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Una sera mia moglie mi trova così...

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1 giorno fa
Immagine Una sera mia moglie mi trova così...

La trasformazione

Sabato scorso ero finalmente solo in casa. Mia moglie era uscita per andare dai genitori e sarebbe rimasta fuori tutto il pomeriggio. Le ragazze erano al centro commerciale. Mi chiusi in bagno e iniziai a prepararmi con cura.

Indossai un perizoma nero, calze velate, una gonna corta, reggiseno nero e una camicetta bianca semi-trasparente. Infilai il mio vibratore nel culo e, sentendomi come una perfetta donna, cominciai a sbrigare le faccende domestiche ascoltando musica con le cuffiette. Attivai il vibra che mi scuoteva piacevolmente, facendo crescere il mio cazzetto ormai inutile tra le gambe.

Lo shock del rientro

Stavo svolgendo i lavori tranquillo quando un urlo improvviso mi fece sobbalzare. Mia moglie era rientrata prima del previsto e mi aveva visto così, completamente trasformato. Gridava come una furia. Tentai di spiegare ma non voleva ascoltarmi. Mi mollò un ceffone così forte da farmi barcollare.

La implorai di calmarsi e di ascoltarmi, ma lei continuava a inveire. Mi dava della puttana, della cagna, della pervertita. Nella colluttazione il vibratore continuava a lavorare senza sosta dentro di me. Non riuscii a controllarmi: venni all’improvviso, e il mio seme mi colò caldo lungo le gambe.

La rabbia e la scoperta

Quando mia moglie vide il vibratore che spuntava dal mio culo, impazzì del tutto. Mi insultò con ogni nome possibile: bagascia, puttana, cagna, pervertito. Si chiuse nella sua stanza urlando che potevo fare le valigie e andarmene immediatamente.

Io, piangendo, mi gettai ai suoi piedi pregandola di capirmi. Dopo qualche minuto di silenzio mi disse: «Allora ti ascolto». Provai a spiegarle che a volte mi sentivo donna, che avevo bisogno di trasformarmi per sentirmi completo. Lei mi guardò dall’alto in basso, ancora in intimo femminile, e commentò: «Però come troia non sei affatto male».

La resa e il desiderio

Mi abbassò le calze, riattivò il vibratore e il mio cazzetto tornò subito duro. «Finalmente c’è qualcosa di interessante in quelle mutande» sussurrò. Mi avvicinai e la baciai. Lei si lasciò spogliare. Facemmo l’amore con passione vera. Nella mano teneva il telecomando del vibratore e lo azionava a suo piacimento, aumentando o diminuendo l’intensità mentre mi prendeva.

Alla fine restammo abbracciati, sudati e soddisfatti. Scoperto, ma felice.

Il nuovo patto

Come vi ho già raccontato, sabato mia moglie mi aveva scoperto mentre giravo per casa vestito da donna con un vibratore nel culo. La domenica mattina mandò le ragazze dai nonni, così restammo soli. Mi guardò con decisione e disse: «Ascolta, non dirò niente alle ragazze, ma da ora in poi, quando sarà possibile, tu sarai la mia puttana. Altrimenti quella è la porta e te ne puoi andare».

Non avevo molta scelta e accettai il compromesso. Mi spiegò che, ogni volta che eravamo soli, io dovevo essere a sua completa disposizione, vestito da donna. Mi portò in camera da letto, mi spogliò completamente e mi fece indossare un perizoma nero, calze nere velate e un vestito da casa comodo con apertura a bottoni sul davanti.

La prima umiliazione

Si sedette sul divano con un libro in mano e mi ordinò: «Prendi la scala e inizia a spolverare i mobili alti». Prima di cominciare mi fece inserire il mio vibratore nel culo, ovviamente tenendo lei il telecomando. «Quando siamo soli il tuo nome sarà solo Cagna, perché non meriti altro» aggiunse con tono autoritario.

Salii sulla scala e iniziai a lavorare. All’improvviso sentii le vibrazioni intense partire dentro di me. Mia moglie sorrise e disse: «Brutta cagna, ti piace prenderlo nel culo, vero?». Risposi obbediente: «Sì, signora».

Mi ordinò di scendere e di mostrarle se il mio cazzetto inutile dava segni di vita. Infilò una mano sotto il vestito, lo afferrò e mormorò: «Sei proprio una puttana, senti come ti diventa duro». Aumentò la velocità del vibratore. Mi piegavo per le forti scosse di piacere. Lei si tolse la maglietta rimanendo a seno nudo e mi disse: «Oggi le guarderai soltanto. E mentre le guardi, dovrai menartelo».

L’orgasmo forzato

Obbedii. Spostai il perizoma, tirai fuori il mio cazzetto e iniziai a masturbarmi fissando i suoi seni sodi. Le vibrazioni continue e la visione del suo corpo mi portarono rapidamente al limite. Venni con forza, schizzando il mio seme sui miei stessi piedi.

Lei mi diede un bacio leggero sulla fronte e sussurrò: «Vai a cambiarti adesso. Sei proprio una puttana».