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Col Caposala si mette male

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12 ore fa
Immagine Col Caposala si mette male

Avevo vent’anni, fisico esile e delicato, capelli lunghi che portavo sempre raccolti in una coda di cavallo. Dopo aver completato il corso da operatore socio-sanitario, avevo iniziato a lavorare in ospedale nel reparto diretto da Cesare, il caposala di trentacinque anni. Era vedovo, alto, moro, con un corpo scolpito in palestra che faceva sospirare infermiere e pazienti. Tutte gli sbavavano dietro.

Quella mattina, entrando nello spogliatoio, lo trovai in slip, torso nudo. Il mio sguardo cadde inevitabilmente sul suo pacco: grosso, con palle enormi e un profilo cicciotto che sporgeva di lato. Sentii il viso avvampare.

Lo spogliatoio

«Ehi piccolo, non hai mai visto un uomo semi-nudo?» mi chiese con un sorriso divertito.

«Scusami… è che io sono magro e tu sei tutto muscoli. Ti invidio» balbettai.

Cesare mi venne vicino e mi abbracciò forte. «Sei tenero, un vero cucciolo. Dai, andiamo a lavorare.»

Quell’abbraccio mi rimase addosso per tutto il turno. Finito il lavoro, mi diressi verso la fermata dell’autobus con la testa ancora piena della sua immagine.

Il passaggio in moto

Una moto potente si fermò accanto a me. Riconobbi subito Cesare sotto il casco.

«Ciao, vuoi un passaggio?»

Salii senza esitare. Mi mise il casco e mi chiese dove abitassi. Lo abbracciai alla vita mentre partiva. Mi disse di andare piano perché avevo paura di cadere, ma lui accelerò deciso. Istintivamente lo strinsi più forte e la mia mano scivolò sul suo inguine, proprio sul rigonfiamento del cazzo.

La ritirai di scatto, ma lui mi riprese la mano e la rimise lì. Sentii il suo sesso ingrossarsi sotto le mie dita mentre lo strusciavo. Senza fermarsi, abbassò la cerniera dei pantaloni e guidò la mia mano dentro. Era caldo, grosso, lungo, con la punta già bagnata di liquido preseminale. Continuai ad accarezzarlo per tutto il tragitto fino a casa sua.

A casa di Cesare

Scendemmo nel box e salimmo in ascensore. Viveva solo, divorziato da tempo. Appena chiusa la porta mi abbracciò da dietro.

«Lo avevo capito dal primo giorno che mi guardavi come un uomo non guarda un altro uomo. Mi piace il tuo essere delicato, quasi come una ragazza.»

Mi sciolse la coda di cavallo, lasciando che i capelli mi ricadessero sulle spalle. Mi versò un liquore per calmarmi, perché tremavo visibilmente. Poi mi fece sedere sulle sue gambe. I suoi baci erano dolci e maschi allo stesso tempo. Le mani grandi mi stringevano le chiappe mentre io mi strusciavo sul suo cazzone duro.

Mi tolse la maglia e cominciò a mordicchiarmi i capezzoli, ormai duri e dritti. «Vieni, facciamo una doccia insieme, nudi.»

La doccia e la preparazione

Sotto l’acqua calda mi piegò leggermente e mi mostrò un trucco per non sporcare quando si prende un cazzo nel culo. Usò il sapone con delicatezza, mi fece scaricare sulla tazza del water e poi mi lavò con cura. Uscimmo dalla doccia e andammo in camera da letto.

Mi fece sdraiare sotto di lui. Il suo corpo grosso e muscoloso mi copriva completamente. Il cazzone pulsava tra le mie gambe, provocandomi brividi di piacere e paura mescolati. Mi fidavo di lui e mi lasciai andare.

Il piacere sulla lingua

Mi girò al contrario, mi allargò le gambe e cominciò a leccarmi ovunque: cazzo, palle e culo. La sensazione era fortissima. Poi mise della crema e infilò la lingua dentro di me, facendomi provare un piacere intenso e nuovo.

«Dai, succhialo» mi disse spingendomi la testa sul suo membro. «È la tua prima volta completa?»

«Sì per il completo, ma ho già segato un compagno di scuola e una volta in bagno uno più grande mi ha succhiato facendomi schizzare in gola.»

«Allora prova, mandalo piano piano in gola, fai un po’ alla volta.»

Dopo qualche tentativo riuscii a prenderlo quasi tutto. Lui gemeva e mi accarezzava i capelli con dolcezza.

La prima penetrazione

«Dai, siediti sopra e fallo scivolare dentro. Fermati se ti fa male. Hai un buchetto meglio di una fica, sembra burro.»

Mi posizionai sopra di lui. Sentii la grossa cappella premere contro l’ano e poi entrare lentamente. Il dolore iniziale lasciò presto spazio a un piacere inaspettato. Mi eccitai tantissimo mentre lui, dal basso, spingeva con ritmo crescente. Non resistetti e schizzai sulla sua pancia muscolosa. Pochi secondi dopo lo sentii venire dentro di me, caldo e potente.

Rimanemmo abbracciati, sudati e ansimanti, con la consapevolezza che quella notte aveva cambiato tutto.


Categoria: Prime volte

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