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La dottoressa cura le emorroidi spaccandomi l'ano

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2 ore fa
Immagine La dottoressa cura le emorroidi spaccandomi l'ano

Sono Paolo, ho trent’anni e lavoro come traduttore da casa. Da tempo coltivo un desiderio profondo: vestirmi da donna e trovare qualcuno che apprezzi questa mia versione. Nel frattempo, il mio piacere è solitario. Mi masturbo regolarmente con un dildo realistico, almeno una volta al giorno. Una mattina, però, le emorroidi mi fanno un male cane. Decido di prenotare una visita privata presso una dottoressa raccomandata.

La studio è accogliente e discreto. Mi accoglie una donna imponente: alta quanto me, ma decisamente più in carne, con curve generose che riempiono il camice bianco. Mi chiede di spogliarmi completamente. Obbedisco, sentendomi esposto. Il suo sguardo si posa sul mio sesso piccolo e morbido, poi passa all’esame. Le emorroidi sono infiammate. Mi prescrive una pomata specifica e mi spiega come applicarla.

La confessione che ha cambiato tutto

Mentre mi rivesto, mi fa una domanda diretta: «Come mai sono ridotte così male?». Esito solo un istante, poi decido di essere sincero. «Dottoressa, sono gay e mi masturbo con un pene finto quasi ogni giorno.» Lei sorride, sorpresa ma non scandalizzata. «Sei il primo paziente che mi dice la verità senza giri di parole.»

Continua a farmi domande. «Non frequenti uomini?» «No. Il mio sogno è trovare una donna che mi ami così, che mi vesta da donna e mi prenda.» Lei mi osserva per qualche secondo. «Capisco. Sai, sono single, vivo sola. Ti piacerebbe provare con me?» Il cuore mi balza in gola. «Sì, dottoressa… magari.»

Mi saluta con una stretta di mano calda. «Usa la crema e guarisci. Ci sentiremo presto.» Esco con il battito a mille. A casa applico la pomata con cura e, per una settimana intera, evito di masturbarmi. Il telefono squilla proprio la domenica mattina.

L’appuntamento a casa sua

«Domani è domenica. Se vuoi venire da me, ho dei vestiti di quando ero più magra. Ho anche una parrucca.» Accetto senza esitare. Arrivo da lei vestito da uomo, nervoso ed eccitato. Mi fa entrare e mi chiede di spogliarmi di nuovo. Controlla le emorroidi: stanno decisamente meglio. Poi, con naturalezza, si sfila anche lei il vestito.

Davanti a me appare un corpo voluttuoso: seni enormi, fianchi larghi, un culone morbido e invitante. «So di essere grassa,» dice con un filo di malinconia, «vivevo con mia mamma, poi si è ammalata di tumore e dopo anni di cure è morta. Sono caduta in depressione e ho messo su tanti chili.»

Mi viene spontaneo avvicinarmi e abbracciarla forte. Quel contatto diventa un bacio, prima dolce, poi sempre più appassionato. Ci sediamo nudi sul divano e beviamo un whisky. «Non so nemmeno come ti chiami,» mormoro tra un bacio e l’altro. «Lorenza,» risponde lei con un sorriso. «Che bel nome.»

Mi accarezza il sesso, ma resta mezzo moscio per l’emozione. «Vado a prenderti i vestiti, va bene?» «Certo, tesoro.»

La trasformazione

Torna con autoreggenti nere, una guêpière, un reggiseno che imbottisce con fazzoletti di carta, un vestito a tubino nero aderente. Mi trucca con cura, poi completa l’opera con una parrucca castana lunga. Mi guardo allo specchio e resto senza fiato. «Come sono bella…» «Sei fantastica,» conferma lei. «Quasi quasi ti porto a battere.» Rido. «No dai, non dire così.» Lei sorride. «Scherzo… ma se volessi, diresti di no?» «Non so… padrona. Io voglio essere solo tuo.»

Lorenza esce dalla stanza e ritorna con un grosso strap-on. Mi porta in camera da letto. «Mettiti a pecora.» Solleva il vestito sopra i fianchi. Nello specchio vedo una donna dal viso grazioso, con un seno generoso, pronta a essere presa. Mi spalma la crema lubrificante e penetra lentamente.

«Ohh… che bello,» gemo. Lei mi afferra per le anche e comincia a muoversi con ritmo deciso. Le mie tette finte ballano a ogni spinta. Una sua mano scivola sotto e palpa il mio sesso. «Wow, ti stai eccitando davvero.» Pochi istanti dopo vengo, schizzando sul lenzuolo. Lei continua ancora un po’, poi toglie lo strap-on e si sdraia.

Il nostro scambio di ruoli

«Dai, infilami il cazzo.» Ho un’erezione potente. Entro nella sua figa carnosa e calda. Sentire la sua pancia morbida e i seni enormi contro di me è una sensazione paradisiaca. Ma dopo appena due colpi vengo di nuovo, riempiendola. «Wow, sei venuto dentro di me,» sussurra. «Sì… mi ecciti tantissimo. Agli uomini di solito non piaccio.» «A me sì, e tanto.»

«Ora lavo lo strap-on e poi mi scopi tu, va bene?» «Sì.» Indosso di nuovo lo strap-on sopra il vestito da donna e comincio a prenderla. «Ahhh… come lo sento bene.» «Scusa, sai, ma questo è un cazzo.» «Padrona, non mi arrabbio di certo. Pensa solo a godere.» E lei gode, eccome. La scopo a lungo, con passione.

«Dai, ora spogliati e inculami,» mi ordina. Mi libero del vestito e penetro nel suo culo morbido. Lei si guarda allo specchio, estasiata. «Che bello… un uomo che mi scopa e mi incula.» Spingo con forza, lei geme sempre più forte. «Ahhh… dai che vengo… vengooo!» Il suo orgasmo è intenso e bagnato.

Si gira verso di me. «Dai, lecca.» Lecco la sua fica ancora pulsante, assaporando il suo sapore dolce e abbondante. «Sai di buono, padrona.» «Chiamami Lorenza… non sono la tua padrona.» «Va bene, Lorenza. Ti amo. Ho goduto tanto e mi piace scoparti.»


Categoria: Dominazione e ruoli

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