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Non pensavo che nel culo mi piacesse tanto

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8 ore fa
Immagine Non pensavo che nel culo mi piacesse tanto

Un Desiderio Nascosto per Decenni

Mi sono chiesto molte volte come sia potuto succedere, eppure è accaduto davvero. Non è stato un fulmine a ciel sereno: fin dal 1992, quando avevo ventisei anni, una vecchia VHS mista finita per caso tra le mani aveva acceso qualcosa dentro di me. Tra amici circolavano cassette che ci scambiavamo di continuo, e quella in particolare conteneva scene di due uomini che si univano con passione. Non so cosa provarono gli altri, ma io, guardando quelle immagini, sentivo il cazzo indurirsi fino a esplodere. Le rividi per settimane, e ogni volta l’orgasmo era violento, liberatorio.

Avevo già avuto diverse ragazze, poi una moglie, figli, una vita “normale”. La cassetta sparì, sostituita da internet, ma quel seme era rimasto. Non avevo mai desiderato il corpo di un uomo dal vivo – giocavo a calcio, stavo nello spogliatoio e niente mi eccitava – eppure con le trans era diverso. Ne avevo frequentate una quarantina: le scopavo, succhiavo i loro cazzi, ma non mi era mai passato per la testa di farmi prendere.

L’Incontro Decisivo

Da anni navigavo su un sito di annunci senza mai concludere nulla. Avevo chattato con donne, coppie, trans e gay, ma all’ultimo momento spesso mi tiravo indietro, soprattutto con gli uomini. Circa un mese fa iniziai una conversazione con un tizio che abitava a meno di cinque chilometri da me. Tre anni più giovane, foto non esaltanti: capelli bianchi, fisico normale, niente di particolare. Eppure viveva solo. Dopo tre settimane di dubbi atroci, decisi di buttarmi.

Mentre guidavo verso casa sua pensavo che forse non mi sarei nemmeno eccitato, ma almeno gli avrei fatto un pompino per ricompensarlo del disturbo. Arrivai, suonai, e lui aprì la porta senza convenevoli. Era quindici centimetri più basso di me e molto più leggero. Capelli bianchi, ma il corpo ricoperto da una peluria scura e fitta. Era già completamente nudo. Il suo cazzo, non enorme ma ben eretto, svettava con una cappella lucida di precum. Il mio, subito, cominciò a muoversi nei pantaloni. Ero uscito senza mutande per la prima volta in vita mia.

Il Primo Contatto

Si presentò, io feci lo stesso. Senza perdere tempo mi portò in camera da letto e si stese. Mi spogliai sotto il suo sguardo famelico, il mio cazzo di diciotto centimetri – circonciso da un’infezione infantile – perfettamente teso. Salii sul letto e iniziammo un 69 selvaggio. Leccai il suo precum dolce, poi lo presi in bocca con forza e lentezza. Lui, intanto, mi apriva le natiche e mi infilava la lingua nel culo, scatenando dentro di me un’ondata di piacere che non avevo mai provato.

Il mio cazzo gli bagnava il torace di liquido preseminale. Non eravamo depilati, ma non importava: qualche pelo delle sue palle finì nella mia bocca, alcuni dal mio buco finirono sulla sua lingua. In chat aveva detto di essere versatile. A un certo punto mi chiese di scoparlo. La mia risposta sorprese entrambi: «No… scopami tu. Ma piano, sono vergine».

La Prima Penetrazione

Quella frase lo convinse. Si alzò, aprì un cassetto e prese il lubrificante. Io mi misi a pecorina: volevo sentirmi completamente troia, esposto alla sua mercé. Mi leccò ancora il buco con avidità, poi infilò un dito. Nessun fastidio. Due dita: un leggero dolore che però aumentava solo la mia voglia di essere preso.

Indossò il preservativo, mi unse abbondantemente fuori e dentro. Ero impaziente. «Dai, scopami. Ne ho voglia» implorai. Entrò. Il dolore fu allucinante per un minuto buono. Mi sentivo allargare in modo impossibile. Poi ricordai un consiglio letto da qualche parte: spingere verso fuori. Lo feci, e improvvisamente tutto cambiò. Entrò fino in fondo e rimase fermo. Il dolore diminuì, il mio retto si adattava.

Quando iniziò a muoversi, ogni affondo profondo mi provocava una sensazione simile all’inizio di un orgasmo. Gemetti. Il piacere saliva a ogni colpo. «Più forte» supplicai. «Scopami, rompimi il culo». Gli dissi che ero la sua cagna assetata di cazzo, che la prossima volta volevo due maschi a usarmi come meritava una troia come me.

E poi successe: venni violentemente, schizzando sul letto senza toccarmi nemmeno una volta. Lui venne subito dopo, ringhiando come un animale dentro al preservativo.

Dopo l’Estasi

Tralascio l’imbarazzo dei minuti successivi e i fastidi anali dei giorni seguenti. So solo che, appena mi sono rimesso, l’ho ricontattato. Ci vedremo questa settimana. Prenderò di nuovo il suo cazzo. A quasi sessant’anni ho scoperto un piacere che non pensavo esistesse, e mi rammarico ogni giorno di non averlo fatto prima. È semplicemente fantastico.