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Ingoio forzato per l'uomo sposato

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1 giorno fa
Immagine Ingoio forzato per l'uomo sposato

Mi chiamo Alex, sono sposato con due figli e lavoro come arredatore d’interni. Da mesi frequentavo una palestra vicino casa, vivendo nel terrore costante che mia moglie o qualche conoscente scoprisse la mia attrazione per gli uomini. Avevo però sviluppato un sesto senso per gli sguardi, e il mio si era fermato su Mamuka, un istruttore originario della Croazia.

Aveva una leggera abbronzatura dorata, uno sguardo magnetico e muscoli definiti che mi facevano letteralmente salire il sangue al cervello. Ogni volta che lo vedevo, il cazzo mi diventava duro all’istante, ma cercavo sempre di nascondermi perché molti in palestra conoscevano mia moglie.

L’invito inaspettato

Un giorno fu lui ad avvicinarsi. «Ti alleni spesso, come va?» mi chiese dopo aver parlato di carichi e allenamenti. Pochi minuti dopo mi invitò a casa sua per un caffè. A mia moglie mostrai la foto dell’istruttore e le dissi mezza verità: lei non sospettò nulla.

Appena entrato nel suo appartamento, parlammo brevemente di arredamento. Dopo pochi minuti, però, Mamuka mi baciò sulla bocca con decisione. La sensazione della sua barba folta e mascolina che mi graffiava le labbra mi travolse, cancellando ogni esitazione in un istante.

Ci spogliammo in fretta. Rimasi senza fiato davanti al suo corpo tonico e al suo cazzo lunghissimo, spesso e incurvato verso l’alto. Non voleva perdere tempo: mi bagnò il buco con la saliva e lo spinse dentro di colpo, senza preavviso.

Dolore e piacere estremo

La cappella grossa mi provocò un dolore pungente che durò diversi secondi, ma fu subito seguito da un’ondata di godimento indescrivibile. Era così grande che sentivo ogni vena, ogni millimetro che si faceva spazio dentro di me, dilatandomi completamente.

Le sue spinte erano potenti e profonde. Mentre mi fotteva con violenza in una posizione molto esposta, decise che il suo enorme cazzo non bastava. Infilò anche un pollice dentro di me, allargandomi ancora di più. Il dolore fu lancinante, il mio buco si tese al limite. Provai a urlare, ma lui mi tappò la bocca con la mano grande e pesante.

«I vicini!» ringhiò. A me non importava più niente. Il suo cazzo venoso che mi scavava le viscere mi faceva impazzire. Troppo dolore e troppo piacere insieme. Lui capì quanto stavo godendo e spinse ancora più a fondo, sorridendo soddisfatto.

Mi teneva bloccato sotto di sé, schiacciandomi con il suo peso mentre continuava a scoparmi con cazzo e pollice allo stesso tempo. Quella sottomissione totale e il calore della sua pelle mi portarono in uno stato di eccitazione mai provato prima.

Cambio di posizione e umiliazione erotica

Mi girò a pancia in su, mi alzò le gambe fino al petto e continuò a usarmi senza pietà, cambiando posizione ogni pochi istanti. Mi dominava come un oggetto di puro piacere. A un certo punto sfilò il cazzo dal culo e me lo sbatté in bocca, sudato e con un odore intenso e maschio.

Avevo il buco vuoto e pulsante, desideroso di essere riempito di nuovo, mentre la bocca era completamente invasa dal suo membro. Dopo avermi scopato la gola, si mise a masturbarsi a pochi centimetri dalle mie labbra aperte. Mi teneva la bocca spalancata con le dita, massaggiandomi il labbro inferiore con il pollice.

Cercai di chiudere le labbra per farlo venire sul petto, ma lui non me lo permise e me le riaprì. Pochi istanti dopo la sua cappella diventò ancora più viola e cominciò a spruzzare con forza. Uno sperma grumoso, giallastro e dal sapore fortissimo mi inondò la bocca in quantità impressionante.

L’orgasmo finale e la resa totale

Mi fece un po’ senso all’inizio, ma l’eccitazione era troppo forte. Lui mi tenne la mano sulla bocca: «No, nooo. Masturbati».

Con il suo sperma denso ancora in bocca iniziai a segarmi. Poco prima di venire, l’istinto prese il sopravvento: ingoiai tutto in due volte, sentendo quel sapore salato e amaro scivolare giù per la gola. Venni copiosamente sulle sue gambe muscolose.

«Vedi che non era così male?» mi disse con un sorriso.

Ancora stordito, andai in cucina a mangiare una banana per togliermi quel sapore intenso dalla bocca, mentre lui era già sotto la doccia. Ci lavammo insieme, chiacchierando come se niente fosse. Poi scappai verso casa, portando ancora addosso il segno di quel pollice e il sapore di Mamuka.

In quel momento mi resi conto che essere costretto a ingoiare tutto quel seme stava diventando un vero feticismo. Solo a ripensarci mi si rialzava il cazzo all’istante.