Primo pomeriggio di lunedì. Io e mia moglie Laura iniziammo a prepararci per l’incontro a casa di Yassir fissato alle sedici. Pulizia esterna e interna completa. Aiutai Laura a cospargersi il corpo di crema idratante e a scegliere la biancheria intima per l’occasione. Questa volta la scelta cadde su reggiseno e perizoma blu marine; confermò le calze autoreggenti, che trovava comodissime per questi incontri. Décolleté con tacco alto, smalto rosso su mani e piedi, trucco curato come solo lei sapeva fare e rossetto rigorosamente rosso. Indossò un tailleur blu scuro con gonna sopra il ginocchio che le modellava culo e cosce; sotto, un girocollo in seta svasato di colore amaranto.
Arrivammo a casa di Yassir in orario. Ci aprì la porta e ci fece accomodare. Non appena chiuse, trattenne Laura, l’abbracciò e la baciò calorosamente afferrandole le natiche con entrambe le mani. Laura si lasciò trasportare, gli afferrò la testa e gli infilò la lingua in bocca con un movimento vorticoso che non le avevo mai visto. Finalmente si staccarono e si resero conto della mia presenza. Laura si avvicinò a me e mi riservò lo stesso trattamento appena dedicato a Yassir. Lui mi si appoggiò dietro e mi strofinò il cazzo quasi in tiro sulle natiche, anticipazione chiara di quello che mi aspettava.
Tutti e tre visibilmente eccitati e contenti iniziammo a spogliarci. Yassir indossava l’accappatoio come la volta precedente; sotto, solo uno slip nero che faceva risaltare la protuberanza. Io e Laura ci svestimmo: io restai con i soli slip, lei in lingerie. Yassir ci volle di fronte, ci fece avvicinare e iniziò a baciarci in bocca, prima Laura e subito dopo me. Poi ci prese per la nuca, avvicinò le nostre teste al suo petto e ci chiese di baciarlo e leccarlo, capezzoli compresi, senza smettere di accarezzarlo. Eseguimmo in silenzio, entrando nel gioco. Con le mani posizionate tra collo e spalle ci spinse verso il basso fino a farci inginocchiare. Una volta a terra accompagnò le nostre bocche verso la protuberanza del cazzo. Io e Laura iniziammo a baciarlo e leccarlo da sopra lo slip, senza poterlo abbassare né prenderlo in bocca.
Yassir ci spostò leggermente e ci accarezzò le labbra con le dita: Laura con la sinistra, me con la destra. Ci passava le dita tra le labbra e poi, uno alla volta, ce le infilava in bocca facendoci simulare dei pompini. La scena era sensuale e carica di erotismo. Quando vide le nostre bocche piene di saliva ci disse di abbassargli lo slip e di prendergli il cazzo in bocca senza interrompere le carezze. Ci alternavamo sulla cappella e sul tronco; ogni volta che ci scambiavamo di posto non potevamo fare a meno di guardarci negli occhi e baciarci appassionatamente, confermando a vicenda che quello che stavamo facendo piaceva a entrambi. La nostra saliva colava copiosa sul cazzo di Yassir, che gradiva moltissimo il trattamento.
Il culo di Laura per primo
Ci chiese di metterci in ginocchio sul divano. Dopo un poco si inginocchiò dietro di noi e iniziò a leccarci e massaggiarci delicatamente il culo. Quando ritenne che fossimo pronti chiese chi volesse iniziare. Laura disse: «Io, così mi tolgo il pensiero», e mi chiese di assisterla. Yassir prese un flacone di lubrificante a base d’acqua, indossò il preservativo e iniziò a spargere e infilare lubrificante nel culo di Laura aiutandosi con le dita: prima una, poi due, poi tre. Io gli facilitavo il lavoro tenendo le natiche di mia moglie ben aperte. Puntò il cazzo sullo sfintere e iniziò la penetrazione un poco alla volta. Nel frattempo Laura non smetteva di masturbarsi con una mano; io tenevo le natiche divaricate aspettando che fosse tutto dentro. Cosa che avvenne non senza un gridolino e una richiesta di stop da parte sua. Una volta dentro quella grossa verga – più o meno venti centimetri di lunghezza e diciassette di circonferenza – Yassir si fermò a lungo per permetterle di abituarsi. Quando Laura si rilassò iniziò a pomparla con ritmo costante. Lei continuava a masturbarsi; io le tenevo il viso e la baciavo senza sosta, godendo dell’espressione che assumeva a ogni orgasmo. Ne contai cinque o sei. Alla fine, sfinita, chiese di smettere. Yassir estrasse il cazzo lasciando intravedere una voragine aperta, segno evidente della dilatazione.
Cambiò preservativo e si dedicò subito a me, ripetendo lo stesso trattamento. Mi misi in posizione. Yassir e Laura iniziarono ad armeggiare sul mio sfintere. Quando fu il momento iniziò a penetrarmi; ogni tanto gli chiedevo di aggiungere più lubrificante perché sentivo fastidio e dolore. Una volta che mi ebbe riempito il culo si fermò. Quando il mio corpo accettò la consistenza, riprese a trapanarmi. A differenza di Laura gli chiesi di estrarlo di tanto in tanto per consentirmi di respirare, poi di continuare come voleva. Mia moglie, tenendomi il cazzo nelle mani, mi disse che erano già due le volte che avevo goduto.
Era arrivato anche per Yassir il momento di sborrare. Si tolse il preservativo e si avvicinò al tavolo dove in precedenza aveva poggiato un vassoio con dei cioccolatini. Iniziò a segarsi e riversò una grande quantità di sborra sui dolcetti. Io e Laura, seduti sul divano con i culi ancora in fiamme, lo guardavamo incuriositi. Yassir prese il vassoio e si inginocchiò di fronte a noi. Prese un cioccolatino e lo portò alla bocca di Laura, pregandola di aprirla e di degustare. Ripeté lo stesso con me, aggiungendo: «A te due, per festeggiare il fatto che oggi sei diventata una signorina.» Presi i cioccolatini in bocca e mi resi conto che, tutto sommato, non avevano un brutto sapore. Continuò a imboccarci i cioccolatini ricoperti di sborra; ogni tanto ne raccoglieva un po’ con un dito e ce la infilava in bocca. Finiti i dolci ci chiese di leccare il vassoio e di ripulirlo con le lingue. Lo facemmo. Poi ci baciammo, avvertendo chiaramente il sapore di cioccolato misto a sborra.
Camera da letto
Andammo in bagno uno alla volta. Io uscii per ultimo e vidi Yassir e Laura seduti sul divano che amoreggiavano, baciandosi con trasporto. Non appena mi vide mi disse: «Non stare lì ferma, vieni a prendermi il cazzo in bocca.» Andai subito a eseguire. Il fatto che si rivolgesse a me al femminile mi diede una carica in più; iniziai a fargli un pompino magistrale. Yassir mi fermò e, rivolgendosi a Laura, disse: «Dopo averti scopato il culo adesso ho voglia di scoparti la figa.»
Passammo in camera da letto. Disse a me di distendermi e a Laura di venire sopra di me per un sessantanove. Iniziammo. Yassir tastò la figa di Laura, si accertò che fosse bagnata a sufficienza, avvicinò il cazzo alla mia bocca e me lo infilò dentro. Poi lo tolse e lo ficcò nella figa di Laura, che io da sotto continuavo a leccare. Quando Yassir iniziò a scoparla, Laura smise di farmi il pompino, forse per gustarsi al meglio quel grosso cazzo. Io da sotto continuavo a leccare la sua figa e il cazzo di Yassir. Dopo i ripetuti orgasmi di Laura avvertivo un gocciolamento più consistente. Quando Yassir sborrò nella figa di mia moglie, la sborra si riversò sulla mia bocca, sul mento e sul collo. Estrasse il cazzo e lo infilò nella mia bocca dicendomi di leccarlo e di pulirlo insieme alla figa di mia moglie. Una volta finito con il cazzo mi avvicinai alla figa di Laura, che stava iniziando a espellere la sborra. La leccai, la assaporai e la ingoiai. Laura aveva le gambe che tremavano. Piano piano riuscì a girarsi e a stendersi su di me, baciandomi in bocca e assaporando insieme a me i suoi umori e la sborra di Yassir. Lui si allontanò chiudendo alle spalle la porta della camera, lasciandoci soli nella nostra intimità.
Yassir ci aveva raccontato che al suo paese tengono molto al significato dei nomi. Il suo assume il significato di «diventare facile», nel senso di «colui che rende le cose facili, che guida verso la retta via». Che fosse stato di buon auspicio per me e Laura? Sicuramente sì.
Ci demmo una pulita in bagno, ci rivestimmo, salutammo e ringraziammo Yassir. Con il culo rotto ma felici facemmo ritorno a casa nostra.