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Sfondato e femminizzato dal mio vicino

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7 ore fa
Immagine Sfondato e femminizzato dal mio vicino

Il primo incontro

Questa settimana è volata. Avevo appena finito i miei esercizi in casa, ero sudato, con i capelli lunghi tutti sconvolti, una canottiera aderente e un pantaloncino stretto quando hanno suonato alla porta. Ho aperto e mi sono trovato davanti Sasha: trent’anni, alto, biondo, spalle larghe, muscoloso, occhi azzurri e due labbra carnose. Si vedeva chiaramente il pacco gonfio nei pantaloni.

«Scusami, sono il nuovo vicino. Non trovo il quadro elettrico, è saltata la corrente.»

«Ciao, io sono Raffaele, ho diciotto anni. Vieni, ti faccio vedere. Sono tutti uguali in questi palazzi.»

Ho aperto lo sgabuzzino. Lo sportello era in alto. Ho preso la scaletta e sono salito per primo, reggendola bene. Mentre indicavo il quadro, la mia mano ha sfiorato il suo cazzo. Lui ha fatto un salto e mi ha guardato sorpreso.

«Scusami, è stretto qui… non volevo» ho detto con un sorrisino malizioso.

«Scendi, vai tu e fammelo vedere.»

Adesso era lui a reggere la scaletta. Ho sporto il culo sodo e liscio, muovendolo piano mentre aprivo lo sportello. Gli ho mostrato i comandi. Quando siamo scesi mi ha ringraziato e mi ha chiesto se poteva offrirmi una birra fresca.

«Vado a riattivare la luce e torno. Lascio la porta accostata.»

Pochi minuti dopo era seduto in cucina, gambe larghe aperte. Gli ho versato la birra.

«Mi chiamo Raffaele, ho diciotto anni.»

«Io Sasha, trenta. La ragazza che hai visto è mia sorella.»

Ho sorriso, sollevato. Abbiamo parlato del suo lavoro da muratore, del fatto che cercava qualcosa in magazzino. Mentre chiacchieravamo non riuscivo a staccare gli occhi dal suo pacco.

«Non hai la ragazza?» mi ha chiesto.

«No, per carità. Le donne oggi sono inaffidabili.»

Ha riso. «Anche io sto meglio da solo. Se voglio divertirmi guardo un video e mi scarico.»

Poi mi ha guardato dritto negli occhi. «Ma tu cerchi questo, vero? Lo hai fissato da quando sono entrato.»

«Sì… sei bello, maschio, mi ecciti da morire. Ti farei tutto. Sarei la tua troia, al tuo comando.»

La prima volta

Mi sono inginocchiato tra le sue gambe aperte e ho cominciato ad accarezzarglielo sopra i pantaloni. Lui mi ha spinto la testa.

«Dai, leccalo dal tessuto. Fammi vedere quanto ti piace, puttanella.»

Ho tirato fuori la lingua e ho leccato avidamente. Il suo cazzo è diventato durissimo, grosso, che spingeva di lato. Gli ho abbassato la cerniera. Era solo in casa, mia madre sarebbe tornata tardi dal turno in ospedale.

Ho chiuso a chiave. Sasha si è abbassato pantaloni e slip. Un cazzone doppio, lungo e spesso è schizzato fuori, dritto fino all’ombelico. L’ho leccato lungo tutta l’asta, poi me lo ha sbattuto sulla faccia.

«Ti piace, eh?» Mi ha afferrato per i capelli e me lo ha ficcato in gola. «Dai, cagna! Se lo vuoi tutto in gola, altrimenti me ne vado a cercare una più vogliosa.»

Ho soffocato, ma l’ho preso fino in fondo. Lui gemeva di piacere: «Bravissimo… così… tutto tuo, piccola. Te lo meriti.»

Mi ha portato in bagno. Sotto la doccia mi ha spogliato, mi ha baciato e lavato ovunque. Mi ha infilato il tubo per pulirmi bene dentro.

«Devi essere sempre pulito e profumato prima di fare sesso.»

Dopo esserci asciugati siamo finiti sul letto. Mi ha spalmato crema sul buco, ha usato le dita con dolcezza finché non sono entrato senza sforzo. Poi mi ha messo a novanta gradi e mi ha preso poco alla volta, baciandomi sul collo. Tremavo di piacere.

«Dai… tutto! Spaccami!»

Ha dato un colpo secco e ha iniziato a scoparmi forte. Poi mi sono messo sopra, cavalcandolo. Mi ha fatto girare verso lo specchio dell’armadio: vedevo il suo cazzone entrare e uscire dal mio culo. Abbiamo cambiato posizione più volte, fino a quando siamo venuti insieme, schizzando forte.

Prima di rivestirsi mi ha dato una sberla sulle chiappe: «Adesso sei mio. Guai a te se lo dai ad altri, ti spezzo le gambe.»

La cantina

È passata una settimana. Il dolore era passato e la voglia era diventata insopportabile. L’ho incrociato in cortile, gli ho fatto l’occhiolino e mi sono passato la lingua sulle labbra. Poco dopo è arrivato il messaggio: cantina, birra e asciugamani.

Ho preparato tutto, ho lasciato la porta accostata, mi sono spogliato nudo e mi sono messo a quattro zampe sul materasso, culo in alto. Sasha è arrivato, ha chiuso a chiave, si è spogliato e ha bevuto birra. Mi ha accarezzato il culo, mi ha versato la birra fredda nel solco e l’ha leccata tutta, infilando la lingua ovunque.

Mi ha girato, mi ha strusciato addosso il suo bestione duro, mi ha tirato per i capelli.

«La mia troietta non vedeva l’ora, eh?»

Mi ha scopato forte, mi ha schiaffeggiato, mi ha sputato in bocca. Poi ha infilato quattro dita insieme al cazzo. Tremavo di piacere.

«Ne vorresti due cazzoni dentro? Sei nato per il sesso. Faresti la troia con altri per farmi godere?»

«Sì… tutto quello che vuoi. Organizza, ti prego.»

La villetta

Il sabato pomeriggio mi ha mandato il messaggio. Mi sono presentato con il motorino e il casco per lui. Durante il tragitto mi accarezzava il cazzo e mi leccava il collo.

Siamo arrivati a una villetta isolata. Ci ha aperto un signore di quarantacinque anni, robusto, peloso, mani grandi. Dentro c’erano altri due: un ragazzo palestrato alto con un pacco enorme e un uomo di pelle creola. Tutti sposati, tutti con la fede al dito.

Abbiamo bevuto liquore forte. Poi abbiamo iniziato a giocare a carte: chi pescava la più alta dava un ordine che io dovevo eseguire.

Primo ordine: togliere le scarpe a tutti, massaggiare i piedi e strusciarmeli sul culo. Mentre ero sotto ho accarezzato e leccato i cazzi.

Secondo ordine: leccare le aste da sotto fino alla cappella. Mi sono tolto i pantaloni e ho continuato a strusciarmi i piedi tra le chiappe.

Terzo ordine: sedermi su tutti strusciando il cazzo tra le mie natiche. Ho iniziato con Sasha, poi con gli altri. Il palestrato mi ha sollevato e mi ha fatto sedere sul suo cazzone enorme.

Alla fine Sasha mi ha messo la crema e mi ha chiesto: «Chi vuoi per primo?»

Ho iniziato con il padrone di casa, poi gli altri, lasciando il ragazzone palestrato per ultimo…