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Gemellaggio: il mio amico vuole il cazzo e io adoro ficcaglielo

15
5 ore fa
Immagine Gemellaggio: il mio amico vuole il cazzo e io adoro ficcaglielo

Mi chiamo Sal, ho cinquant’anni e da sempre mi piace inculare gli uomini. Tra i miei amici c’è Ugo, un sessantenne rimasto vedovo da qualche tempo. Un pomeriggio ci siamo incontrati al parco, come facevamo spesso.

Ugo era tutto rosso in viso. Si è avvicinato e, con voce bassa e imbarazzata, ha iniziato a raccontarmi una cosa che lo tormentava da mesi. «Sai Sal, per tutta la vita con mia moglie abbiamo fatto sesso quasi ogni giorno. Però l’ultima volta è successa una cosa strana. Lei mi ha infilato le dita nel buchetto del culo… e mi è piaciuto da morire. Da quel momento ho cominciato a esplorarmi da solo. Mi ficcavo dentro di tutto: oggetti, vibratori… provavo un piacere incredibile. Alla fine mi sono detto: perché non provare un cazzo vero?»

La confessione al parco

L’ho guardato con tenerezza, senza giudicarlo. «Quindi adesso vuoi provare un cazzo vero, Ugo?» Lui ha annuito, gli occhi lucidi di emozione e desiderio. «Dai, vieni a casa mia. Stiamo tranquilli e vediamo cosa succede.»

Una volta entrati, ci siamo spogliati lentamente nella penombra della camera da letto. Ugo aveva un bel cazzo di quindici centimetri, già mezzo duro, con la cappella lucida e bagnata di liquido preseminale. Io invece sfoggiavo i miei diciotto centimetri belli dritti e gonfi.

Ugo ha fissato il mio uccello con un misto di curiosità e timore. «Tutto questo… dentro il mio culetto?» ha chiesto con voce tremante. Gli ho sorriso rassicurante. «Stai tranquillo, prima giochiamo un po’. Non ti farò male.»

La prima volta con la bocca

Si è seduto sul bordo del letto, ancora un po’ incerto. «Devo prenderlo in bocca, Sal? Non l’ho mai fatto… insegnami.»

Mi sono avvicinato, il cazzo che pulsava a pochi centimetri dal suo viso. «Apri la bocca, lecca prima la cappella. Poi fallo scivolare dentro, piano. Vai su e giù con la testa, così… bravo. Adesso tocca i coglioni, baciali, leccali.»

Ugo imparava in fretta. Ben presto ha preso un ritmo regolare, pompando con la bocca calda e umida. Intanto si masturbava il suo cazzo con la mano destra, gemendo intorno al mio membro.

«Sono bravo? Ti piace come succhio?» ha chiesto un attimo dopo, staccandosi per respirare. «Non ho mai sentito il sapore della sborra… sarà buona?»

«Sei bravissimo con quella bocca, Ugo. Continua così. Mmmh… non farmi venire ancora, fermati un attimo.»

Ha guardato il mio uccello lucido di saliva, quasi incredulo. «Sal, non mi sembra vero di aver fatto un pompino. Mi è piaciuto tantissimo. Il mio culetto non ha mai sentito un cazzo dentro… mi inculi adesso?»

La preparazione del buchetto

«Girati a novanta gradi, bravo, così.» L’ho fatto posizionare sul letto, le ginocchia piegate e il sedere in alto. Mi sono chinato e ho iniziato a leccargli il buchetto rosa, liscio e senza peli. La lingua scivolava lenta, poi si faceva strada dentro.

Ugo si contorceva, ansimando forte. «Mmmh Sal… che goduria sentire la tua lingua in culo. Cazzo, è meraviglioso… dai tesoro, mi piace tantissimo.»

Ho preso il lubrificante, ne ho messo un po’ abbondante sul suo buchetto e sul mio cazzone duro. «Adesso stai tranquillo, Ugo. Senti la cappella come entra?»

Ho premuto lentamente. La punta è scivolata dentro con facilità. Ho continuato a spingere, centimetro dopo centimetro, fino a sprofondare completamente dentro di lui.

La prima sodomia

«Mmmh cazzo… ti sento tutto dentro, Sal. Non mi fa male, è un piacere profondo. Spingi un pochino di più… ohhh sììì, così, dai ancora.»

L’ho afferrato per i fianchi e ho cominciato a muovermi con più decisione. Il mio cazzone entrava e usciva ritmicamente, facendo tremare il suo corpo maturo. Mi sembrava di inculare una donna, tanto era stretta e calda quella carne.

«Prendi Ugo, prendi il cazzo in culo. Godi, bel porco, godi con l’uccello dentro.»

Ugo era in estasi totale. «Mamma mia… dai Sal, spingi, spingi ancora, non fermarti! Sbattimi il buco… ti adoro, Sal. Sborrami dentro, dai, dai che mi piace!»

Sentivo l’orgasmo avvicinarsi rapidamente. «Ohhh Ugo, ci sono… mmmh ecco che arriva la sborra… ahhh godo, godo sììì cazzo… mmmh ti sborro dentro!»

Con un lungo gemito gli ho inondato il culo di sperma caldo, spingendo fino in fondo mentre venivo.

Ugo era felice, il viso arrossato dal piacere. «Sal, mi piace molto prendere il cazzo in culo. Il tuo è bellissimo… grazie.»

Dopo l’orgasmo

Ho sfilato lentamente il mio uccello ancora mezzo duro, lucido di sborra e lubrificante. Mi sono girato verso di lui. «Ecco, senti il sapore della sborra. Leccala tutta.»

Ugo si è chinato e ha pulito il mio cazzo con calma, leccando e succhiando ogni goccia. «Mmmh… che buona. Mi piace.»

Ci siamo stesi sul letto, abbracciati e ancora ansimanti. Dopo qualche minuto di silenzio, Ugo ha alzato lo sguardo verso di me.

«Pensi che sono un po’ gay, Sal? Mi piace molto essere inculato da te. Mi hai aperto il buchetto… voglio stare con te sempre. Mi vuoi come tua puttana? Sarò sempre con il buchetto pronto per te.»


Categoria: Amicizia e sesso

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