Domenica scorsa, stavo percorrendo una strada di campagna, quando mi sono imbattuto in un gregge di pecore che occupavano la strada impedendo il passaggio. Allora, pensando che fossero di passaggio, aspettai un pò, ma niente, il gregge fermo lì. Allorchè mi son messo a suonare il clacson, nulla da fare. Scesi dalla macchina in cerca del pastore.Lo vidi sotto un albero intendo a pisciare.Mi avvicinai per chiamarlo e lui inaspettatamente si voltò.In quel movimento gli vidi il cazzo,,,,e che bel cazzo!Il pecoraio se lo stava infilando nei pantaloni ma lo bloccai per tempo.Eravamo uno fronte all'altro, gli impugnai il cazzo cominciando a segarlo, lui mi guardava sbigottito ma nel contempo consenziente.Mi inginocchiai abbassando contemporaneamente i pantaloni del vecchio pastore.Il suo cazzo era difronte la mia bocca, grondando ancora gocce di piscio.Dal basso lo guardai e il pastore mettendomi una mano dietro la testa, mi invitò con una certa foga a imboccarlo.Una volta in bocca, cominciai a succhiare, pompare, limonare quel bel cazzo, dal quale uscivano le ultime gocce di piscio.Si gonfiava, diventando duro dentro la mia bocca. Un gusto di cazzo forte, un misto di pecora e piscio, ol tutto in mezzo alla natura, al gregge e al cane pastore che scodinzolava intorno….Mi piaceva! Il buco del culo mi pulsava voglioso.Mi tolsi i pantaloni e poggiando le mani sul tronco dell'albero e divaricando le gambe, il pecoraio me lo ficcò dentro scopandomi a pecorina.Il vecchio pecoraio, dava dei colpi di reni continui, forti, intensi, cominciando con movimenti lenti per poi sbattermi forte.I nostri gemiti di piacere si fondevano col belare delle pecore e il suono dei canpanacci.Il pecoraio mi sborrò dentro e stanco si mise sdraiato per terra.Io, mettendomi a pecorina davanti a lui gli ripulii il cazzo dai residui di sborra e dagli umori del mio culo.Il cane pastore girava intorno a noi, respirando affannosamente…Si dice, che i cani capiscono tutto, che sono bestie intelligenti, infatti, vedendo quella scena e il mio culo a pecorina, col buco bagnato che rilasciava sperma, cominciò a leccarlo, facendomi provare una sensazione bellissima, mentre succhiavo e leccavo il cazzo ormai moscio del vecchio pastore.Ad un certo punto, il cane si eccitò e cercava di scoparmi, ma si aggrappò alla mia coscia...ma, provando e riprovando, spostandosi su e giù, destra e sinistra, riuscì a infilarmelo dentro, scopandomi con una velocità e colpi mai provati prima.Godevo come una troia, anzi, come una cagna in calore al punto che col cazzo del pecoraio in bocca e il cane che mi stava scopando, son venuto alla grande, con una sborrata copiosa, bellissima,nel contempo pure il cane, rilasciando un'enorme quantità di sperma nel mio culo.Non ho mai goduto così in vita mia, a sol pensarci, sborro nuovamente!Peccato era solo un sogno, ma chissà, un domani potrebbe succedere davvero!
Dopo essermi trasferito da mio padre per sfuggire alla tensione familiare, non immaginavo che una serata qualunque avrebbe cambiato tutto. Quando lui rientrò inaspettatamente e ci sorprese con il mio amico Roberto, quello che iniziò come un momento imbarazzante si trasformò in un’esperienza intensa e proibita.
Quando sono andato dal mio avvocato per risolvere una questione legale, non immaginavo che il colloquio si sarebbe trasformato in qualcosa di completamente diverso. Un uomo maturo, distinto e affascinante mi ha proposto un modo insolito per saldare il suo onorario. Da quel pomeriggio è iniziata una relazione clandestina fatta di desiderio e piacere intenso.
19 anni vengo mandato a sostituire il personale in ferie al Bio Parco. Tra docce comuni, bagni nascosti e spogliatoi, scopro per la prima volta il desiderio proibito per gli uomini più grandi, finendo completamente sottomesso ai loro desideri.
Una mattina qualunque si trasforma in un’esperienza estrema quando tre operai marocchini bussano alla mia finestra. Costretto a obbedire, scivolo in un vortice di umiliazione e piacere proibito che culmina in una doppia penetrazione selvaggia nel mio appartamento.
A vent’anni, il mio primo impiego in un call center si trasforma presto in un incubo erotico. Tra provocazioni dei colleghi e le richieste del responsabile Marco, scopro quanto sia disposto a spingermi per mantenere il lavoro in un ambiente dominato da potere e desiderio maschile
A diciotto anni appena compiuti, passo qualche settimana nella fattoria dei nonni e incontro Marcello, il robusto figlio del vicino. Quello che inizia come un giro sul trattore si trasforma rapidamente nella mia prima esperienza gay intensa, passionale e senza tabù.