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Sesso selvaggio d'estate coi maschi

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8 ore fa
Immagine Sesso selvaggio d'estate coi maschi

Sono un bell’uomo di trentaquattro anni, ma ne dimostro molti di meno. La statura contenuta, il viso sensuale, i capelli scuri e folti, il fisico scolpito da anni di sport e la pelle poco pelosa mi rendono un bersaglio frequente per maschi di ogni età. Il mio sedere è sodo e invitante, e tra le gambe sfoggio un arnese ben proporzionato, anche se nella media.

Vivo a pochi chilometri dal mare, vicino a una celebre spiaggia che d’estate si riempie di nudisti etero e gay. D’inverno, però, una porzione di quella stessa spiaggia diventa il ritrovo di maschi vogliosi di svuotarsi le palle: ragazzi etero curiosi, gay esperti e chiunque abbia voglia di un pompino ben fatto.

L’arrivo e il primo incontro

Domenica scorsa ho deciso di farci un giro, attratto sia dalla bellezza del posto sia dalla possibilità di rimediare un po’ di sesso. Appena arrivato, ho attraversato una duna fitta di vegetazione passando sotto una sorta di grotta naturale formata da rami e foglie. Lì ho notato un ragazzo moro in attesa: alto circa un metro e settantacinque, capelli ricci corti, occhiali scuri. Un bel tipo. L’ho guardato mentre passavo.

Ho proseguito sulla duna, ma faceva freddo e ho deciso di tornare indietro. Chissà se quel ragazzo era ancora lì, mi sono chiesto. Ripassando sotto la vegetazione, mi si è presentato uno spettacolo arrapante: il moro aveva tirato fuori un minchione scuro e spesso dai jeans, mentre un altro ragazzo era inginocchiato davanti a lui e lo succhiava con impegno.

Li ho osservati per qualche istante. Il ragazzo in piedi si è scostato leggermente, come per farmi vedere meglio. Dal suo sguardo ho capito che mi voleva. Mi sono avvicinato. Subito mi ha palpato il culo con decisione, poi ha passato la mano sul davanti, sentendo il mio cazzo ancora imprigionato nei jeans. In pochi secondi mi ha sbottonato e tirato fuori l’uccello, stringendolo nella mano calda mentre l’altro continuava a ingoiare quel cazzone da almeno venti centimetri con una tecnica da vero professionista.

L’orgia si allarga

Poco dopo il moro mi ha abbassato del tutto i pantaloni e, staccandosi dal primo succhiatore, si è chinato per prendermi in bocca. Succhiava divinamente. Nel frattempo un altro uomo ben dotato si è unito al gruppo. Il suo cazzo duro veniva subito lavorato dal primo ragazzo in ginocchio. Poi è arrivata un’altra persona: una checca evidente, che si è messa a quattro zampe e si è fatta impalare dall’ultimo arrivato. Lui ha infilato il preservativo con prudenza prima di affondare dentro di lei.

Mentre il mio moretto continuava a lavorarmi di bocca con maestria, guardavo la scena eccitatissimo. La checca veniva inculata con forza selvaggia. Poco dopo l’uomo è venuto dentro di lei e, dopo un rapido saluto, se n’è andato. La checca però non era soddisfatta: si è fatta subito montare anche dal ragazzo moro. Ho osservato quei venti centimetri scuri scivolare dentro quel culo allenato, pompando con ritmo deciso. Lui la sbatteva bene ma non riusciva a venire. Sapevo che avrebbe voluto inculare me, ma non ero disponibile.

Alla fine è uscito dal culo della checca e si è rimesso a succhiarmi con avidità. Mentre stavo per esplodere, l’altro pompinaro si è inginocchiato accanto e ha aperto la bocca. Sono venuto sulla sua lingua, schizzando abbondantemente. Poi ho salutato e me ne sono andato, ma la voglia non era passata. Anzi, avevo ancora voglia di fare un bel pompino.

Il giovanissimo e la sborrata finale

Pochi minuti dopo ho notato un ragazzo giovanissimo, sui ventidue anni, alto, bello, con cappellino e giubbotto. Cazzo, mi stava seguendo. Mi sono diretto dietro la vegetazione con la scusa di pisciare. Dopo poco eccolo lì, jeans aperti, un cazzo splendido di venti centimetri duro come pietra, mentre si masturbava lentamente.

Non mi sono fatto pregare. Mi sono inginocchiato subito davanti a lui. Il suo cazzone era bellissimo, profumava di maschio giovane e sano. Le palle depilate e grosse pendevano invitanti. Le ho leccate a lungo, respirando quel profumo pulito e virile. Sono salito verso la cappella, l’ho leccata con desiderio e poi non ho resistito: l’ho ingoiato tutto. Lui mi ha afferrato la testa e ha iniziato a scoparmi la bocca con decisione.

Dopo un paio di minuti l’ho sentito gemere più forte. Sapevo che stava per venire e non volevo perdermi nemmeno una goccia di quel nettare giovane. La bocca mi si è riempita di sperma caldo e denso, ondata dopo ondata. Era tantissimo. Ho ingoiato parte del carico mentre continuavo a succhiare la cappella ancora pulsante, assaporando il gusto dolce e forte di maschio giovane. Ho ripulito tutto con la lingua, poi con un’ultima leccata ho lasciato andare il suo cazzo ancora mezzo duro.

Eccitatissimo, mi sono fatto una sega veloce e sono venuto sulle foglie di una pianta vicina. Mentre godevo, il ragazzo mi ha salutato e se n’è andato, lasciandomi con il sapore del suo sperma ancora in bocca e il corpo che tremava di piacere.