L’invito al cameriere
Fin dall’inizio della nostra relazione ho sempre condiviso con Raffaella le mie fantasie e le mie trasgressioni. Siamo insieme da cinque anni e nel nostro rapporto abbiamo sperimentato di tutto: dildi da ventiquattro centimetri, doppia penetrazione. Lei godeva tantissimo, soprattutto quando uscivamo a cena e beveva. In quelle occasioni si trasformava completamente.
Quella sera notammo un cameriere tosto, muscoloso. Lei mi sussurrò che le piaceva, che la eccitava da morire. Si infilò una mano sotto la gonna e cominciò a toccarsi proprio lì al tavolo, chiuse gli occhi e ansimò piano. La ripresi: «Ti stanno guardando tutti». «Lo voglio insieme a te» rispose «tutti e due. Porta il conto».
Mi alzai e fermai il cameriere. «Senti, posso parlarti un attimo?» Lui rispose che finiva di lavorare tra un’ora. Gli confessai che la mia ragazza, che viveva con me, lo trovava irresistibile e lo voleva a letto con noi due. Lei era un po’ ninfomane. «Ti aspettiamo. Non siamo lontani. Se decidi di venire, noi siamo in macchina nel parcheggio. Se invece non te la senti, conosci qualche ragazzo che potrebbe interessarci?» Uscimmo. Lei barcollava un po’ per l’alcol e continuava a guardarsi intorno eccitata. Salimmo in macchina e si appisolò.
Arrivo a casa e i primi giochi
Qualcuno bussò al vetro. Era lui. «Ciao, allora ok, accetto». «Non paghi niente, tranquillo. È solo per soddisfare lei. Ho la moto, seguimi». Arrivammo a casa. Parcheggiammo nei garage sotterranei. La svegliammo e la tirammo fuori dall’auto tenendola per le ascelle, uno da una parte e uno dall’altra. Lei gemeva e mugolava. Salimmo in casa e la portammo direttamente in camera da letto.
La stendemmo sul letto e iniziammo a spogliarla completamente. Lui la guardò ammirato: «Cazzo che fica… e che due tette sode». Le accarezzò il seno e infilò un dito nella sua fica già bagnata. «Dai, beviamo qualcosa prima» propose. Mentre sorseggiavamo gli raccontai la situazione: lei non godeva più solo con me, aveva bisogno di altro. Da quando avevamo iniziato a coinvolgere terzi, schizzava come una fontana. «Devi trattarla da troia, da cagna, da puttana. Le piace la forza, essere comandata. Impazzisce a fare la schiava».
La prima doppia penetrazione
Ci spogliammo nudi. Il ragazzo aveva un super cazzone largo e grosso, quasi doppio del normale. Aprì le gambe di Raffaella, le leccò la fica con avidità, infilò la lingua dentro e le morse il clitoride. Lei si agitava e mugolava forte. Lui aggiunse le dita mentre io, al contrario, le diedi il mio cazzo da succhiare. Lei lo ingoiò con passione mentre io e lui le leccavamo la fica insieme. Lei si contorceva dal piacere.
Lui si mise in posizione 69. Raffaella cercò di succhiarglielo ma era troppo grosso. Lui la masturbava con forza. All’improvviso lei urlò, strinse le gambe e schizzò in faccia al ragazzo un liquido biancastro. Eccitato, lui le allargò le gambe e la penetrò con decisione. La scopò con colpi potenti. Lei gli strinse le gambe intorno alle spalle mentre i loro corpi sbattevano con un rumore ritmico di carne. La girò a novanta gradi con un cuscino sotto la pancia e continuò a sbatterla da dietro, sculacciandola e tirandole i capelli lunghi mentre la baciava di lato. Lei gemeva e spingeva indietro.
Poi lui si stese e la fece salire sopra. Mi chiamò: «Vieni, è tutta bagnata». La piegai su di lui che la prendeva nella fica, poi lui volle il culo. Io sotto e lui dietro. Le aprì le chiappe, sputò sulla cappella e spinse con forza tenendola per i fianchi. Lei strusciava la fica su di me e raggiunse un secondo orgasmo violento.
Il mio turno con lui
Si sfilò ansante. Restammo io e lui con i cazzi duri. Mi guardò, si avvicinò, mi afferrò per il collo e mi spinse giù. Succhiavo il suo cazzone enorme, cercando di prenderlo il più possibile in gola. Poi mi infilò le dita nel culo. «Bene, sei già aperto. Non sono il primo, vero porcello?» «No, mi piace mischiare nei rapporti. Prendo e do». Mi piegò e mi penetrò. «Aaaaaah… mi spacchi!» gemetti tra dolore e piacere. «Sei stretto. Non ne hai presi grandi come il mio, vero?» «No, sei il primo… non ti fermare, mi piace!»
Mi scopò con forza. Poi mi mise sopra. Eccitato, gli annunciai che stavo venendo. Lui mi segò e io schizzai nella sua mano. Leccò il mio seme e mi baciò facendomelo assaggiare. Infine mi aprì le gambe e mi riempì di nuovo, venendo dentro di me. Restammo abbracciati. «Sei favoloso, ho goduto alla grande. Posso tornare? Posso portare due amici anche loro dotati e porci. Ti aprono in due, vedrai».
Le serate successive
Tornò ed è stato di parola. Portò due amici muscolosi e porci. Prima facemmo un trio con la mia donna, poi si dedicarono a me: due cazzi insieme dentro di me. Venni schizzando senza nemmeno toccarmi. Ora aspettiamo il fine settimana: porteranno altri ragazzi.
Categoria: Incontri casuali
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