fa
Immagine Quando mi trasformo e vengo sessualmente dominata

Il sogno inizia

Mi alzo in una casa finalmente vuota. Faccio colazione con calma, poi indosso il mio perizoma preferito sotto la tuta da casa. Inizio a sbrigare le faccende. La stoffa sottile solletica continuamente il mio buchetto e il mio cazzetto si gonfia, diventando sempre più duro a ogni movimento.

Mia moglie mi aveva avvisato che sarebbe passata la vicina per prendere un tegame. All’improvviso suona il campanello. È lei, quella vicina che mi fa ammazzare di seghe ogni volta che la vedo. Mi guarda con aria imperiosa e chiede il tegame.

Apro il mobile basso e mi piego per prenderlo. Il perizoma sbuca inevitabilmente da dietro. Non me ne accorgo subito, ma lei sì. Quando mi giro e glielo porgo, mi dice con voce tagliente: «Ti piace fare la femminuccia quando sei solo, eh?».

Impaurito, la supplico di non dire niente a nessuno. Lei risponde solo «Vedremo…» e mi trascina nella stanza da letto. Mi fa indossare un paio di calze nere, una gonna e una camicetta di mia moglie. Mi trucca con cura e, guardandomi negli occhi, ordina: «Cagna, andiamo a casa mia».

A servizio della padrona

Una volta da lei, mi obbliga a cucinare e a pulire tutta la casa mentre lei sta comodamente seduta sul divano. Con il manico della scopa alza la mia gonna e gioca con il mio buchino, stuzzicandolo senza pietà.

Le servo il piatto e resto in piedi accanto a lei. Mangia con una mano mentre con l’altra continua a toccarmi il cazzetto duro, ripetendo ossessivamente: «Sei una lurida cagna».

Quando finisce di mangiare mi ordina di pulire il bagno. Lo faccio. Poi mi fa mettere la testa nel water, faccia all’aria. Ho paura ma sono eccitatissimo. Mi scorreggia in faccia e poi mi piscia addosso. La sua pipì calda scorre sulla mia camicetta, bagnandomi completamente.

Mi caccia via e mi dice di aspettarla in salotto. Si chiude in bagno e dopo qualche minuto esce come una dea: gonna lunga, trucco perfetto, un’aura di assoluto dominio.

L’inculata finale

Mi ordina di mettermi a quattro zampe sul divano. Scosta il perizoma e mi infila lo strapon nel culo senza troppi preamboli. Mentre mi incula con forza, con l’altra mano mi munge il cazzetto. Continua a chiamarmi «lurida vacca».

Godo come un animale. Vengo sul suo pavimento schizzando ovunque. Mi fa leccare tutto fino all’ultima goccia. Poi mi ordina di sparire e di restare a sua completa disposizione per pagare il suo silenzio.

Torno a casa umiliato, sporco e profondamente felice.

La normalità è ripresa, ma forse la normalità era solo il sogno.

Finalmente è sabato. Mi chiudo a chiave in bagno, lontano da tutto e da tutti, e inizia la mia trasformazione. Indosso il mio perizoma preferito, quello che mi fa sentire subito troia, poi infilo le calze nere autoreggenti. Mi guardo allo specchio e già cambio atteggiamento: divento cagna.

Il rituale del piscio

Mi siedo sul water con le gambe leggermente aperte. La pipì calda inizia a uscire abbondante, mi inonda le cosce e scende lungo le gambe. La sento scorrere tra le dita dei piedi, bagnando le calze. Il mio cazzetto si risveglia all’istante, si indurisce per l’eccitazione di sentirmi così sporca e liberata.

Entro nella doccia, mi tolgo le calze inzuppate e le strizzo direttamente in bocca. Assaporo il gusto salato della mia stessa urina, la bevo lentamente, godendomi ogni goccia. Mi sento sempre più cagna, sempre più eccitata.

L’enema bollente e il gioco anale

Smonto il soffione della doccia, allargo le natiche e infilo il tubo nel culo. L’acqua bollente mi invade l’intestino, riempiendomi lo stomaco di calore liquido. Rimango così qualche minuto, godendo della pressione e del senso di completezza.

Prendo una carota bella grossa, la insapono abbondantemente e la spingo dentro di me. Mi appoggio con le spalle al muro della doccia: la carota comincia a muoversi da sola, spinta dal mio respiro e dai movimenti del corpo. Con una mano afferro il mio cazzetto duro e inizio a segarmi lentamente, con calma, assaporando ogni sensazione.

Non resisto a lungo. L’orgasmo arriva potente e vengo nella mia mano, schizzando sperma caldo tra le dita.

La pulizia da brava cagna

Da brava cagna quale sono, porto la mano alla bocca e lecco tutto, assaporando il mio stesso seme senza lasciarne nemmeno una goccia. Mi sento sporca, depravata, completamente soddisfatta. Mi sento io.


Categoria: Racconti intensi

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