Mi chiamo Andrea, ho quarant’anni e lavoro in un negozio di abbigliamento maschile. Con me ci sono alcune colleghe e Ugo, un ragazzo di ventotto anni molto timido e riservato.
Un giorno rimanemmo soli in negozio. Ugo si avvicinò, rosso in viso come un pomodoro, e mi disse: «Sai Andrea, è un anno che lavoriamo insieme e da un anno ti sogno nudo con me ogni notte. Mi sono fatto tantissime seghe pensando a te».
Rimasi senza parole. «Ma Ugo, perché non mi hai mai detto niente? Sai che sono bisex e versatile… anche tu mi piaci. Purtroppo ho un cazzetto piccolo, non so se possiamo fare qualcosa di serio».
Lui mi guardò dritto negli occhi: «Mi sono innamorato di te. Ho visto il tuo cazzetto, il mio è identico al tuo. Ti ho visto mentre pisciavi in bagno».
«Bene Ugo, se hai voglia di godere con me, stasera vieni a casa mia. Ti aspetto nudo».
L’Arrivo e i Primi Tocchi
Fu puntualissimo. Aprii la porta con il pisello già in mano: «Ciao Ugo, vieni, ci divertiamo».
Si spogliò completamente. Era tutto depilato, con un corpo liscio e bellissimo. Lo accarezzai, godendo della sua pelle morbida. Lui fissò il mio cazzo: «Che amore di cazzo, Andrea».
Ci toccammo i cazzi con desiderio. Io gli leccai i capezzoli, gli presi in mano il membro, gli tastai i coglioni morbidi. Ci baciammo in bocca con la lingua, una cosa che mi eccita da morire. Il mio pisello era duro, dieci centimetri, il suo aveva la cappella già bagnata.
Mi abbassai, aprii la bocca e lo presi tutto dentro. Ugo mugolò: «Andrea, è un anno che aspetto questo momento… mamma come sei bravo con la lingua».
Avevo tanta voglia. «Vieni tesoro, andiamo in camera».
Il Piacere Reciproco
Una volta sul letto, vicini, continuammo a baciarci e a masturbarci a vicenda. Ugo guardava il mio cazzo: «È proprio bello… ohhh Andrea come mi segi bene. Aspetta, non sborrare, fammelo prendere in bocca, voglio sentire il gusto della tua sborra».
Aprì la bocca e succhiò tutto il cazzo, andando su e giù con la testa in un pompino perfetto. Sentivo che stavo per venire. Gli tenni ferma la testa con la mano e sborrai dentro la sua bocca. Lui ingoiò tutto: «Ahhh, Andrea, com’è buona la tua sborra, bella densa».
Anche Ugo era venuto sulla mia pancia. Ero pieno di gocce di sperma e lui le leccò via con avidità. Ci addormentammo abbracciati.
Il Risveglio e la Penetrazione
Dopo circa un’ora mi svegliai con ancora voglia di sesso. Guardai il suo culetto favoloso, sodo e liscio come quello di un bambino. Lo toccai, aprii un po’ le chiappe e vidi quel buchetto perfetto. Appoggiai la lingua e cominciai a leccarlo con passione.
Ugo si svegliò: «Ma quanto sei porco, Andrea… mi hai fatto sborrare con una sega, mi hai preso in bocca il cazzetto e adesso mi lecchi il buco. Continua così, hai la lingua come un serpente, velocissima. Non resisto più… voglio sentire il tuo cazzo dentro. Entra con tutto l’uccello, ti prego».
Ero prontissimo. Appoggiai la cappella al suo buco e spinsi dentro. Sentii l’anello aprirsi mentre affondavo completamente. Cominciai a stantuffare con frenesia, avanti e indietro. Ugo, a novanta gradi, mi guardava: «Cazzo Andrea come mi inculi bene… ti sento dentro benissimo. Non fermarti, continua così, dai porco spingi più fondo, scopami».
Venni poco dopo con colpi duri, rimanendo dentro fino all’ultimo. Quando tirai fuori l’uccello gocciolante, il suo culo era pieno di sborra che cominciava a colare sui coglioni. Mi abbassai e leccai la mia stessa sborra.
«Ti amo tanto Andrea» disse lui. «Non ho mai fatto sesso con un uomo come te, ti voglio sempre».
Lo guardai con la bocca piena della mia sborra e lo baciai, scambiandocela con le lingue.
Il Ritorno di Fiamma
Dopo tutte quelle porcate, Ugo mi chiese timidamente: «Non so come dirtelo, Andrea… mi piacerebbe incularti. Ti ficco dentro solo la cappella… vuoi sentire un piccolo cazzetto in culo?».
Mi misi con il culo all’indietro: «Dai Ugo, prova a metterlo tutto dentro per bene. Anche se è piccolo, sicuramente mi piace. Dai tesoro, spingilo tutto».
Lui ci provò, spinse e rimase fermo un attimo, poi cominciò a muoversi avanti e indietro. Lo sentivo bene, proprio come volevo. «Ugo, vedi che è entrato tutto? Bravo… sborrami dentro, mmmh mi piace sentire la sborra».
Eravamo esausti. Avevamo passato un bellissimo pomeriggio.
Ugo mi disse: «Adesso che abbiamo fatto un po’ di porcate insieme, possiamo vederci tutti i giorni?».
«Sai Ugo, ho anche un paio di amichette, Gina e Claudia, le nostre colleghe. Ogni due o tre giorni scopiamo tutti e tre insieme. Tu se vuoi venire gli altri giorni, per me va benissimo».
«Ok Andrea, adesso vado a casa… c’è mia moglie che mi aspetta».