Rudy: il cameriere ventenne che mi ha implorato di sfondarlo a casa mia
Mi è sempre piaciuto inculare i ragazzi. L’ultimo è stato Rudy, vent’anni, un culetto sodo, morbido, perfetto da divorare. Io ho cinquant’anni, bisex dichiarato: le fighe mi piacciono ancora, ma un bel culo maschile mi fa impazzire. Ci siamo conosciuti nel bar dove vado ogni giorno; lui lavora lì come cameriere. Mi ha colpito subito: fisico normale, ma quel modo di ancheggiare mentre serviva i tavoli era impossibile da ignorare.
Un pomeriggio mi porta il caffè con un bigliettino infilato sotto il piattino: “Mi piaci Sandro, so dove abiti, finisco alle 14 poi vengo da te. Rudy”. Ho sorriso tra me e me: oggi si scopa. È arrivato puntuale, come promesso.
L’incontro a casa
Per metterlo a suo agio ho aperto la porta completamente nudo, con il cazzo già in mano – diciassette centimetri belli duri. Lui è entrato senza esitare, mi ha posato subito la mano sul sesso e ha iniziato a stringere. Siamo andati in camera da letto.
Ci siamo baciati in bocca, lingue intrecciate, con passione. Gli ho tolto la maglietta lentamente, ho leccato i capezzoli facendolo gemere. Gli ho slacciato i pantaloni: sotto portava un piccolo perizoma. Il suo pisellino era minuscolo, tenero, adorabile. Si è seduto sul bordo del letto, ha preso in bocca il mio uccello e ha iniziato a succhiare con una tecnica da urlo: leccava la cappella, saliva su e giù, mentre io gli tenevo la testa e dettavo il ritmo.
Il piacere orale reciproco
Ero in estasi. «Rudy, succhia da bravo… metti tanta saliva, bagnalo tutto». Lui ha alzato gli occhi: «Finalmente un cazzo come piace a me: grosso, duro, perfetto. Ti piace come lavoro con la bocca, vero porco?». Gli ho risposto ansimando: «Sei il migliore che abbia mai incontrato… continua così, succhia forte, mi stai facendo venire… oh sìii, arriva tutta in bocca… eccola… mmmh, godooo… bevi tesoro, bevi tutto».
Ha ingoiato ogni goccia, deglutendo con gusto. «Mmmh, che buona la tua sborra Sandro… è tutta nella mia pancia». Ho guardato il suo cazzetto molle, l’ho scoperto delicatamente, ho leccato quei dieci centimetri adorabili, ho baciato la cappella. In un attimo è esploso: mi ha schizzato in faccia. Lui mi ha leccato via tutto lo sperma dal viso ridendo: «Scusa, avevo troppa voglia».
La penetrazione selvaggia
Si è messo a novanta gradi, il culetto spalancato verso di me: liscio, senza un pelo, morbido da morire. Il buchino stretto mi fissava invitante. «Guarda com’è bello il mio buco… dai Sandro, entrami dentro, ficcalo fino in fondo, scopami forte».
Non me lo sono fatto ripetere. Ho puntato i diciassette centimetri e sono scivolato dentro fino alla radice, restando fermo un attimo. «Dai, muoviti tu… scopati sul mio cazzo». Lui ha iniziato a ondeggiare il bacino: «Ohhh mamma mia… che bello sentire il tuo cazzone così… sembra una trivella… da porco!». Ho resistito poco: sono venuto dentro di lui con un gemito profondo, completamente soddisfatto.
La tenerezza finale e la promessa
Ci siamo ritrovati faccia a faccia, ci siamo baciati ancora. Ho accarezzato il suo sesso, i testicoli, sentendo che tornava duro. Ho iniziato a segarlo con calma, con movimenti lenti e decisi. Rudy ha sussurrato: «Sei il primo che me lo fa… gli altri mi inculavano e basta, poi sparivano. Anche Luigi, il padrone del bar, mi sborra dentro e ciao. Tu sei diverso… lo fai perché ti piace davvero».
Ha continuato: «Vengo tutti i giorni da te Sandro… mi vuoi come amante?». Gli ho risposto: «Ok tesoro, va bene. Come sai sono sposato, ma possiamo vederci nella mia casa di campagna quando vuoi».