La telefonata mi ha svegliato di colpo. Ho risposto ancora intontito dal sonno, ma mi sono alzato subito e ho cominciato a prepararmi. In realtà non c’era molto da fare: ero già perfettamente depilato, avevo fatto il clistere e la doccia. Tutto pronto per lui.
Come immaginavo, non era solo. Accompagnava un uomo sui quarantacinque anni, basso, con pochi capelli e un aspetto comune. Li aspettavo sdraiata a letto, esattamente come mi era stato chiesto. Quando sono entrati, mi hanno salutato con un cenno.
L’arrivo di Gigi
«Ecco qui la troietta» mi ha presentato lui con un sorriso. «Mettiti comodo.»
L’uomo è andato in bagno per qualche minuto. Il mio contatto mi ha guardato e ha ammiccato: «Fai la brava, eh?» Ho sorriso, confermando con lo sguardo.
Quando è uscito dal bagno, Gigi indossava uno degli accappatoi bianchi trovati in hotel. Il mio accompagnatore ha sorriso: «Vi lascio soli, divertitevi» e se n’è andato chiudendo la porta.
«Eccoci qua… sono Gigi» ha detto lui sedendosi sul bordo del letto.
«Ciao, Gigi.»
«Fatti vedere.» Ha afferrato il lenzuolo e lo ha scostato con decisione, scoprendomi completamente. Il suo sguardo si è fermato subito sulle mie palle strette dall’anello. Le ha prese in mano e le ha strizzate con forza.
«Ecco i marroncini! Carini…» Ha aumentato la pressione, sorridendo. «Sono proprio da rompere, vero?»
«Sì… rompili» ho sussurrato.
Dal cesto dei giochi ha preso la macchinetta spaccapalle. L’ha mostrata con un ghigno.
«Lo conosci questo, eh?»
«Sì, lo conosco» ho risposto sorridendo.
«Bene allora…» Ha infilato il mio sacco tra le asticelle e si è messo a cavalcioni sulla mia faccia. «Lecca e succhia.»
Mi ha schiacciato il culo sulla bocca mentre stringeva le viti. Io ho iniziato a leccargli il buco con passione. La cosa lo ha eccitato subito: il suo cazzo si è indurito e me lo ha infilato tra le labbra. Apprezzava molto che non avessi più i denti davanti – li avevo tolti proprio per fare pompini migliori.
Mi scopava la gola con colpi decisi, stringendo sempre di più la macchinetta. Sentivo il dolore salire mentre mugolavo intorno al suo cazzo.
«Poveri marroncini, guardali… tutti schiacciati» ridacchiava spingendomi il membro fino in fondo. «Prendi, prendi… ti piace il cazzo duro, eh, troia?»
Ha continuato così finché non ho sentito il getto caldo esplodermi in gola. Ho tossito ma ho ingoiato tutto, perché era venuto proprio in profondità.
«Ahhh… che sborrata! Sei proprio una ciucciacazzi.»
Ha lasciato il cazzo dentro finché non ha cominciato ad ammorbidirsi, poi lo ha sfilato e si è alzato. Ha preso una birra dal minibar e si è seduto accanto a me.
Baci e desiderio crescente
«Allora, Monika… ti piace il cazzo, eh?»
«Sì, mi piace tanto.»
«E la sborra?»
«Anche quella.»
Mi accarezzava tra le cosce, giocando con la mia piccola pisella morbida.
«Mmm… carina. È sempre così molle?»
«Sì, non funziona più… sono gli ormoni.»
«Si sente, pelle liscia… sei proprio una bella fichetta, sai?»
«Grazie… sei carino.»
Si è chinato su di me e mi ha baciato con la lingua. L’ho abbracciato e ho risposto con passione. Si è messo a cavalcioni continuando a baciarmi e a toccarmi ovunque. Io gli tenevo il cazzo che stava tornando duro.
«Wow, che maschio che sei…»
«Sei tu che mi fai effetto.» Ora ce l’aveva di nuovo durissimo.
Ci siamo baciati ancora, più intensamente. Io lo stringevo e lo slinguavo con avidità.
«Senza denti fai dei pompini da urlo.»
«Dammelo ancora.»
Si è spostato e mi è venuto sopra, offrendomelo in bocca. L’ho leccato e succhiato con cura, scendendo fino alle palle. Lui gemeva di piacere.
«Mi fai venire…»
Mi sono fermata e l’ho guardato negli occhi.
«Scopami… scopami.»
«Mmm, troia, lo vuoi in culo, vero?»
«Sì, dai, scopami in culo.»
Penetrazione e amplesso selvaggio
Si è spostato di lato, mi ha fatta girare e, senza nemmeno chiedere, ha premuto la cappella contro il mio buchetto. Non aveva messo il preservativo, ma ero pronta: avevo messo la crema poco prima.
«Così… così, lo vuoi, vero?»
«Sì, dammelo, dai… vieni.» Mentre spingeva per entrare, mi leccava il collo.
Ho sentito la cappella forzare l’anello e scivolare dentro. Era duro ma il mio corpo era pronto.
«Oohh, così… così, troia…»
«Dai, scopami, dai…»
Ha spinto fino in fondo. Sentivo tutto il suo corpo premuto contro il mio. Mi stringeva forte e io mi spingevo contro di lui.
«Sono dentro… tutto.»
«Lo sento, tesoro… ohh, bello, come sei forte.»
Ha iniziato a muoversi lentamente dentro di me, con colpi profondi e misurati.
«Sìì, scopami, dai, lo voglio…»
Sapevo che ai maschi piace sentirsi incitati, e anche a me piaceva parlare, non restare in silenzio come un semplice buco. Mi scopava il culo con ritmo crescente, mi leccava il collo sbavando, mentre stringeva le asticelle che schiacciavano le mie palle.
«Prendi… prendi» ringhiava andando avanti e indietro. «Ti rompo le palle, porca.»
«Sì, dai, ancora…»
Aumentava la forza dei colpi, ansimando come un animale sudato contro la mia schiena. Sentivo un dolore profondo nella pancia, i testicoli schiacciati, ma lo stringevo a me a ogni spinta.
«Porcaaaa… ahh… vengooo…»
«Dai amore…»
Mi è venuto dentro con un grugnito, stringendomi fortissimo. È rimasto premuto contro di me mentre il suo cazzo pulsava. Poco dopo l’ho sentito scivolare fuori e il suo sperma caldo colarmi tra le cosce.
«Ohhh… che roba… Monika… Monika…»
«Tesoro… che bello…»
Intimità dopo l’orgasmo
Siamo rimasti abbracciati a lungo. Ho tirato su il lenzuolo per coprirci, come due amanti. Mi sono girata verso di lui e abbiamo continuato a baciarci con dolcezza. Era brutto, ma non mi importava. Mi stringeva forte, mi aveva tolto la macchinetta e ora mi teneva la pisella tra indice e pollice, menandola piano.
«Amore… il mio clito…»
«Ti piace, eh… puttanella.»
«Sììì… vengo, sai?»
«Ti spremo i coglioncini…» Ha stretto di nuovo le palle con forza. «Dai, vieni, vieni, schizzati in mano.»
Ho obbedito. Ho rilasciato un po’ di liquido chiaro che lui ha raccolto nel palmo.
«Bevila.»
«Buona?»
«Sì, me li hai spremuti tutti…»
«Puttana.» Mi ha baciata di nuovo, poi ha leccato lentamente il suo palmo ancora bagnato.
Categoria: Dominazione e ruoli
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