Decisi di trascorrere un pomeriggio rilassante alle Terme di Roma. Sauna, bagno turco, idromassaggio e tutto il resto: era il piano perfetto per distendere i muscoli e liberare la mente dallo stress quotidiano.
Me ne stavo comodamente seduto nel bagno turco, avvolto dal vapore caldo e denso, quando una splendida bionda con un seno mozzafiato si alzò proprio di fronte a me. Con un movimento rapido, scostò l’asciugamano e rivelò un cazzo lungo e grosso che appoggiò direttamente contro le mie labbra.
Vedendo la mia iniziale resistenza, mi assestò due schiaffi decisi sul viso e me lo spinse in bocca con forza. Di fronte alla mia continua esitazione, arrivarono altri due ceffoni sonori. Alla fine aprii la bocca e accolsi la cappella grossa tra le labbra. Iniziai a succhiarla, mentre notavo che il tronco era perfettamente cilindrico e sotto pendevano due palle rasate e invitanti.
Era solo il secondo pompino della mia vita, dopo quello fatto anni prima in auto a un altro trans. La situazione, però, era incredibilmente eccitante e mi lasciai trasportare dal momento.
Dopo qualche minuto arrivò un secondo trans che si posizionò accanto al primo. Il suo cazzo era ancora più grosso e nodoso. Senza bisogno di parole, capii cosa ci si aspettava da me e cominciai a succhiare anche quello, alternandomi tra le due cappelle.
Nel frattempo, i due si baciarono con passione sfrenata. La bionda mi tolse l’asciugamano e afferrò il mio cazzo già duro, iniziando a masturbarmi con abilità e grande piacere.
Dopo qualche minuto in quella posizione surreale, il primo trans uscì dalla mia bocca e mi invitò a seguirlo in un angolo più discreto del bagno turco. Ci ritrovammo lì tutti e tre.
La sottomissione nel vapore
Mi inginocchiai davanti a lui e ripresi a succhiargli il cazzo con impegno, mentre l’altro si posizionò alle mie spalle. Sentii la sua lingua calda esplorare il mio buco del culo, alternando leccate profonde a dita che mi penetravano. Era la prima volta che vivevo una situazione del genere: ero completamente in balia di due trans che stavano per prendermi.
La sua lingua entrava dentro di me, leccando ogni piega, mentre con una mano mi masturbava il cazzo e i testicoli. Contemporaneamente, continuavo a sentire la cappella dell’altro che si induriva sempre di più nella mia bocca.
In un attimo, lingua e dita furono sostituite dalla cappella che mi penetrò con decisione, spaccandomi il culo e arrivando fino in fondo. I suoi testicoli sbattevano violentemente contro i miei mentre un dolore devastante e insopportabile mi attraversava. L’altro mi afferrò la testa e mi obbligò a ingoiare ancora più a fondo il suo membro.
Il caldo atroce della stanza e il male lancinante mi facevano quasi svenire. Poi, lentamente, il bruciore cedette il posto a un piacere inaspettato. I due se ne accorsero subito.
Quello che mi stava scopando iniziò a muoversi ritmicamente, montandomi con forza crescente, mentre l’altro lo incitava. Ben presto la monta divenne selvaggia. Incitato dal piacere, cominciai a implorarlo di chiavarmi come una troia, di sbattermi senza pietà. Non capivo più nulla. Sotto quei colpi potenti, il mio cazzo esplose in un orgasmo violento, schizzando ovunque.
A un certo punto sentii il cazzo sfilarsi. Vidi lo stallone sedersi accanto a me, raggiunto dalla bionda che iniziò a succhiarglielo con avidità. Quasi nello stesso istante, una vera e propria trave mi si infilò nel culo, scopandomi come la peggiore delle puttane. Non sapevo chi fosse, ma aveva un uccello enorme che mi apriva in due a ogni spinta.
Mi montò con furia, come un mantice, fino a quando liberò una cascata abbondante di sborra che mi inondò l’intestino. Poi si ritirò e sparì.
Subito dopo il biondo prese il suo posto. Mi penetrò nel culo ormai spalancato e pieno di sperma, scopandomi per qualche minuto prima di tirarlo fuori e venire copiosamente sulla mia schiena.
Ora toccava all’ultimo, quello che per primo mi aveva rotto il culo. Mi girò a pancia all’aria e mi scopò con forza brutale, per poi estrarre il membro e sborrarmi direttamente sull’uccello.
Mi salutò e se ne andò. Nel giro di mezz’ora ero stato inculato da tre trans, uno dei quali dotato di un vero mostro, e riempito di sborra. Erano scomparsi nel nulla.
Mi rialzai umiliato e letteralmente distrutto, con lo sperma che mi colava lungo le gambe. Feci una lunga doccia calda, cercando di riprendermi, poi uscii verso la piscina.
Guardavo tutti i presenti – donne, uomini e trans – con un dubbio che ancora mi tormenta: quali tra loro erano stati quei tre con i cazzi enormi che mi avevano montato in quel modo?