La cena e l’esibizione
Era una cena tra colleghi come tante altre. Io, astemio totale, ho bevuto solo mezzo bicchiere di vino, ma mi ha dato subito alla testa. L’alcol ha sciolto ogni inibizione e mi sono esibito imitando atteggiamenti gay in modo esagerato e divertentissimo. Gli applausi e le risate non finivano più. Ho una moglie, un figlio, una vita normale, ma ho sempre avuto il vizio delle imitazioni. Alcune mi riescono particolarmente bene, come quella sera: mi sono immedesimato perfettamente nella parte, come se una parte nascosta di me stesse finalmente venendo fuori.
Quell’esibizione ha risvegliato ricordi lontani. Da ragazzo, quando mia madre non c’era, indossavo i suoi vestiti e le sue scarpe col tacco. Erano passati più di quindici anni e quei ricordi sembravano sepolti, ma evidentemente covavano ancora sotto la cenere.
Il ritorno a casa con Giacomo
Per concludere la serata, Giacomo, uno dei colleghi che era passato a prendermi, mi ha riaccompagnato a casa. Durante il tragitto si è fermato in una strada poco illuminata, fingendo di voler accendere una sigaretta. Ha iniziato a farmi una serie incredibile di complimenti per la mia esibizione. Ho notato che nei suoi pantaloni si stava formando un evidente rigonfiamento.
Non volevo creare equivoci, ma lui insisteva. Arrivò a dirmi che se fossi stato una donna sarei stato proprio il suo tipo. Si toccava il cazzo, ormai durissimo sotto la stoffa. Poi mi ha preso la mano e l’ha portata sul suo pacco. Era durissimo. Ho provato a toglierla, ma lui l’ha premuta con forza. Ha pensato che non volessi toglierla e in un attimo ha aperto la zip, tirando fuori un cazzo di notevoli dimensioni. Non portava nemmeno le mutande.
Il primo assaggio proibito
Ha riportato la mia mano sul suo membro. Questa volta non ho provato a ritrarla. Anzi, l’ho impugnato e ho abbassato il prepuzio, scoprendo una cappella grossa e lucida. Ho iniziato a muovere la mano sul prepuzio come se gli stessi facendo una sega. Quando le mie difese sono crollate del tutto, mi sono piegato e l’ho preso in bocca.
Era semplicemente meraviglioso avere quel cazzo tra le labbra. Ho iniziato un pompino lento e profondo, assaporando ogni centimetro. Sono passati più di venti minuti di pura estasi prima che la sua bocca si riempisse di una cascata calda e abbondante di sborra. L’ho ingoiata avidamente, senza sprecarne nemmeno una goccia.
Subito dopo mi ha preso la testa tra le mani e mi ha baciato con passione, un bacio lunghissimo e profondo. Ho respirato vicino al suo orecchio e gli ho sussurrato che mi era piaciuto tantissimo. Lui mi ha risposto che non avrebbe più potuto farne a meno: ero diventata la sua troia.
Ritorno alla vita di sempre
Sono tornato a casa. Milena, mia moglie, mi aspettava ancora sveglia. Abbiamo fatto l’amore per tutto il tempo che restava della notte. È stata una scopata bellissima, intensa e liberatoria. Da quella sera Giacomo è diventato quasi ossessionato. Non abbiamo molto tempo per stare insieme, ma quando può viene a prendermi come collega, mi porta via e mi riporta la sera. La mia macchina la usa quasi sempre Milena adesso.
Stranamente, questa relazione segreta con Giacomo è diventata uno sprone per scopare ancora più appassionatamente con mia moglie. Un segreto che mi fa sentire vivo come non mai.
Categoria: Prime volte
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