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Tutto iniziò una domenica mattina. Ero in bicicletta in campagna quando presi un sentiero secondario e mi infilai in un boschetto. Notai un’auto seminascosta tra i cespugli. Curioso, salii sulla scarpata senza farmi vedere e trovai un punto perfetto dietro un fitto cespuglio.
Attraverso le foglie osservai l’intera scena. Una coppia nuda si stava dando piacere con passione. Lei succhiava con avidità il cazzo grosso e duro del ragazzo giovane, mentre lui la teneva per i capelli e la spingeva più a fondo. La ragazza si dimenava, quasi soffocando, ma non si tirava indietro. Lui aveva infilato le dita nella sua fica e la masturbava con forza, facendola agitare selvaggiamente.
All’improvviso lei urlò di piacere e schizzò un getto caldo sulla mano di lui. L’uomo gliela fece leccare con gusto. Poi la mise sopra di sé: lei danzava sul suo cazzo, mentre lui la sollevava e la abbassava con ritmo crescente. Ero così eccitato che mi abbassai i pantaloni e iniziai a segarmi piano, in ginocchio.
Notai che lui ogni tanto guardava nella mia direzione, come se sapesse di essere osservato. Questo lo eccitava ancora di più. Vidi un buco tra le foglie e ci infilai il mio cazzo di ventidue centimetri, con la cappella grossa e larga. Lui lo notò subito, si passò la lingua sulle labbra e girò la ragazza a novanta gradi, continuando a scoparla mentre guardava me.
L’Unione con la Coppia
Mi fece segno di scendere. Mi avvicinai piano allo sportello dell’auto. Appoggiai il cazzo contro il finestrino. Lui prese la testa della ragazza e la spinse verso di me. Lei mi vide, sorrise e iniziò a leccarlo e succhiarlo con entusiasmo.
Aprii lo sportello. Mi sedetti mentre lei era in ginocchio davanti a me. Il ragazzo la prendeva da dietro. La baciai con voglia, le sputai in gola e lei gemette. «Dai, falla salire, scopiamola insieme,» disse lui.
Mi sdraiai. Lei salì sopra di me, prendendomi nella fica, mentre lui la penetrava nel culo. La sbattemmo con forza, in perfetta sincronia. Venni dentro di lei e lui schizzò poco dopo. Pulimmo i cazzi con la sua lingua.
«Come ti chiami?» mi chiese. «Francesco.» «Io sono Desirée e lui Manuel. La prima volta che succede qui di solito troviamo due uomini che si uniscono. Se ti piace, torniamo domenica prossima allo stesso posto. Acqua in bocca. Ti faremo conoscere altre coppie. Hai un bel cazzo.»
Il Secondo Incontro
Due mattine dopo tornai in bicicletta. Non vidi auto, così salii sulla scarpata. Sentii un motore e mi abbassai. Un’altra macchina si nascose tra gli alberi. Aprii leggermente il finestrino per guardare.
Due giovani: lei magra con capelli lunghi biondi, lui palestrato con muscoli pronunciati. Si baciavano con passione. Lui le accarezzava i seni, le sbottonò il reggiseno e la baciò con sempre più desiderio. Lei ansava mentre lui le spingeva la mano sul cazzo gonfio.
La ragazza faceva la ritrosa, ma lui era determinato. Le alzò la maglia, le tolse il reggiseno e le leccò i capezzoli mordendoli piano. Lei gemeva. Lui si spogliò completamente e le sfilò i pantaloni, infilando la mano nella sua fica bagnata. La spinse verso il suo cazzo lungo e grosso.
Lei leccava l’asta ma faceva resistenza. Lui le afferrò i capelli: «Dai bimba, apri la bocca. Mi vuoi bene? Fallo!» Lei iniziò a succhiare ma aveva conati. Lui si mise in posizione 69, le aprì le cosce, leccò la fica e infilò le dita giocando con il clitoride.
Lei si agitava e tremava. «Haaaa nooo fermati così vengo!» Schizzò violentemente. Lui la fece salire sopra, bagnò la cappella con i suoi umori e la penetrò lentamente. La sollevava e la abbassava con forza, sculacciandola e strizzandole i seni. La chiamava troia, lei rispondeva tra gemiti e confessioni di gelosia.
La girò a novanta gradi e la sbatté con violenza, afferrandole i seni e baciandola di lato.
L’Incontro con Stefano
Ero sdraiato su un cartone, con il cazzo duro, quando sentii un rumore. Un uomo mi guardò. Gli feci segno di stare zitto. Si avvicinò: «Ciao, sono Stefano. Da quanto guardi?»
Gli raccontai della coppia precedente. Guardammo insieme la scena mentre la ragazza veniva scopata con forza. Quando il ragazzo schizzò sulla sua pancia, venni anch’io nella mano. Stefano mi passò un fazzoletto.
Mi parlò delle altre coppie che frequentavano il posto, di mariti che guardavano mentre altri scopavano le mogli, di giochi di ruolo estremi. Mi diede un appuntamento per sabato sera.
La Serata con Solange
Sabato mattina ricevetti il messaggio di conferma. Alle 21 arrivai in piazza con liquore e pasticcini. Conoscevo altri due ragazzi e andammo insieme a una villetta.
Entrammo. Musica dolce, aperitivo. Poi il padrone di casa chiamò: «Solange!» Entrò la moglie con una divisa da cameriera sexy, solo tanga e calze a rete. Serviva e sparecchiava.
Si avvicinò a me e fece cadere la forchetta sulle mie gambe. Il marito intervenne: «Svergognata! Pulisci subito.» Lei abbassò la testa e mi strofinò la mano sul cazzo attraverso i pantaloni.
Le tirai giù la zip e lei prese il mio cazzo in mano, maneggiandolo con abilità. Passai la mano sotto il tanga: era fradicia. Andammo sul divano.
Il marito disse: «È ora dell’iniziazione del nuovo compagno.» Le fece bere un bicchiere intero. «Spoglia il nostro nuovo amico.»
La spogliai e la abbracciai stretta, baciandola con passione. Le mordevo i capezzoli, le davo sculacciate e schiaffi sui seni e sulla fica. Lei si dimenava di piacere. La spinsi in ginocchio e le infilai il cazzo in gola, tirandole i capelli.
Gli altri si spogliarono. La stendemmo a gambe aperte, le mordevo la fica e le strizzavo il clitoride fino a farla schizzare. Poi la presi a novanta gradi con colpi profondi. Venni in bocca mentre gli altri si univano.
Le infilammo due cazzi nella fica insieme. Lei si dimenava e schizzava. Il marito leccava la fica piena di sperma. Per tre volte continuammo a godere tutti insieme, in un turbine di corpi e piacere.