Ciao, sono Edoardo e questa è la storia della mia famiglia, raccontata attraverso i miei occhi. Tutto iniziò durante una calda giornata estiva a Rimini. Vittorio Emanuele, un bel ragazzo di circa venticinque anni, se ne stava elegantemente vestito fuori dal Grand Hotel con un cocktail di frutta in mano. incuriosita dal suo stile fuori dal tempo, mi avvicinai. Lui si presentò con galanteria, spostò la sedia per farmi accomodare e ordinò da bere senza chiedere. Diventammo subito amici e fu lui a narrarmi questa vicenda.
Le Origini della Famiglia
Mio nonno gestiva un prestigioso atelier di moda in zona San Babila a Milano. Conobbe mia nonna quando lei aveva solo diciannove anni ed era già una modella e indossatrice affermata. Lui ne aveva quaranta. Fu un colpo di fulmine. Lei rimase subito incinta e si sposarono in fretta, come si usava allora. Nacque mia madre e la carriera da modella della nonna si interruppe, anche se continuò ad aiutare il nonno nella selezione delle modelle e nell’organizzazione degli eventi. Ancora oggi la famiglia è ricca e molto rispettata nel settore della moda.
Passarono gli anni. Mia madre si diplomò e partì per un viaggio premio nelle capitali europee con due amiche. Tornò incinta a soli diciotto anni. Durante quel viaggio aveva avuto diverse avventure con ragazzi sconosciuti, quindi l’identità di mio padre rimase un mistero.
Il nonno desiderava fortemente un erede maschio, dato il suo lignaggio nobiliare. Dopo scenate e tensioni, mia madre e mia nonna riuscirono a convincerlo rivelandogli, al quarto mese di gravidanza, che aspettavano un maschio. Gli promisero che il bambino avrebbe portato il suo nome e sarebbe diventato il suo erede diretto. Il nonno si addolcì e cominciò a voler bene a mia madre. Purtroppo morì quando io avevo solo nove mesi.
Dopo la sua scomparsa, mia nonna prese in mano l’attività con l’aiuto di mia madre. Io frequentai scuole private esclusive. A casa c’erano una tata e una domestica che ancora oggi vivono con noi. Verso la fine delle elementari sentii mia madre e mia nonna discutere: la mamma mi annunciò che sarebbe andata a vivere a Parigi per gestire una filiale europea. La vedevo poco già prima, quindi la sua assenza non mi pesò particolarmente. All’inizio tornava qualche sabato, poi le visite si diradarono fino a cinque o sei volte l’anno.
Le Prime Esperienze e l’Amico Ripetente
A scuola conobbi un ragazzo ripetente. Diventammo amici e con lui ebbi i primi approcci sessuali. Andavo a casa sua con la scusa di studiare, ma guardavamo film porno e ci masturbavamo a gara, fino a sfinirci. Avevo quindici anni. Mi presentò anche la sorella maggiore, di un anno più grande di lui: una ragazza alta, robusta, con viso spigoloso e seno piccolo. Il fratello era molto geloso di lei.
Con il tempo le semplici seghe non bastarono più. Passammo ai pompini reciproci, al sessantanove e infine ai rapporti anali. Lui voleva sempre scoparmi. Per bilanciare la situazione, gli proposi uno scambio: se lui lo faceva a me, io lo avrei fatto a lui. Accettò. Sapendo della sua gelosia, gli chiesi di coinvolgere la sorella. Mancavano pochi mesi al mio diciottesimo compleanno. Avevamo già scopato una decina di volte e, sebbene mi piacesse, cercavo qualcosa di più eccitante. Eravamo anche andati un paio di volte a puttane a Milano, ma non mi suscitavano grande interesse. Ciò che davvero mi faceva impazzire era mia nonna.
L’Ossessione per la Nonna
Mia nonna era una donna di straordinaria bellezza. Alta un metro e ottanta, linea perfetta, capelli biondo scuro lunghi fino alle spalle, sempre impeccabile nel trucco e nell’abbigliamento. Aveva un portamento elegante da modella e nobile. Anche in palestra o in piscina si distingueva da tutte le altre donne.
A quindici anni tornavo da scuola intorno all’una, più o meno quando rientrava anche lei dall’ufficio. Andava in camera, si toglieva gli abiti eleganti e indossava un kimono di seta legato in vita, senza togliere la biancheria di pizzo sexy. Mi aspettava per un pranzo veloce, poi si sdraiava sul divano del tinello per un pisolino. Il kimono si apriva spesso, rivelando le sue cosce avvolte dalle calze autoreggenti e il reggiseno quasi trasparente. Quel “vedo non vedo” mi eccitava da morire. Dopo una decina di minuti si ricopriva, ma io correvo in camera a masturbarmi. Questo rituale si ripeté per circa tre anni, almeno due volte a settimana, quando la tata tornava a casa.
Un pomeriggio la tata mi chiese di staccare una tenda alta nel tinello. Salendo sulla scala scoprii, nascoste dietro i capitelli, alcune scatole con date scritte sopra. Contenevano sette videocassette e tre album fotografici. Li portai in camera mia. Due album erano della nonna con foto provocanti di qualche anno prima, uno era di mia madre con nudi artistici per book fotografici. Nelle foto della nonna c’erano pose molto esplicite: seni sostenuti, gambe spalancate, a quattro zampe con figa e culo in mostra. Trovai anche due riviste con un paginone centrale dove posava nuda con un cagnolino. Mi feci decine di seghe solo su quelle immagini.
Con l’aiuto di un fotografo che lavorava per mia nonna, digitalizzai tutto. Come pagamento mi chiese di posare per foto del mio cazzo senza viso. Durante lo shooting si eccitò e mi fece un pompino. Caricai tutto su chiavette USB. Guardai alcuni video: mia nonna da giovane che girava scene porno con attori dai capelli lunghi e basettoni.
Il Diciottesimo Compleanno
Arrivammo al mio diciottesimo compleanno, nato il 10 luglio. Il mio amico stava per partire per le vacanze e propose di festeggiare il venerdì sera. A casa sua lo trovai nudo insieme alla sorella. Mi abbracciò e mi disse che lei era il mio regalo. Mi scopò, poi mi permise di scopare la sorella. Successivamente mi chiese solo di guardare mentre limonava e la prendeva alla pecorina. Lei si dimenava come un’anguilla. Finito il rapporto, la ragazza mi baciò, mi fece un pompino e si mise a quattro zampe permettendomi di prenderla mentre il fratello mi chiedeva se mi piacesse il regalo. Sono ancora amanti tra loro, ma io non ho più avuto rapporti con nessuno dei due.
Da allora la mia vera ossessione è rimasta solo mia nonna, la donna più desiderabile che avessi mai conosciuto.