Caricare
Accedere Iscrizione

Mi piace il ragazzo che prende mia moglie

3
2 ore fa
Immagine Mi piace il ragazzo che prende mia moglie

Genova ci aveva accolti con il suo fascino decadente, fatto di vicoli stretti e palazzi antichi. Appena entrati in hotel, l’unico obiettivo era sfuggire alla routine quotidiana. Ma la vera scintilla scoccò nella SPA dell’albergo.

Irene indossava un costume intero verde smeraldo che la faceva sembrare una sirena immersa nel vapore caldo. Fu lì che lo notammo. Aveva 27 anni, un corpo scolpito nel marmo e uno sguardo che sapeva esattamente cosa voleva. Non era solo bello: emanava una forza magnetica che attirava sia lei che me.

Irene se n’era accorta subito. I suoi movimenti erano diventati più lenti, sensuali, il seno che si alzava e abbassava rapidamente sotto il tessuto bagnato. Quando uscii per qualche minuto e tornai con una bottiglia di prosecco fresco, tra loro il ghiaccio era già rotto. La nostra proposta di salire in suite non fu un semplice invito, ma una necessità carnale impellente.

Nella suite

La luce calda delle lampade disegnava ombre lunghe sulle pareti della camera. Ci accomodammo sul divanetto circolare, con Irene al centro, vero perno di quella tensione erotica. Mentre sorseggiavamo il prosecco ghiacciato, le parole divennero superflue.

Fu Irene a prendere l’iniziativa. Con dita leggermente tremanti ma decise, abbassò il costume del ragazzo. Il silenzio calò pesante nella stanza quando apparve il suo membro: enorme, largo, dalla pelle tesa e perfettamente depilata, che pulsava di vita propria. Irene rimase senza fiato per un istante, poi mi guardò con gli occhi spalancati dall’eccitazione e sussurrò: «È il triplo del tuo…».

Non era una semplice constatazione, era una dichiarazione di puro desiderio.

Il ragazzo si sdraiò sul letto, offrendosi come un altare di carne. Ci chinammo su di lui insieme. Le nostre bocche si alternavano e si incrociavano su quel cazzo imponente, leccandolo, succhiandolo, gustando ogni centimetro di quella vigorosa giovinezza. Io godevo nel vederla così vorace e abbandonata, lei godeva nel possedere finalmente ciò che aveva sempre sognato.

Il piacere di Irene

Poi Irene si liberò completamente del costume. Nuda, con la passera perfettamente depilata che brillava sotto le luci soffuse, si mise a pecora al centro del grande letto. Il ragazzo la prese da dietro con la forza di un toro. L’impatto dei corpi fu violento e primordiale. La montava con spinte profonde e decise che la scuotevano tutta, facendola gridare di piacere.

Irene cercava continuamente il mio sguardo, comunicandomi con gli occhi che quel cazzo enorme la stava portando in un’altra dimensione di estasi.

Mentre lui continuava a possederla con ritmo potente, mi posizionai davanti a lei, avvolgendola con le braccia. Le afferrai i seni, stringendoli forte per unirli e creare un solco profondo e invitante. Lui capì al volo: estrasse il membro lucido dai suoi umori e lo infilò tra le sue tette.

Sentivo il calore dei loro corpi, il battito forsennato del cuore di Irene sotto le mie mani. Quando raggiunse il limite, emise un grugnito profondo e venne con una potenza incredibile. Schizzi bianchi e caldi esplosero ovunque: sul seno di Irene, sul mio braccio, sulle lenzuola, sul suo viso, marchiando quella notte di puro piacere.

Dopo la tempesta

Ci ritrovammo tutti e tre sotto il getto caldo della doccia. L’acqua lavava via i resti di quella passione intensa, ma non il ricordo elettrico che continuava a pulsare dentro di noi. Ci salutammo con un calore insolito per degli estranei, scambiandoci i numeri con la consapevolezza che Genova, quella notte, aveva acceso qualcosa di troppo potente per finire lì.


Categoria: Incontri casuali

Tags: incontro casuale, sesso occasionale, attrazione immediata, scopata improvvisa, sesso spontaneo, appuntamento hot, incontro segreto, sesso in viaggio, locali notturni, passione intensa