Parte 1
Un giorno ordinai su Amazon un enorme dildo nero, modellato sull’impronta del famoso cazzone di CutlerX. Lo feci consegnare in una busta anonima dentro un locker. Appena tornato a casa, con l’appartamento tutto per me, andai in bagno per una pulizia profonda, preparandomi al meglio. Usai olio di semi per lubrificare generosamente quel mostro di plastica e decisi che lo avrei preso con forza, senza fermarmi davanti al dolore.
Mi spogliai completamente nudo, attaccai il dildo con la ventosa al pavimento e mi ci posizionai sopra, come se stessi per cavalcare un vero uomo nero muscoloso. Mi lasciai cadere di peso, facendomi entrare quasi venticinque centimetri di colpo. Il dolore fu lancinante: gridai mentre sentivo il culo aprirsi brutalmente. Il mio sfintere sembrava distrutto. Uscii subito, feci un bidet e, mentre mi lavavo, mi resi conto di quanto fosse già dilatato. Quella sensazione mi eccitò da morire.
Rimisi olio dentro, pulii il dildo e, questa volta senza aggiungere altro lubrificante, mi ci sedetti di nuovo sopra. Il dolore era quasi scomparso. Il mio cazzo divenne durissimo all’istante e cominciò a colare un liquido copioso, simile a sperma. Cavalcai quel cazzone immaginando di essere scopato da un mandingo della valle del Niger, mentre mi segavo con foga. Raggiunsi tre orgasmi intensi, fino a sentirmi completamente svuotato. Solo allora estrassi il dildo dal culo. Tentato di restare lì per terra a riprendermi, mi alzai, pulii alla meglio il giocattolo, lo nascosi e feci una doccia calda. Mi addormentai felice poco prima che tornasse mia moglie.
Parte 2
Passarono quasi due mesi da quella prima esperienza. Mia moglie stava per rientrare dal lavoro e io ero a casa di riposo. Decisi di concedermi una sveltina veloce con il cazzone di Cutler. Lo lavai accuratamente, lo unsi bene e lo attaccai al muro, pronto a prendermelo da dietro davanti allo specchio.
Cominciai a muovermi avanti e indietro, il cazzo duro come pietra, mentre il mio buco veniva riaperto senza pietà. Mi sentivo come una troia in calore, piegato a pecora, che spingeva indietro per prenderlo tutto. Arrivai al primo orgasmo continuando a impalarmi, sborrando sul pavimento senza controllo, perdendo la cognizione del tempo e dello spazio.
Mia moglie mi trovò esattamente così: a novanta gradi, con venticinque centimetri di dildo nero da diciassette di circonferenza piantati nel culo, ansimante e con il cazzo che colava sperma. Scioccata, scappò via. Io mi fermai, feci una doccia e, realizzato ciò che era successo, scoppiai a piangere. Mi addormentai nudo sul letto, distrutto.
Parte 3
Qualche ora dopo mi svegliai nudo sul letto. Mia moglie era tornata e aveva portato con sé tre uomini. Si stava facendo scopare da loro, ma appena aprii gli occhi i tre vennero verso di me. Lei mi disse con freddezza che ora avrebbero scopato me.
Uno di loro, dotato di un cazzo enorme, me lo infilò quasi a secco nel culo, usando solo un po’ di saliva di mia moglie. Gli altri due, più normali, si segavano in attesa del loro turno. Poi uno mi mise il cazzo in bocca – e non era affatto piccolo – mentre l’altro si posizionò sotto di me per provare a entrare insieme al primo. Con fatica e molto dolore da parte mia, riuscirono nella doppia penetrazione. Pochi minuti dopo mi abbandonai a un altro orgasmo violento.
I tre uomini vennero uno dopo l’altro, coprendomi di sperma dalla testa ai piedi. Finita la sessione, completamente umiliato davanti a mia moglie, corsi in doccia per lavarmi via tutto quel sudiciume. Quando uscii e mi rivestii, trovai le mie valigie pronte. «Ora, caro il mio frocio, te ne vai di casa» disse lei.
Una volta fuori, il telefono era già pieno di messaggi da amici e conoscenti dei tre che mi avevano usato. Sorrisi con amarezza. Ero diventato una troia.