Francesco non aveva figure maschili di riferimento nella sua vita, così per lui fu naturale, quasi inevitabile, scegliere me come fratello maggiore, mentore e guida. Io, dal canto mio, non ero particolarmente entusiasta di quell’attaccamento: essendo figlio unico, non avevo alcuna esperienza di fratellanza. Ma facciamo un passo indietro.
L’Incontro Fortuito
Francesco frequentava il mio stesso collegio. Lui aveva dodici anni, io sedici. Ci eravamo conosciuti per caso nella sala d’attesa, grazie all’incontro tra mia Nonna e sua madre. Sua madre era una donna bruna di straordinaria bellezza, una di quelle che vorresti possedere all’istante, lì dove si trova. Fu proprio il suo fascino irresistibile a convincermi ad accettare quel rapporto con Francesco. In cuor mio speravo che, prima o poi, sarei riuscito a entrare nel suo letto, rimasto vuoto dopo che il marito l’aveva abbandonata per un’altra donna.
Francesco si era attaccato a me come edera a un muro. Quell’attaccamento così intenso creò un’atmosfera densa, quasi morbosa, carica di quell’erotismo palpabile che si respira quando due persone condividono una forte attrazione reciproca.
Il Fine Settimana Insieme
Qualche settimana dopo, durante un ponte festivo, Giovannino – l’autista di casa del nonno Aldo – venne a prendermi con una lettera per il Rettore. La signora Maria, madre di Francesco, chiedeva che anche suo figlio potesse venire via con me. La richiesta fu accolta.
Quella notte Francesco dormì nella mia stanza. In realtà io dividevo il letto con Nonna, ma per l’occasione tornai nella mia camera. Al momento di spogliarsi per andare a letto, Francesco notò le dimensioni notevoli del mio pene. La curiosità ebbe subito il sopravvento: volle guardarlo, confrontarlo, soppesarlo, palpeggiarlo, annusarlo, leccarlo e masturbarlo. Io lo lasciai fare, godendo immensamente di quelle attenzioni. Erano settimane che non facevo sesso e mi mancavano le labbra e il culo del mio Andrea, il mio giovane amante, così come mi mancavano le performance appassionate di Monna Laura, mia Nonna.
La Scoperta del Piacere
Francesco iniziò un pompino delicato ma pieno di buona volontà, nonostante la sua inesperienza. Aspirava, leccava, mordicchiava con dolcezza e accarezzava il mio cazzo come fosse un tessuto prezioso. Quella dedizione mi portò rapidamente all’orgasmo. Non feci in tempo ad avvertirlo: un copioso getto di sperma lo investì. Lui ingoiò gran parte del seme, ma una parte lo fece tossire.
Nonna Laura, sentendo il colpo di tosse, si affacciò sulla porta. Ci vide nudi – io seduto sul letto e Francesco in ginocchio ai miei piedi – e capì immediatamente. Mi rivolse un dolcissimo sorriso complice e richiuse piano la porta. Anche Francesco se ne accorse. Quando si riprese dalla tosse, mi chiese stupito se mia Nonna non mi sgridasse. Gli risposi che un giorno gli avrei raccontato tutto di me, ma per il momento potevamo riprendere da dove avevamo interrotto.
La Prima Penetrazione
Presi dal comodino un barattolo di crema profumata, ne raccolsi un po’ sulle dita e cominciai a ungere il suo delizioso ano. Procedetti con un lento lavoro di dilatazione, penetrandolo prima con un dito e poi con due. Dovevo ammorbidire il suo sfintere per accogliere un cazzo delle mie dimensioni senza causargli dolore. Ci volle una pazienza infinita, ma alla fine riuscii nel mio intento.
Il mio membro scivolò dentro quel meraviglioso buchetto regalando piacere a entrambi. Eravamo felici del risultato: nessuna traccia di trauma, sangue o sofferenza, solo puro godimento. Francesco volle osservare l’introduzione e il movimento del cazzo che entrava e usciva dal suo culo. Si posizionò sul letto come una partoriente, in modo che lo specchio dell’armadio gli mostrasse ogni dettaglio. Era bellissimo nel suo abbandono: teneva gli occhi chiusi per concentrarsi totalmente sulle sensazioni, come se temesse di perdere anche una minima parte di quel piacere. Io ascoltavo il suono ritmico del cazzo che scivolava dentro di lui – quel caratteristico sciaff-sciaff – che nella quiete della stanza suonava come un inno al sesso.
Tutta la Notte
Facemmo l’amore per tutta la notte. Quando i primi raggi del sole illuminarono i monti, stavamo ancora fottendo con passione. Lui sussurrava parole cariche di desiderio: «Possiedimi… ti voglio sempre dentro di me… mi piace… ti amo…». Era quasi ora di colazione quando Nonna Laura fece nuovamente capolino dalla porta. Questa volta entrò con decisione e, con un sorriso affettuoso, ci disse che era ora di smettere. Ci baciò entrambi sulle labbra e, mentre usciva, aggiunse: «Vi aspetto di sotto tra non più di venti minuti».
LA PRIMA DELLE TANTE VOLTE CHE LO PRESI NEL CULO FU CON UN MIO CUGINO LUI PIU GRANDE E VIVEVA DA SOLO IO ANDAVO AD AIUTARLO PER DEI LAVORI , TUTTO COMINCIO QUANDO ENTRANDO IN BAGNO PER FARMI UNA DOCCIA LO SORPESI A MASTURBARSI E LEGGENDO RIVISTE PORNO DI TRAVESTITI GAY E MI DICE GUARDA COME LO VORREI TUTTO DENTRO IL MIO CULO. IO RISPOSI ANCHE A ME PIACEREBE PRENDERLO NEL CULO IL TUO GROSSO CAZZO E VESTIRMI COSI PERCHE E QUELLO CHE MI SENTO E FARMI INCULARE DA TE ORA PER TE SARO LA TUA SILVIA , IO MI SPOGLIAI GLI PRESI IL CAZZO IN MANO LUI IL MIO E CI SEGHIAMO POI INCHINANDOMI LO PRENDO IL SUO CAZZO IN BOCCA E GLI FACCIO UN BEL POMPINO MI SCESE FINO IN GOLA DOPO UN PO MI FERMO E GLI DICO ANDIAMO IN CAMERA SE VUOI FACCIAMO UN 69 COME LORO E QUELLO CHE DESIDERO E SE VUOI CI SBORRIAMO IN BOCCA MA IO VOGLIO FARMI INCULARE DA TE E SARAI IL PRIMO ,ANCHIO RISPOSE POI CI INCULIAMO A VICENDA E DA MOLTO CHE TI VOGLIO MI PIACE IL TUO BEL CULO PRIMA CI SIAMO SPOMPINATI LUI MI INFILAVA PRIMA UN DITO IN CULO POI DUE IO RICAMBIAVO DOPO UN BEL PO IO MI FERMO DICENDOGLI ORA TU SDRAIATI IO MI SIEDO SOPRA IL TUO CAZZO MISI DEL GEL NEL MIO CULO E SEDENDOMI SOPRA SENTIVO COME IL SUO GROSSO CAZZO ENTRARMI DENTRO IL CULO MI FERMAI E DISSI SENTI COME SONO STRETA MI PIACE COME LO SENTO ENTRARE ERA QUELLO CHE VOLEVO ESSERE INCLATA DA TE ORA SONO TUTA TUA INCULAMI MI LASCIAI ANDARE IL SUO GROSSO CAZZO MI ENTRO TUTTO DENTRO IL CULO FINO IN FONDO PRIMA SENTI DOLORE POI MUOVENDOMI SU E GIU CON LUI SENTIVO PIACERE DA COME MI SFONDAVA IL CULO E LUI MI SEGAVA IO CODEVO COME UNA TROIA E LUI MI FA SILVIA TI PIACE IL MIO CAZZO PRIMA ERI STRETA ORA TI ENTRA TUTTO DENTRO SI RISPOSI ERA QUELLO CHE VOLEVO FARMI ROMPERE IL CULO DA TE MI PIACE COME MI STAI INCULANDO ORA SARO LA TUA TROIA ROTA IN CULO E SE VUOI PUOI VENIRMI DENTRO ORMAI MI HAI APERTO IL CULO COL TUO BEL CAZZO POI LO SENTIPIU CHE SBORRARMI MI RIEMPI L'INTESTINO DI SPERMA DA COME ERA CARICO IO COME CONTINUAVO A MUOVERMI SENTIVO LO STIMOLO DELL'ORGASMO PROSTATICO DA COME GODEVO MI SENTIVO UNA TROIA COL SUO GROSSO CAZZO TUTTO DENTRO IL MIO CULO FINO IN FONDO ORMAI SFONDATO POI SBORRAI SENZA SEGARMI SOPRA DI LUI E CON UNA MANO PRENDE IL MIO SPERMA E LO METTE NELLA SUA BOCCA POI MI STRINGE E ABBRACCIANDOMI CI BACIAMO SCAMBIANDOI LA MIA SBORRATA SENTO LA SUA LINGUA IO RICAMBIO . IO RIMASI SOPRA DI LUI BACIANDOMI MI DICE SILVIA ORA SEI SOLO MIA E CI SARANO ALTRE VOLTE MI PIACE COME MI FAI GODERE COL TUO CULO SI RISPOSI ANCHE A ME PIACE COME LO SENTO TUTTO DENTRO COME PIU CHE INCULANDO MI STAVI SODOMIZZANDO COL TUO GOSSO CAZZO ORA MI ENTRERA FACILMENTE DA COME MI HAI APERTO IL CULO ERA DA MOLTO CHE TI DESIDERAVO ORA SARO LA TUA TROIA PERCHE E QUELLO CHE MI SENTO E LO SARO FINO A QUANDO MI VORRAI . TRA DI NOI CI SONO STATE TANTE ALTRE VOLTE , POI IO LAVORAVO PER LUI MOLTE VOLTE MI INCULAVA ANCHE SUL LAVORO QUANDO ERAVAMO SOLI E NELLA NOSTRA INTIMITA IO ERA LA SUA SILVIA E LUI MI COMPRAVA L'INTIMO DA DONNA PERCHE GLI PIACEVO VESTITA COSI IO ERO LA SUA LEI ORMAI ERA QUELLO CHE IO MI SENTIVO PER LUI , POI A LETTO PRIMA UN 69 CON DEI DILDO INFILATI DENTRO I NOSTRI CULI FINO IN FONDO INCULANDOCI A VICENDA E SPOMPINANDOCI POI CI SBORRAVAMO IN BOCCA E BACIANDOCI CI SCAMBIAVAMO LO SPERMA , ..