Tutto cominciò molti anni fa. Avevo tredici anni e passavo gran parte del tempo con mio cugino, che aveva esattamente la mia età. Era un’estate particolarmente calda e un pomeriggio ci eravamo rifugiati in terrazzo cercando un po’ di fresco. Proprio in quel momento, sul balcone di fronte, apparve una ragazza bellissima. Senza alcun imbarazzo, si tolse il reggiseno e cominciò a prendere il sole completamente a seno nudo.
L’effetto su di noi fu immediato. A quell’età bastava poco per far schizzare i cazzi. Sentivo il mio pulsare dentro i pantaloncini. Mi voltai verso mio cugino e, con voce incerta, gli chiesi se potevo toccarmi. La sua espressione di meraviglia mi fece capire che non sapeva ancora nulla del sesso. Gli spiegai qualcosa con parole semplici e, poco dopo, entrambi avevamo tirato fuori i nostri membri e avevamo iniziato a masturbarci lentamente.
La Scoperta del Corpo di Mio Cugino
Subito notai il suo cazzo. Era grande per la sua età, con vene evidenti che lo percorrevano e una punta leggermente curva verso l’alto. Non avevo mai visto il sesso di un altro ragazzo così da vicino. Una strana eccitazione mi attraversò, un desiderio che non riuscivo a spiegarmi ma che mi rimase dentro per giorni.
Qualche tempo dopo, eravamo soli in casa. Il discorso cadde sul sesso e sulle riviste che avevo trovato nascoste. Con la scusa di scambiarci un favore e nascondendo un’eccitazione crescente, allungai la mano e glielo presi. Lo masturbai con movimenti lenti, sentendo la sua carne calda e dura pulsare nel mio palmo. Quando venne, schizzò abbondantemente. La vista di tutto quel sperma mi eccitò ancora di più. L’appetito venne mangiando.
Pochi giorni dopo, spinto da un desiderio spasmodico, lo feci di nuovo. Questa volta, quando esplose, mi abbassai e assaggiai la sua sborra. Era dolce, filante, deliziosa. Lui non volle mai ricambiare, ma io trovai il modo di godermela ancora qualche volta. Poi, come spesso accade in quell’età, i nostri incontri finirono improvvisamente, senza un vero motivo. Crescemmo e le nostre strade si separarono.
Il Matrimonio e il Risveglio di Tina
Nel frattempo conobbi una ragazza, Tina. Dopo un breve periodo di fidanzamento ci sposammo alla fine dell’anno. I primi mesi di matrimonio procedevano normalmente, finché arrivò l’estate e cominciammo ad andare al mare.
Un giorno, mentre prendeva il sole a pancia in giù, Tina si slacciò il reggiseno. Quando si alzò, si dimenticò di riagganciarlo e rimase per qualche istante a seni completamente nudi. Fece una risatina imbarazzata e disse: «Beh, ormai resto così. In fondo che male c’è?». Non provai alcuna gelosia. Al contrario, ero terribilmente eccitato all’idea che tutti potessero ammirare le sue grosse tette. Portava una sesta misura, non particolarmente sode, anzi leggermente morbide e pesanti, e proprio quella loro caduta naturale mi eccitava da impazzire. Rimasi seduto per un bel po’ perché il mio costume formava una tenda evidente.
Quella sera, tornati a casa, scopammo come animali. La visione di lei esposta aveva acceso qualcosa dentro entrambi.
Dall’Innocente Topless al Tanga All’Uncinetto
Qualche giorno dopo Tina mi riservò una sorpresa. In spiaggia si tolse il copricostume e sotto indossava un tanga minuscolo. Davanti copriva a malapena la sua fica, mentre dietro lasciava interamente scoperto il suo bel culo rotondo. Ebbi un’erezione violentissima. Lei rideva, visibilmente compiaciuta di vedermi così eccitato.
Per diversi giorni si esibì con piacere crescente, sia suo che mio. Avevo notato che da un po’ lavorava all’uncinetto, ma pensavo fosse uno dei suoi soliti lavoretti. Poi un giorno mi propose di non andare al nostro stabilimento abituale a Fregene, ma di provare la spiaggia nudista chiamata “il buco”. Rimasi sorpreso, ma anche molto eccitato.
Quando arrivammo e Tina si tolse la gonnellina, capii tutto. Si era fatta un mini tanga all’uncinetto. Dietro lasciava scoperte le natiche, mentre davanti il tessuto rigido si spostava a ogni movimento, rivelando porzioni sempre maggiori della sua fica. Quella mattina si era depilata completamente a mia insaputa. Il panorama era mozzafiato.
Io ero mostruosamente eccitato. Anche lei lo era: la sua fica era fradicia e si vedevano chiaramente i filamenti lucidi dei suoi umori che si attaccavano al tessuto quando si muoveva. Quel giorno molti ragazzi trovarono improvvisamente interessante prendere il sole vicino a noi. Nella spiaggia nudista era evidente quanto apprezzassero lo spettacolo.
La Fine di un Capitolo
Come spesso succede, la vita cambiò. Tina rimase incinta e nacquero due gemelli. La maternità la assorbì completamente. Pian piano dimenticò quelle esperienze esibizionistiche così intense e liberatorie. Il nostro rapporto si raffreddò anno dopo anno. Oggi facciamo vite praticamente separate: lei immersa nella casa, nella chiesa e nelle opere pie, io qui a ricordare quei momenti con un misto di eccitazione e nostalgia.
Scrivere queste avventure intime mi eccita ancora moltissimo, ma allo stesso tempo mi rattrista sapere che probabilmente non si ripeteranno più. A meno che non riesca a trovare una donna speciale, prima di tutto un’amica con cui condividere viaggi e vacanze, e poi disposta a ricreare insieme situazioni così intriganti e spregiudicate per entrambi.
Sarà possibile? Io continuo a sperarci. Aspetto commenti, messaggi o proposte. Potete scrivermi all’indirizzo lap69@tiscali.it. Io resto qui a sognare… e chissà.
Categoria: Amicizia e sesso
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