Avventura notturna tutto nudo al parco.
Avventura notturna al parco tutto nudo, con incontro inaspettato di due sconosciuti
Buongiorno. Ho ventisette anni, studio all’università a Milano ma vengo dalla provincia. Per mantenermi vendo prodotti di bellezza di una nota casa cosmetica. Lavoriamo nei centri commerciali, raccogliamo nominativi e, se le signore sono interessate, fissiamo visite a domicilio con presentazione e prova delle creme. Di solito si organizza un piccolo evento con più clienti. Io faccio esattamente quel servizio e guadagno a provvigione.
In quel periodo, con il caldo e tanta gente in vacanza, il lavoro andava a rilento. Quando mi avvisarono che una cliente voleva provare i prodotti, chiamai subito.
«Pronto, buongiorno, sono Alessia, la venditrice.»
«Piacere, cara, sono Karola. Vorrei provarle le tue creme. Siamo in due, io e una collega. Ti va bene domani mattina verso le undici? Prima non ci alziamo.»
«Va benissimo.» Mi diede l’indirizzo e ci salutammo.
Feci due conti: se riuscivo a vendere due set Gold, con la provvigione potevo permettermi qualche giorno al mare con le amiche. Ero carica e determinata.
Arrivai con dieci minuti di anticipo. Suonai al citofono.
«Ciao, sono arrivata.»
Karola rispose: «Sei in anticipo. Sali pure, terzo piano. Mi metto qualcosa addosso… ah ah ah.»
In ascensore mi guardai allo specchio. Avevo uno strano presentimento. Slacciai un bottone della camicetta della divisa, mettendo in risalto il seno. Mi era già capitato di fare vendite con signore interessate a qualcosa di più delle creme. Sapevo di essere un bel bocconcino, quindi mi preparai in modalità seduzione. Dovevo assolutamente chiudere la vendita.
Al piano la porta era socchiusa. Bussai. «Permesso.»
«Vieni pure.»
Mi trovai davanti una donna che sembrava uscita da una scultura. Alta più di me, indossava un completino da yoga, fisico scolpito, mozzafiato. Dopo i convenevoli ci sedemmo. Mi raccontò di essere una ballerina notturna; la collega era ancora a letto.
Mentre parlava il mio sguardo scivolava sui suoi seni. Erano perfetti e, sotto la canotta da yoga, apparivano enormi. Se ne accorse e, ridendo, mi spiegò di aver fatto da poco un intervento al seno. Le erano rimaste piccole cicatrici e cercava una crema che aiutasse la cicatrizzazione. Detto questo si alzò la canotta. I seni uscirono con un sobbalzo, quasi fossero stati trattenuti. Mi mostrò le cicatrici e, così facendo, sollevò i seni mettendo in risalto i capezzoli.
Un po’ scossa, presi dal campionario la crema più adatta e le illustrai tutti i vantaggi. Poi, senza chiedere permesso, mi spalmai un po’ di prodotto sulle mani e le presi le tette per dimostrare l’applicazione. Maneggiavo quelle mammelle incredibili. Dovevo vendere il set Gold.
Iniziai un massaggio circolare. Karola rimase un attimo sorpresa, ma con una risatina mi lasciò fare. Vedevo che le piaceva, così continuai. Dopo un po’ si morse il labbro e mormorò:
«Alessia, sei molto brava… Hai qualcosa anche per i glutei? Non vorrei avere delle smagliature.»
Anch’io ero un po’ eccitata. Le dissi di avere un unguento miracoloso, totalmente naturale. Nel frattempo mi tolsi la giacchetta. Sotto avevo solo la camicetta bianca, senza reggiseno. Mi girai per prendere il prodotto, continuando a spiegare vantaggi e altre argomentazioni di vendita. Quando mi rialzai, Karola si era già voltata e aveva abbassato i collant. Mi trovai davanti il suo sedere.
«Non ci sono smagliature, però non si sa mai… Prova a spalmare.»
Con entrambe le mani iniziai a stendere l’unguento sulle sue chiappe sode. La sentii sobbalzare al contatto.
«Scusami, ho le mani fredde?»
«Non è per quello… È che sei bravissima.»
«Quanto costa il set di prodotti? Sono molto interessata.» Mentre lo diceva si piegò un poco in avanti. Da brava venditrice le spiegai tutto, compreso il prezzo del servizio Gold.
«Allora Alessia, prendo il Gold. Va benissimo.»
Si girò di scatto. In un attimo mi balzò davanti agli occhi un pene già duro. Rimasi sbigottita. Ripensando al fisico statuario, ai seni generosi e ai glutei, mi resi conto del mio errore di valutazione.
Karola mi guardò dall’alto: «Non mi dire che non te n’eri accorta… Allora, lo vuoi vendere il set Gold?»
Dovevo vendere. Fra l’imbarazzo e l’eccitazione di quel momento surreale allungai la mano, presi quel cazzo già turgido e cominciai a muoverlo su e giù. Divenne enorme.
«Dai, Alessia, lo sai cosa voglio…»
Mi avvicinai alla cappella, ma non ero ancora del tutto convinta. Mi sembrava troppo per un semplice Gold. Con un movimento del bacino e prendendomi la nuca con la mano, Karola mi sbatte il cazzo in faccia e me lo infilò in bocca.
Mi ritrovai con quel membro tra le labbra. A quel punto mi lasciai andare e mi misi al lavoro. Ero tutta bagnata anch’io. Gli strinsi la base del cazzo e le palle con una mano e gli feci un pompino intenso, quasi assorbita.
Sentii un rumore di porta che si apriva. Mi fermai allarmata, ancora con il cazzo di Karola in mano. Comparve sulla soglia un’altra trans, bionda stavolta.
Karola: «Buongiorno Sabry… Guarda chi è passata a trovarci. Alessia, la venditrice di creme… Quella di cui ti parlavo. Guarda che brava. E tu, Alessia, continua pure.» Mi prese dalla coda e mi risbatte il cazzo in bocca.
Con la coda dell’occhio vedevo Sabrina che rideva.
«Che porca che sei, Karola… E cosa ti ha venduto?»
«Un set di prodotti Gold.»
«Ne vorrei uno pure io.»
Detto questo Sabrina si spogliò completamente, mettendo in mostra anche il suo cazzo notevole.
Karola: «Allora Alessia, che dici? Vuoi fare la vendita doppia Gold?»
Mi staccai dal cazzone di Karola, un po’ per respirare e un po’ per valutare meglio la situazione. Mi alzai in piedi. Ero in mezzo a Karola e Sabrina, praticamente nude, con quelle tettone al vento e quei cazzi ciondolanti.
«Ok, facciamo questa vendita.»
Nel frattempo mi spogliai anch’io.