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La nonna mi fa fottere senza ritegno la sua amica

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13 ore fa
Immagine La nonna mi fa fottere senza ritegno la sua amica

Nonna Laura, conosciuta da tutti come Monna Laura – un antico appellativo toscano riservato alle nobildonne –, era una donna minuta e affascinante, un autentico capolavoro di grazia femminile. Fin dal mio primo vagito avevo condiviso con lei ogni istante della vita, e i nostri giochi d’amore erano nati come naturale evoluzione di antichi, innocenti trastulli dal sapore parasessuale. Fare l’amore con lei rappresentava la cosa più spontanea del mondo: da lei avevo appreso tutto ciò che sapevo sul sesso, e lei da me. Non ci eravamo mai posti alcun limite. Lei accettava con naturalezza che io cercassi piacere anche con altri ragazzi, avendo compreso dalla mia esuberanza che non mi sarei fermato di fronte a un bel fondoschiena o a una bocca invitante, anche maschile. Anzi, mi incoraggiava apertamente, e insieme scommettevamo come complici su chi avrebbe ceduto per primo al richiamo della carne. Eravamo due anime depravate unite da un’intesa profonda.

Il Ricordo Più Lontano

Tra i ricordi più vividi legati ai nostri incontri intimi, uno spicca con particolare intensità: una calda giornata d’autunno. Lei era affacciata alla finestra della nostra camera da letto, mentre io, nascosto sotto le sue ampie gonne, esploravo con avidità le sue nudità. Leccavo e profanavo con le dita i suoi meravigliosi orifizi, perdendomi nel suo calore e nel suo sapore unico.

Il Pomeriggio con Francesco

Tornando al giorno del racconto, mi ero appena sollazzato con il piccolo Francesco – che piccola troia era! – quando Nonna Laura si denudò completamente. Si piegò sul letto offrendosi a me e mi chiese di prenderla nel sedere. Il mio membro era ancora umido della precedente eiaculazione, ma raccolsi altro seme dal piccolo ano di Francesco, lo spalmai sul glande e sulle sue natiche, e procedetti con l’introduzione.

Entrai senza alcuna difficoltà: il culo di Nonna Laura era perfettamente allenato a quel tipo di trattamento. Iniziai un movimento lento e alternato, tutto dentro e tutto fuori, concentrandomi sulla massima sensibilità dello sfintere. Francesco, intanto, si masturbava il suo piccolo cazzetto, poi si infilò sotto di noi e cominciò a leccare alternativamente la figa di Nonna e il mio cazzo, comprese le palle. Non era ancora esperto, così dovetti guidarlo: gli indicai la clitoride della Nonna, di cui ignorava persino il nome. Imparò in fretta. Le contrazioni anali di lei, provocate dalle sue leccate e dal mio cazzo che scivolava dentro e fuori, mi portarono rapidamente a un nuovo orgasmo.

Eiaculai copiosamente dentro il suo meraviglioso fondoschiena, poi mi accasciai su di lei, sfinito dalle due scopate già consumate quella mattina. Quando il mio membro uscì dall’orifizio, Francesco, ancora sotto, ne approfittò per succhiare avidamente le ultime gocce di sperma sia dal mio cazzo che dal culo di Nonna. L’inizio di quella giornata era stato semplicemente meraviglioso.

L’Arrivo della Signora Emma

Giovannino tornò a casa portando con sé la signora Emma, la mamma di Francesco. Noi ci eravamo già ricomposti, anche se conservavamo un’aria piacevolmente sfatta. Emma era bellissima: il mio desiderio di possederla cresceva in modo incontenibile. Chiesi a Francesco se fosse al corrente di qualche relazione della madre. Lui rispose che nessuno la frequentava, ma nei fine settimana, quando era a casa, la sentiva gemere di notte nel suo letto. Solo ora aveva compreso il significato di quei suoni.

Lo convinsi a reggermi il gioco proponendo una partita a nascondino. Io mi sarei nascosto sotto il tavolo e lui non avrebbe dovuto trovarmi subito. Francesco accettò entusiasta, vedendo in quel gioco un modo per rafforzare il nostro legame. Nonna Laura aveva capito al volo le mie intenzioni e mi assecondava. Mi infilai sotto il tavolo, e quasi per caso mi ritrovai tra le gambe della signora Emma. Lei trasalì, ma si ricompose immediatamente.

La Seduzione sotto il Tavolo

Quando sfiorai le sue cosce, le sentii dischiudersi. Iniziai ad accarezzarle con dolcezza. Nonna Laura mi raccontò in seguito che Emma era arrossita con violente vampate di calore. Lei portò una mano sotto il tavolo per fermarmi, ma io le leccai le dita e il palmo con sensualità. Allora spalancò le gambe. Scostai le sue mutande di seta fresca e cominciai a toccarle la clitoride con movimenti lenti e studiati.

Francesco si tuffò sotto il tavolo. La signora Emma non se ne accorse – teneva gli occhi chiusi, come mi riferì poi la Nonna. Il ragazzino mi sbottonò i pantaloni e iniziò a farmi un pompino. Io, dal canto mio, leccavo quella vagina sublime dalle labbra carnose e sporgenti – al confronto, quella di Nonna sembrava quella di una bambina. Nonna Laura si alzò, si avvicinò e cominciò a baciarla sulla bocca mentre le titillava i capezzoli. Emma godeva intensamente, gemeva e produceva fiumi di umori vaginali che io leccavo con golosità.

Sul Grande Letto a Baldacchino

Come seguendo un’intesa silenziosa, ci spostammo sul grande letto a baldacchino di Nonna. Ci spogliammo a vicenda fino a restare completamente nudi. Aprii le cosce della signora Emma e la penetrai con un’unica spinta decisa. Il suo gridolino di piacere risuonò quasi come un urlo. Nonna Laura le chiuse la bocca con un bacio profondo, e le due donne si persero in un memorabile scambio di lingue.

Francesco, che si era sentito momentaneamente escluso, cominciò a leccare la vagina e il culo di Nonna. Io estrassi il cazzo dal caldo nido di Emma per cercare un altro rifugio. Un abbondante rivolo di umori vaginali colava lungo il suo ano, facilitando i miei piani. Le alzai le gambe; lei, comprendendo le mie intenzioni, si allargò oscenamente il piccolo forellino con le mani. Dopo diversi tentativi riuscii a penetrarla. Il suo culo era fantastico, dotato di un’elasticità straordinaria. Con lenti movimenti del bacino e delle natiche riusciva a far venire anche un morto. Venni per la terza volta quella mattina, inondando il suo sfintere di sperma mentre lei godeva come poche donne avevo visto nella mia vita.

Dopo il Piacere

Rimanemmo distesi sul letto per un tempo indefinito, tutti appagati. Francesco era quello che aveva goduto di meno, così cominciò a leccarmi il cazzo per ripulirlo dagli umori di sua madre e dal mio sperma. Quel gesto risvegliò la signora Emma, che guardò il figlioletto come fosse un estraneo. Senza shock, senza scandalo, allungò una mano e gli accarezzò i capelli con tenerezza. A quella vista, Nonna Laura stampò sulle labbra di Emma un bacio sonoro che ci fece svegliare tutti. Scoppiammo in una risata liberatoria e gioiosa.

Restammo ancora un po’ nudi, commentando con piacere i fatti appena accaduti, scambiandoci carezze e toccatine con la ferma intenzione di ripetere presto quell’esperienza. Nonna Laura colse l’occasione e invitò la signora Emma a trascorrere una vacanza da noi. Poi, rivolgendosi a me, aggiunse con un sorriso complice: «Stanotte io dormirò nel letto con lei», indicando Emma, «tu vai di là con Francesco».

Seguirono...