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Il puttanello del terzo piano

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1 settimana fa
Immagine Il puttanello del terzo piano

Il corridoio e la mano sul culo

«Un’altra settimana di lezione. Il solo pensiero di iniziare il lunedì con matematica mi fa venire i crampi allo stomaco.»

Luca si trascinava verso l’aula della professoressa Martin. Il corridoio era già deserto, la campanella suonata da minuti. Porte chiuse, silenzio.

Sobbalzò: una mano gli strinse una chiappa con decisione. Si voltò di scatto.

«Nicola.» Fece una smorfia.

«Pensavo ti piacesse,» sorrise l’altro, le mani alzate in finto pentimento.

I compagni sapevano che Luca era gay. A nessuno importava.

«Mi hai spaventato.»

«Muoviti, siamo in ritardo.»

Luca sbuffò. «Minuto più, minuto meno.»

Nicola, il torello

Nicola aveva un anno in più, bocciato l’anno prima. Barbetta, capelli biondicci, fascino da stronzo. Le ragazze gli cascavano ai piedi, anche se le trattava come oggetti usa e getta. Francesco raccontava che all’ultima aveva goduto in bocca e l’aveva mollata sul colpo.

«Disgustoso,» mormorò Luca tra sé.

Il bagno – prima volta

Due ore di matematica senza pausa bagno. La professoressa stronza. Luca non ce la faceva più.

Finalmente in bagno, pisciò sospirando di sollievo. La porta si spalancò.

«Nicola.»

«Non ce la facevi più, eh?» Gli tastò di nuovo il culo.

Luca lo fulminò. «Anche tu mi sembra che non ce la faccia.»

Nicola interpretò male e sorrise malizioso. Si avvicinò, mani sulle chiappe, massaggiandole. Luca sentì il suo cazzo gonfiarsi.

«Direi che ti piaccio.»

Luca lo spinse via con forza. «Vai a molestare una delle tue puttanelle.»

«Sono scappate tutte. Tu sei l’ultima rimasta.» Nicola gli sussurrò all’orecchio: «Ti ho visto nelle docce fissarmi il cazzo.»

La sveltina in cabina

Nicola lo strattonò in una cabina, lo mise in ginocchio.

«Succhia.»

Luca aprì la patta. Il cazzo di Nicola schizzò fuori, enorme, duro. Luca leccò le palle grosse come quelle di un toro, poi la cappella lucida. Prese in bocca, ingoiò fino in fondo. Nicola gli dettò il ritmo tirandolo per i capelli.

Pochi minuti e venne in gola, abbondante. Luca pulì ogni goccia.

«Non dirlo a nessuno. Tanto non ti crederebbero.» Nicola uscì.

Luca si segò rapido, venne, poi una lacrima. «Mi ha trattato come un oggetto.»

Da Alex – gli appunti

Luca consegnava appunti ad Alex, malato da una settimana. La madre, Theresa – la “Mamma Cougar” – lo accolse con scollatura vertiginosa.

Alex era a letto, computer acceso. Patta aperta, cazzo gonfio. Icona in basso: “sesso amatoriale”.

«Bravo, in convalescenza attiva.»

Alex rise. «C’è anche la sezione gay, sai?» Chiuse la porta a chiave – o almeno così credeva Luca.

Il secondo pompino

Alex si masturbava. Luca fissò quel cazzo impressionante, più lungo di quello di Nicola.

«Toccalo.»

Luca lo prese in mano, poi in bocca. Lo ingoiò tutto. Alex gemette: «Nessuna c’era mai riuscita.»

Arriva Nicola – il trio

La porta si aprì. Nicola entrò, richiuse a chiave.

«Allora sei proprio un puttanello.»

Alex impallidì. Nicola: «Tranquillo, mi ha già succhiato stamattina.»

Luca riprese a succhiare Alex. Nicola si masturbava guardandoli.

Poi si spogliarono tutti. Luca si sentì inadeguato tra i corpi scolpiti dei due.

Doppia penetrazione

Nicola stuzzicò il buco di Luca con un dito, poi due. Luca spinse indietro il culo. Nicola entrò con un colpo secco. Dolore, poi piacere.

Cambio: Luca si impalò su Alex, Nicola gli scopò la bocca.

Poi doppia: Nicola dietro, Alex sotto. Luca gridò di dolore e piacere. «Piano… fa male!»

Alex gli tappò la bocca. Nicola: «Vuoi che la Mamma Cougar ti veda con due cazzi nel culo?»

Nicola venne dentro per primo, poi Alex. Luca esplose sul petto di Alex.

La fine

Luca si pulì, si vestì in fretta, sborra ancora dentro.

«Ci vediamo la prossima volta,» disse Nicola.

Luca gli tirò un ceffone. «Non sono il tuo troietto. Non ci sarà una prossima volta.»

Uscì sbattendo la porta.