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A 19 anni mio padre nel letto

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19 ore fa
Immagine A 19 anni mio padre nel letto

Avevo circa diciotto anni quando tutto cominciò. Io e mio padre vivevamo soli da sempre. Mia madre era venuta a mancare quando ne avevo solo tre, e da quel momento eravamo rimasti soltanto noi due, legati da una sintonia perfetta.

Tra me e lui c’era sempre stato un rapporto bellissimo, fatto di complicità e affetto profondo. Eravamo più simili a due fratelli che a padre e figlio. Lui era un uomo ancora giovanissimo, sui trentacinque anni, alto, con un fisico statuario completamente privo di peli. Io ero la sua copia esatta: identici in tutto e per tutto.

La Festa di Compleanno

Tutto ebbe inizio intorno al mio diciannovesimo compleanno. Stavamo organizzando i preparativi per la festa. Sapevo che sarebbero venuti tantissimi ragazzi, tra cui uno che mi piaceva davvero. Avevo già avuto qualche esperienza con altri ragazzi in passato, ma con lui non volevo lasciarmi sfuggire l’occasione.

Dissi a mio padre di preparare tutto in modo impeccabile e lui non si fece pregare, rispondendo alle mie richieste con battute divertenti. Sapeva quanto tenessi a quella festa e fece esattamente ciò che gli avevo chiesto.

Gli ospiti arrivarono in massa e la festa fu un successo. Quando tutto finì, mettemmo in ordine la casa. Poi io e mio padre iniziammo a scherzare con la pistola ad acqua collegata alla pompa del giardino, finendo per bagnarci completamente.

La Doccia e gli Sguardi Proibiti

A un certo punto mi disse che andava a farsi una doccia. Dato che tra noi non era mai esistito alcun senso di vergogna, gli risposi che lo avrei seguito per prepararmi anch’io.

Lui cominciò a spogliarsi davanti a me. Non lo avevo mai guardato con quegli occhi, ma quella volta il suo sguardo malizioso mi fece arrossire violentemente. Continuò a togliersi i vestiti fino a quando non si sfilò anche le mutande, rivelando un cazzo bellissimo, enorme, lungo circa venti centimetri e notevolmente spesso.

Mi voltai di scatto, sopraffatto dalla vergogna. Mio padre mi chiese cosa avessi e io risposi solo «niente».

Uscii di corsa dal bagno, fingendo indifferenza. Andai in camera da letto per prendere il pigiama. Attraverso lo specchio vidi mio padre con solo l’asciugamano legato in vita, l’acqua che gli scorreva sul corpo scolpito. Mi girai e i miei occhi caddero inevitabilmente sulla protuberanza evidente sotto l’asciugamano, proprio tra le sue gambe. Lui se ne accorse e mi domandò cosa stessi guardando. Finsi di nulla, presi la mia roba e mi diressi in bagno.

Una volta lì, mi masturbai con una foga mai provata prima, ossessionato dall’immagine del cazzo di mio padre.

La Notte che Cambiò Tutto

Quando tornai in camera, lo trovai già a letto. Noi due dormivamo sempre insieme. Mi infilai sotto le lenzuola e mi misi su un fianco. Come ogni notte, mio padre mi abbracciò da dietro. Sentii qualcosa di durissimo premere contro il mio sedere, proprio vicino al buco del culo.

Con un filo di voce, mi chiese di girarmi e guardarlo in faccia. Lo feci. Lo fissai negli occhi e gli domandai cosa volesse. Senza la minima vergogna, mi chiese se ero gay. Risposi di sì.

Immediatamente sentii la sua mano scivolare tra le mie gambe. Il mio cazzo era già duro come la pietra. Mi chiese se poteva toccarmi e io dissi di sì.

Da quel momento iniziò il delirio. Mio padre erano mesi che non scopava. Mi chiese di toccargli il cazzo e di segarlo. Iniziai piano, ma lui voleva più forza. Lo accontentai, sentendolo ansimare sempre più eccitato. Improvvisamente venne nella mia mano. Era un uomo instancabile, capace di eiaculare più volte di seguito senza fermarsi.

Poi mi afferrò la testa e me la spinse con violenza sul suo cazzo enorme, pieno di vene pulsanti, ordinandomi di fargli un pompino. Iniziai con foga. Lui mi teneva la testa e la spingeva sempre più forte, ficcandomi il membro fino in gola. Venne con fiotti abbondanti di sperma caldo e denso che mi riempì la bocca.

Mi chiese cosa volessi fare ora che il ghiaccio era rotto. Avevo ancora il suo seme che mi colava dalle labbra. Ero esausto, ma lui era lontanissimo dall’esserlo.

Mi fece girare e iniziò a leccarmi il buco del culo e le palle con avidità. Infilò prima due dita, poi si rese conto che ero già abituato e ne aggiunse altre, fino a quattro. Alla fine mi ficcò l’intera mano dentro. Io godevo come un pazzo e venni in un’esplosione di sborra. Lui mi spinse la testa nel mio stesso sperma costringendomi a leccarlo tutto.

All’improvviso sentii un dolore intenso al culo, ancora più forte della mano: era il suo cazzo enorme che mi penetrava con spinte potenti e selvagge. Mi stava sfondando completamente, facendomi godere come una troia. Quella sera mi distrusse il culo e continuò a farlo per tutte le notti che seguirono.