Operatore pulizie quartiere: la mia prima volta con Mustaff e i suoi amici arabi
Nel mio quartiere da una settimana lavora un operatore per la pulizia dei marciapiedi: giovane, magro, di colore, alto, riccio, tuta arancione. Io ho 18 anni. Arrivo con la moto, parcheggio e lui mi dice di spostarmi: sono sul mucchio di foglie che deve raccogliere. Ci guardiamo, mi sorride. «Ciao, sono Alex. Tu sei Mustaff? Ho 25 anni e sono del Gambia, ok?». «Hai fame?» Mi guarda e dice: «Un po’». «Ok, aspettami».
Salgo a casa, preparo un panino con affettati e una birra, scendo. «Ecco, tu mangi maiale o sei musulmano?». «Qui mangio tutto, ho fame». Afferra il panino e lo divora. Gli chiedo dove abita. «In uno scantinato abbandonato, in sacco a pelo. Fa freddo la notte, ma resisto. Devo mandare i soldi a casa». «Ti va di venire a cena stasera a casa mia? Abito lì, in quel palazzo. Suona al 5, scala B, secondo piano».
La cena e il primo incontro
Alle 18 mi suona. Apro, sale. «Ciao, come va? Vieni, ti vuoi fare una doccia? Lì c’è il bagno. Questa è una tuta e un asciugamano. Io preparo la cena». Mi ringrazia, mi abbraccia. Esce dalla doccia: la mia tuta gli sta un po’ stretta, si vede il pacco gonfio. Lo guardo: è enorme di lato, due palle gonfie grandi. Ceniamo, tutto buono. Beve il vino, poi amaro, limoncello. Gli gira la testa, ride, mi abbraccia. È contento. Mi chiede: «Vivi da solo?». «Sì, sto bene solo». «No una ragazza?». «No, adesso sto bene solo e voglio divertirmi».
Si beve un altro limoncello, ha gli occhi lucidi. Mi guarda. Gli dico: «Dai, stenditi sul divano». Si sdraia, mi tira su di lui, mi abbraccia. «Grazie, ti voglio bene». Mi bacia il viso, mi stringe sopra di lui. Ha due braccia forti. Sento il cazzo strusciare sulla mia pancia: duro, lungo, grosso. Mi afferra le chiappe, infila le mani nella tuta, mi accarezza. Infila le dita nel solco, sente il buco. Con le dita esplora: sono stretto. Si bagna le dita e mi stuzzica. Io cerco di liberarmi, mi tiene fermo. Mi infila la lingua in bocca. Io tremo. Mi piace. Mi toglie la maglia, mi sfila il pantalone. Si spoglia nudo. Mi si gira a 69. Io ho il cazzone da succhiare. Lui me lo spinge in bocca. Mi allarga, mi lecca il buco. Mi ordina: «Daiiiiiiii, ingoia la cappella, dai tutto dentro». Faccio fatica. Lui spinge ed entra quasi tutto in gola. Mi sento soffocare.
La penetrazione e il piacere
Mi fa sedere sul cazzone. Mi apre le chiappe. Io scivolo sul cazzone. Piano piano scivola, mi apre la carne ed entra tutto. Lui mi alza e mi abbassa, lo spinge tutto nello stomaco. Sento il dolore, ma lui mi scopa da sotto. Io mi eccito, mi sega. Mi dice: «Haaaaaaaaa ti piaceeeeeeee, vediiiii, dai rilassati». Poi a 90: io piegato, gambe aperte. Lui da dietro mi sbatte forte. «Haaaaaaa siiiiiii mi piaceeeeeeeeee». Colpi forti. Mi gira il viso e mi bacia in bocca. Poi io sotto, gambe aperte. Lui me le alza sulle sue spalle e scopa forte. Mi bacia e mi dice: «Lo sentiiiiiiii ti piaceeeeeee è grosso come lo voleviiiiiiii e cagnaaaaaaaaaa dimmelooooooo». Io: «Siiiiiiii lo sentooooooooo lo vogliooooooooo spaccami il culo porco è tuo ogni volta che vuoi io corro dai fammi vedere come soddisfi le tue donne dammeloooooooo». Lui mi spaccava il culo. Io sono venuto. Lui dentro: «Haaaaaaaaaa siiiiiiiii cosiiiiiiiii dauiuiuiuiuiuiuiui vengooooooooo».
La doccia e l’invito
Ci facciamo la doccia insieme. Mi dice: «Hai un culetto favoloso e mi piace. Posso dormire qui stanotte?». La mattina ci siamo alzati, fatto colazione. Mi ha detto: «Questo è il mio numero. Chiamami quando hai voglia, ok».
Le settimane successive
Tre giorni dopo avevo voglia. L’ho chiamato. Mi ha detto: «Non sono solo, sono con un amico. Posso portare anche lui? Porto la pizza e tu pensa alle bibite. Mi raccomando il limoncello, mi piace. Ciao. Alle 20.30».
Eccoli: amico più basso ma piazzato, muscoloso e ben dotato, pacco grosso. Ceniamo, amaro. Amico prepara una canna. Fumiamo e beviamo. La testa va su di giri. Ho caldo, mi tolgo la maglia. Loro anche. Hanno pettorali favolosi. Li accarezzo, li lecco, mordo i capezzoli. Mi danno i due cazzoni da succhiare: enormi. Io in ginocchio, loro seduti sul divano. Mi spogliano e si spogliano. Nudi mi portano in camera da letto. Sul letto io al centro. Mi baciano, mi allargano il culo, mi leccano. Poi uno sotto, io sopra a 69. Altro davanti alla mia bocca. Succhio i due cazzoni. Loro mi leccano il culo, mi infilano crema. Poi io sopra uno e salto, succhio altro. Poi mi piega. Mi infila i suoi due cazzoni enormi nel culo. Tremavo. Mi bloccano, mi tappano la bocca. Io gemo e mugolo, mi agito. Loro si muovono dentro e fuori. Mi eccito, struscio il cazzo sulla pancia di quello sotto. Mi baciano, mi mordono le labbra. Io spingo dietro e avanti. Li sento impazzire. Mi sbattono forti. Schizzo. Loro colpi forti e mi scaricano il seme nel culo.
Mi faccio una doccia. Loro in cucina nudi a bere e fumare. Passiamo tre ore. Poi mi siedo su uno dei due, struscio il culo sul cazzone e scivolo. Succhio il cazzo dell’altro. Mi alza il fianco, mi apre le gambe e mi sputa nel solco. Mi scopa. Mi sculaccia. Poi cambio. Mi scopa l’amico. Poi insieme. Mi scaricano in bocca il seme caldo a turno. Ingoio tutto.
Durante la settimana, giovedì sera lo chiamo: «Ciao, ho voglia…». «Ok, aspettami. Porto due nuovi amici. Prepara da bere…». Tre quarti d’ora dopo eccoli. I suoi amici magri. Preparo dei tramezzini. Beviamo e fumiamo. Beviamo roba forte. La testa mi gira. Ho un calore. Li guardo. Prendo uno per mano e lo porto in camera. Lo spoglio. Anche lui super dotato. Provo a succhiarlo. Poi mi appoggia alla sponda piegato e mi sfonda tutto dentro. Poi lui sotto, io sopra. Cavalco. Lui mi alza da sotto. Io schizzo sulla sua pancia. Mi spinge a leccarla tutta. Mi bacia. Poi gambe aperte. Mi riempie il culo. Mi dice: «Aspetta». Esce. Il suo amico entra. Mi dà il cazzo da succhiare. Mi infila le dita nel culo piena di sperma. Me le fa leccare. Poi mi 90 lui dietro e mi sbatte forte. Urlo. Mi sculaccia. Mi afferra per i capelli. Mi riempie. Poi mi trascina in sala davanti agli altri. Io sul tappeto. Uno sotto, io sopra. A turno mi sbattono due e tre cazzi insieme. Mi riempiono il culo e la bocca. Per due volte a testa.
Così ogni settimana mi chiamano e portano amici. Io li soddisfo: prima uno alla volta, poi insieme…