Mi chiamo Fiorenza e sono nata alla fine del dicembre 1969, quindi ho da poco compiuto quarant'anni. Bionda da quando ne avevo venti, anche se di natura sono castana, misuro un metro e cinquantotto per cinquantatré chili. Ho una terza di seno, cosce tornite e un sedere un po' abbondante, a forma di panettone come dicono in tanti.
La mia vita sessuale è sempre stata particolare e lo è ancora di più oggi. Sverginata a sedici anni, ho provato il primo rapporto anale l'anno successivo. Sono tra le poche ragazze che, dopo la deflorazione, hanno continuato a fare seghe e pompini con entusiasmo. Ho avuto una sola vera storia d'amore con un ragazzo, durata tre anni dal 1989 al 1992, finita male perché un giorno ho deciso di tradirlo e lui l'ha scoperto.
Il mio atteggiamento è sempre stato libertino: dopo aver perso la verginità non mi sono mai fatta troppi problemi a finire a letto con un uomo che mi attraeva. Non ero disponibile per chiunque, ma a chi mi piaceva bastava chiedere. A vent'anni ho iniziato a prendere la pillola per fare l'amore con il fidanzato senza preservativo e questo ha amplificato il mio spirito libero, soprattutto dopo la fine della relazione.
Un po' con Tizio, un po' con Caio, un po' con Sempronio, la mia esistenza è proseguita tra sesso, divertimento e leggerezza. Tutto è cambiato verso la fine della primavera del 1996. Mentre lavoravo nel magazzino dove sono ancora impiegata – mi occupo di bolle di entrata e uscita, locazione e classificazione dei prodotti – la moglie del titolare e sua sorella, la signora Mimma, mi hanno avvicinata.
La signora Mimma mi ha detto: «Avrei bisogno di parlarti. Stasera, quando esci, passa da casa mia, abito qui vicino. Va bene?». Per cortesia ho accettato, ma per tutto il pomeriggio mi sono chiesta cosa volesse da me una persona che non avevo mai visto prima.
Alle diciassette e trenta, finito il turno, mi sono presentata a casa sua. Mi ha accolto con gentilezza: «Siediti, beviamo un caffè e poi parliamo». Dopo il caffè e qualche chiacchiera sul caldo che arrivava, è andata dritta al punto.
La proposta inaspettata
«So che ti piace il cazzo. Non arrossire, non c'è niente di cui vergognarsi. Piace tanto anche a me, siamo donne ed è normale. Volevo farti una proposta: ti andrebbe di arrotondare lo stipendio facendo qualche marchetta la domenica? Cerchiamo una ragazza affidabile. A volte le volanti non bastano. Abbiamo un posto da coprire la domenica. Stai tranquilla, le ragazze lavorano a più di quaranta chilometri da qui, dove nessuno ti conosce.
Nei nostri punti bisogna fare trentamila lire a servizio, naturalmente col preservativo, e non cinquanta perché la zona è così. Ti lasciamo il quaranta percento netto, tutte le spese a nostro carico. Ogni cliente ti restano in tasca dodicimila lire, niente male. Non devi per forza fare tutto: l'importante è far venire il cliente e trattarlo con gentilezza. Con la maggior parte bastano cinque minuti. Prendi i soldi, tiri fuori il seno, gli lasci succhiare se vogliono, abbassi le mutande mentre lui cala i pantaloni, glielo meni anche se è già duro, te lo infili dentro e lo fai finire. Poi ti sistemi e avanti il prossimo.
In una domenica dalle dieci alle diciotto puoi farne anche più di dieci. Se lavori tutte le domeniche metti insieme anche più di mezzo milione. Che ne dici?»
«Per le domeniche non ci sono problemi, ho il ciclo come un orologio e la domenica non mi viene mai. Però è una cosa da valutare, fare la puttana non è una decisione da poco…»
«Ma cosa vuoi che sia. Pensa ai soldi e al fatto che fai una cosa che ti piace. Dai, fatti vedere. Alza un po' la gonna. Ehi, che belle cosce sode, messe in mostra fanno impazzire».
«In città cerco di non esporle troppo…»
«E fai bene. Ma sulla strada cambia tutto. Devi mostrare il più possibile, queste cosce attirano. E le tue tette, sul fisico che hai, colpiscono».
«Sì, ho una terza».
«Appunto. Abbassa le mutande, fammi vedere: che bel fighino» – e mi ha infilato due dita dentro – «si entra facile ma è abbastanza stretto. Il culo è rotto?»
«Sì».
«Molto bene. Se te lo chiedono, solo se te lo chiedono, lo dai a cinquantamila. E i bocchini li fai?»
«Sì».
«Bene. Per quelli trentamila, come per la figa. Dai, non pensarci troppo. Prova almeno».
Presa alla sprovvista, non ho più saputo cosa obiettare: «Va bene, proviamo».
«Brava. Sabato ti portiamo a vedere il posto e domenica fai la prova. Va bene?»
«Va bene».
«Hai minigonne?»
«No».
«Allora prova queste». Me ne ha date quattro e mi stavano tutte alla perfezione. Tre erano molto corte, mi usciva il culo e si intravedeva un pezzetto di mutandina davanti.
«Stai benissimo. Vedrai che andrà tutto bene. Quando torna mio marito, che è andato ad accompagnare le ragazze del turno serale e a prendere quella del giorno, glielo dico. Allora sabato mattina verso le nove vieni qui».
L'avventura sulla strada
Sabato mattina sono andata a vedere il posto: una strada secondaria ma molto trafficata, con una zona riparata per le auto e un sentiero che portava in un boschetto. Lì, quando il tempo era bello, ci si poteva sdraiare in una rientranza tra le robinie, a una decina di metri dal punto di lavoro.
Così, alle dieci di mattina di domenica 2 giugno 1996, è iniziata la mia avventura di puttana della domenica. Ricordo il primo cliente: un anziano arrivato in bicicletta. L'ho portato nel boschetto pensando che sarebbe stata dura, ma quando ha abbassato i pantaloni ce l'aveva duro come il marmo. Mi ha penetrata senza problemi e mi ha chiavata con ardore. Da lì è cominciata la mia esperienza sulla strada, durata fino alla fine di luglio del 2006.
Dal giugno 1998 all'ottobre 2002, oltre alle domeniche, sostituivo di sera una delle ragazze quando aveva le mestruazioni. Pino, il protettore, mi veniva a prendere all'uscita dal lavoro e mi riportava a casa verso l'una. Il giorno dopo ero di nuovo in magazzino. Era faticoso, ma rendeva bene.
Quando ad agosto del 2006 sono andata al mare, sapendo che quell'avventura era finita, mi sono sentita sollevata da un peso ma anche contenta di averla vissuta. Sono tornata alla vita di prima: allegria, sesso e divertimento.
L'incontro che ha cambiato tutto
All'inizio dello scorso anno ho conosciuto Daniela. Ci siamo piaciute subito e lei mi ha stregata piano piano. Grazie a lei ho scoperto il sesso tra donne: fatto sì di dildo e vibratori, ma soprattutto di dolcezza, coccole e trasporto. Un rapporto estremamente appagante. Ci vogliamo un bene immenso, io per lei andrei nel fuoco e lei farebbe lo stesso.
Siamo della stessa età, lei è più alta e un po' più magra, nel complesso una bella donna. Ma non è solo l'aspetto: ha un fascino unico che non so descrivere. Per lei è la terza esperienza saffica, ma non è lesbica al cento percento: se capita va anche con gli uomini. Lo stesso vale per me. Per questo non siamo ancora fidanzate ufficialmente, ma ci siamo vicine.
Adesso il venerdì sera vado da lei e resto fino al lunedì mattina o alla domenica sera. Da poco abbiamo scoperto il pissing. Il sabato e la domenica mattina, prima del bagno, ci pisciamo addosso, di solito in faccia. Ci piace tantissimo. Facciamo l'amore quasi ogni volta che ci vediamo, anche durante la settimana. Stiamo davvero bene insieme.
Questo rapporto è il più appagante che abbia mai vissuto. Ora so cosa significa amare davvero. Prima o poi, come ho detto, ci fidanzeremo. Ma anche da fidanzate non rinunceremo alle nostre libertà. Il nostro motto resta: «Cazzo o figa? Tutt'e due!»
Categoria: Incontri casuali
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